De Angelis tra aperture e chiusure (di C. Trento)

Il leader del Pd: «Con i Cinque Stelle confronto sui temi concreti, non è vero che sono il partito del no». «Le sirene renziane in Ciociaria non cantano, per loro qui non ci sono spazi. E Pompeo resterà nei Democrat». La mission rimane quella di battere la destra sovranista e populista

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Il dado è tratto. E Francesco De Angelis non è uno che si nasconde. L’inizio del confronto con i Cinque Stelle è avvenuto su temi riguardanti l’economia e lo sviluppo industriale, ma la valenza politica è indubbia. Poi c’è la questione interna al Pd provinciale e su questo tema il leader di Pensare Democratico è molto netto: lui non crede che Antonio Pompeo e la sua componente possano cedere al richiamo della foresta di Matteo Renzi

Il fronte pentastellato 

Francesco De Angelis con i parlamentari M5S Segneri e Frusone

Dice Francesco De Angelis: «La premessa è necessaria: con gli onorevoli Luca Frusone ed Enrica Segneri il confronto è avvenuto su temi di politica industriale che riguardano il territorio. E il sottoscritto ha voluto l’incontro come presidente del Consorzio Asi. Ci siamo confrontati sulle opportunità della green economy, sulla reindustrializzazione dei siti dismessi, che è un obiettivo sul quale il Consorzio punta moltissimo per favorire il ritorno alla produzione e il lavoro». (leggi qui I tre morsi di Francesco De Angelis detto Bokassa).

«Non abbiamo parlato di opzioni di accordi elettorali. Detto questo, però, non mi nascondo: è evidente che se c’è un vertice al quale partecipano esponenti del Pd e dei Cinque Stelle, lo stesso assume una connotazione politica».

«La linea dei Democrat è quella dettata dal segretario nazionale Nicola Zingaretti: cercare di trasformare un accordo di governo in un’alleanza politica. Debbo dire che sul versante dei contenuti mi sono trovato di fronte due parlamentari che conoscono bene i problemi. Per quello che ho potuto constatare i Cinque Stelle non sono il partito del no e sanno perfettamente che il momento è delicato, perché la “mission” resta quella di battere i sovranisti e i populisti».

Chiediamo a De Angelis: ma lo stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ammonito che se questo Governo dovesse cadere, la via maestra sarebbe quella delle elezioni anticipate. Ma davvero si può stare al governo insieme solo per paura che vincano Matteo Salvini e Giorgia Meloni?

Risponde De Angelis: «Non temiamo le elezioni anticipate. Però è anche il caso di ribadire un concetto: la nostra resta una Repubblica parlamentare e trovare una maggioranza diversa non ha rappresentato un colpo di Stato. Ripeto: l’obiettivo è costruire le condizioni per battere un centrodestra che non è più quello degli anni passati, ma a trazione sovranistaVale la pena di provare». 

L’ombra di Renzi 

Francesco De Angelis e Antonio Pompeo © AG. IchnusaPhoto

Nel Pd provinciale, inutile girarci intorno, il tema principale è legato a quelle che saranno le scelte del presidente della Provincia e dell’Upi Lazio Antonio Pompeo, il quale fa riferimento a Base Riformista di Luca Lotti e Andrea Marcucci. L’opzione di un passaggio in Italia Viva con Renzi rimane.

Argomenta Francesco De Angelis: «Intanto lasciatemi dire che in provincia di Frosinone le sirene di Renzi non cantano. Nel senso che Italia Viva qui non troverà molti spazi. Noi non daremo alibi a nessuno per andare via: porteremo avanti politiche inclusive e non divisive, di coinvolgimento e di condivisione. Possono stare tutti tranquilli sul fatto che la prospettiva era, è e resterà unitaria. Non divideremo il partito. Aggiungo che il sottoscritto è pronto a rappresentare un punto di riferimento per tutti nel Pd in questa fase. Con un impegno in prima persona».

Rileva: «Devo dire però che con Antonio Pompeo sto parlando moltissimo in queste settimane. E non ho colto alcun segnale che mi lasci pensare che lui voglia andare via dal Pd o approdare nel nuovo partito di Matteo Renzi. D’altronde Pompeo è un big del Partito e sa perfettamente che il centrosinistra non potrà mai prescindere dal Partito Democratico. Restiamo noi il perno di una coalizione che intende opporsi e fronteggiare la Destra sovranista».

Francesco De Angelis e Antonio Pompeo

«Ad Antonio Pompeo dico che ci sono tutte le condizioni per proseguire insieme un percorso importante, unitariamente. Fra l’altro abbiamo un obiettivo di breve periodo fondamentale, quello del congresso provinciale. La prospettiva è unitaria in ogni tipo di contesto. Meno di un anno fa questa provincia ha rappresentato una roccaforte di Nicola Zingaretti nell’appuntamento delle primarie. Quando abbiamo remato tutti dalla stessa parte. In primis il sottoscritto e Antonio Pompeo. Ci sono le condizioni per andare avanti insieme».

«Per quanto concerne Matteo Renzi, dico questo: non è più un esponente del Pd, ha fondato un altro partito e al Governo sta tenendo degli atteggiamenti sui quali Nicola Zingaretti ha fatto benissimo a chiedere chiarezza. Noi siamo il Partito Democratico, la maggiore forza del centrosinistra, erede di una tradizione nobile che ha fatto la storia del Paese. Teniamolo presente tutti in questo momento».

«Pronto ad eventuali elezioni anticipate? Ribadisco il concetto espresso prima: non temiamo le elezioni» .

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