Le banconote per il Monopoli di Francesco De Angelis

L'appello di Francesco De Angelis per una tregua nel Pd. Cosa c'è dietro. Come va letto. Qual è il vero obiettivo del leader. La partita che si sta giocando è molto concreta. E l'unità è soltanto un mezzo per vincere

L’appello alla tregua lanciato da Francesco De Angelis attraverso le colonne di Ciociaria Oggi è come una banconota del Monopoli. (leggi qui De Angelis al Pd: «Smettiamola di farci del male»)

Ha valore solo su un tavolo da gioco, per la durata di una sola partita. Ma fuori da lì quella banconota e quell’appello non hanno corso legale.

Pezzi di carta di quel tipo, con diverso taglio e disegno, Francesco De Angelis ne ha stampati a decine in questi anni, durante i quali – a volte di più a volte meno – ha controllato i destini del Pd in provincia di Frosinone. Con indiscussa abilità di gioco.Mai come baro.

Le ha stampate ogni volta che c’era qualche elezione nella quale doveva schierarsi. E quindi aveva bisogno di stringere un’alleanza tattica, di una convergenza delle preferenze, o almeno di una non belligeranza. Ogni volta ha vinto. Facendo arrivare spesso a dama anche chi giocava con lui.

È il caso degli accordo fatti con Francesco Scalia: ogni volta che hanno giocato insieme la partita al Monopoli della politica hanno raggiunto il risultato. Andando uno al Parlamento Ue ed uno alla Regione, o uno alla presidenza della Provincia e l’altro in Giunta Regionale. Ma è il caso anche degli accordo raggiunti con Simone Costanzo: uno segretario e l’altro comunque socio di maggioranza mentre Scalia veniva relegato alla minoranza perché non aveva voluto giocare alle regole di De Angelis la partita per la Provincia.

Come va letto ora l’appello del leader nelle parole affidate a Corrado Trento? Qual è il Monopoli sul quale si sta giocando? E di quale partita si tratta? Dove vuole arrivare?

Non è l’unità del Pd. De Angelis è un pragmatico: è tra i pochi che avevano capito dal primo istante quanto il Pd fosse solo una enorme utopia, una sommatoria di correnti del potere che erano costrette a stare insieme per sopravvivere. Non gli piaceva (viene da una cultura politica radicata in modo profondo nell’ideologia: cosa che il Pd mai ha avuto e per questo non è mai attecchito). Ma c’è stato: perché era il veicolo migliore sul quale continuare a correre.

Non è la creazione di un fronte Repubblicano, per usare le parole dell’ex ministro Carlo Calenda, contro il fronte populista che da oggi govenerà il Paese. Troppo presto per iniziare la battaglia: se vorranno farla davvero è fuori di dubbio che ci sarà.

L’obiettivo è un altro. Francesco De Angelis non è un monarca come sostiene Simone Costanzo. Non è un Papa come sostiene Valentina Calcagni, vedova politica di Scalia. È un Tito nato fuori da Balcani: sovietico ma non allineato, socialista ma con ampie concessioni perché siamo la frontiera con l’Occidente, pragmatico al punto da riuscire a tenere nello stesso contenitore Croati e Serbi, e pure Cattolici con Musulmani ed Atei. Capace di dare a tutti l’illusione di avere vinto. In realtà l’unico a sapere che al Monopoli, come in qualunque altro gioco, è sempre il Banco a vincere.

A Francesco De Angelis l’unità invocata su Ciociaria Oggi serve per tenere tutti schierati con lui per la candidatura alla Segreteria Regionale del Partito Democratico.

ha già iniziato a muovere le pedine. Suggerendo al reggente provinciale Domenico Alfieri di riunire i big per rimodulare la segreteria. Oggi un po’ di soddisfazione ai Serbi, domani ai Montenegrini, in prospettiva ai Macedoni…

La prova provata sta nel silenzio di questi giorni. Nessuna voce si sta alzando per dire che la Flat Tax già esiste e l’ha fatta Renzi chiamandola Ires, per sottolineare che il lavoro fatto da Minniti è stato eccellente al punto che lo stesso Salvini l’ha dovuto riconoscere, che con il fascista Orban mai abbiamo avuto a che fare perché non era nel nostro Dna.

Nessuno lo farà. Perché in questo momento la partita al Monopoli è un’altra. E tutte le carte per provare a vincerla passano attraverso una banconota che si chiama Unità.

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