Gli amori estivi di De Angelis: molla Orfini e torna con Zingaretti

Il Governatore punta alla segreteria nazionale. La componente 'Pensare Democratico' è al bivio: possibile uno strappo clamoroso. Francesco De Angelis potrebbe tornare dall'amico con cui ha condiviso un lungo percorso. Fino alla rottura ed al passaggio con Orfini

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Nicola Zingaretti o Matteo Orfini? Questo è il dilemma. Per Francesco De Angelis, leader dell’ area Pensare Democratico, maggioritaria in provincia di Frosinone. Area che esprime due consiglieri regionali: Mauro Buschini (capogruppo dei Dem alla Pisana) e Sara Battisti.

L’ accelerazione del quadropolitico nazionale impone scelte rapide e nette. Non ci sono più spazi, né tempi, per compromessi. Matteo Orfini, presidente nazionale dei Dem, è uno dei pochissimi big contrari all’ ipotesi di Nicola Zingaretti segretario del Partito. Ieri ha detto: «Nel Lazio Zingaretti ha vinto con una coalizione larga? Sì e con la destra divisa. Fosse stata unita avremmo perso. Il punto non è quanto allarghi la coalizione, ma quanto convinci i cittadini. Rincorrere ceto politico non serve».

Un fuoco di sbarramento, c’ è poco da girarci intorno. Infatti Enzo Foschi, vicesegretario del Pd nel Lazio, ha risposto: «Caro Orfini, non so se avremmo perso nel Lazio con una destra unita. Però sono sicuro che se fossimo stati divisi, come alle politiche, alle regionali avremmo perso anche con la destra divisa».

Nicola Zingaretti è lanciatissimo verso una candidatura alla segreteria nazionale. (leggi qui Tutti pronti per lanciare Zingaretti Segretario nazionale del Pd) Ha spiegato: «Credo e mi auguro che si faccia un congresso del Pd vero, sicuramente prima delle elezioni europee. Non voglio un congresso autoreferenziale di un partito ferito: dovrà essere un’ occasione di discussione aperta e costituente ma aperta alla società».

Aggiungendo: «C’è un reggente: io ho piena fiducia in lui, farà nei momenti giusti una proposta. Il contributo che possiamo dare è quello di mettere in moto i meccanismi per la costruzione di un movimento per l’ alternativa in questo Paese, che dovrà ovviamente vedere il Partito Democratico come principale protagonista di questa avventura». (leggi qui Il manifesto di Zingaretti: «Unità e collegialità per costruire il nuovo centrosinistra»)

Le indiscrezioni che filtrano dal quartier generale di Pensare Democratico vanno nella direzione di una scelta per Nicola Zingaretti. Nei mesi scorsi il riavvicinamento politico di Francesco De Angelis e Mauro Buschini al Governatore era stato evidente.

Va detto che un anno e mezzo fa si registrò l’ adesione della componente di De Angelis all’area di Orfini. Scelta che irritò non poco lo stesso Zingaretti, allora impegnato nel sostegno alla mozione di Andrea Orlando per la segreteria nazionale. Poi però il quadro è cambiato.

I prossimi giorni saranno fondamentali, considerando che il 7 luglio l’ assemblea nazionale del Pd dovrebbe riunirsi per decidere il da farsi. Francesco De Angelis e Mauro Buschini sanno che non è questo il momento dei tentennamenti. Resta da vedere, qualora alla fine la  scelta sarà quella di seguire Nicola Zingaretti, cosa farà Sara Battisti, orfiniana della prima ora.

Il punto politico è che il disastroso esito dei ballottaggi, con le sconfitte a Siena, Pisa, Massa, Imola e Ivrea, ha fatto saltare il fragile accordo tra i renziani ed il resto del partito, quello parametrato sull’ elezione di Maurizio Martina nell’assemblea nazionale e sul rinvio del congresso a dopo le europee.

L’ accelerazione di Nicola Zingaretti è stata forte e il fatto che Dario Franceschini, Andrea Orlando, Paolo Gentiloni, Walter Veltroni e Piero Fassino si siano detti favorevoli ad un congresso in tempi brevi ha rappresentato un segnale evidente.

D’ altronde Zingaretti è stato durissimo: «Un ciclo si è chiuso». Nessuno spazio di interpretazione: è il ciclo di Matteo Renzi. Zingaretti punta sul modello Lazio, su un centrosinistra largo, sulle liste civiche, sui sindaci e sugli amministratori. Inoltre, i suoi fedelissimi hanno sottolineato le vittorie a Velletri, Fiumicino e Santa Marinella, oltre al terzo municipio di Roma. (leggi qui Tu chiamalo, se vuoi, ‘Effetto Zingaretti’)

Infine, Zingaretti non si dimetterà da presidente regionale per concorrere alla segreteria nazionale. Il puzzle si va componendo in ogni tassello. Vedremo anche se l’ autocandidatura di Francesco De Angelis alla segreteria regionale sarà inserita in un contesto nazionale in piena evoluzione.

Il sostegno a Zingaretti ribalterebbe nuovamente la mappa delle alleanze. Per esempio, con il presidente della Regione è schierato, fra gli altri, Bruno Astorre, contro il quale De Angelis potrebbe duellare per la segreteria regionale. Insomma, è tutto in movimento e il contesto nazionale sarà prevalente. Senza perdere di vista però le dinamiche provinciali, che esistono nonostante i silenzi e i vuoti di memoria di una classe dirigente che non smette di polemizzare. Ululando alla luna

 

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