De Donatis senza tessera punta a farsi rieleggere dal Centrodestra

Il sindaco di Sora fa scacco matto e annuncia il suo progetto personale per farsi sostenere dal centrodestra alle prossime elezioni. La reazione di Bruni: il candidato sindaco non può avere un Dna di sinistra. Faccia a faccia con il gruppo consiliare di FdI che ha richiesto indietro la delega ai Lavori pubblici. . Intanto Mario Abruzzese chiama Luca di Stefano. Che si scontra di nuovo con Lino Caschera.

Tazio Murari-Pizzi
Tazio Murari-Pizzi

Rem tene, verba sequentur

Il sindaco di Sora incontra il gruppo di Fratelli d’Italia e annuncia il suo progetto personale. L’obiettivo è farsi sostenere dal centrodestra alle prossime elezioni comunali senza tesserarsi ad un Partito.

È la strategia anticipata qualche giorno fa da Alessioporcu.it Confermata nella sostanza. E con una sottile differenza: Roberto De Donatis sostiene di non essere lui quello che gioca a spaccare. Stanno facendo benissimo da soli tutti gli altri. (leggi qui Ciacciarelli traghetta la Lega in maggioranza a Sora).

L’obiettivo è fare il bis con la Piattaforma civica, cioè con l’aggregazione di forze politiche unite da un progetto amministrativo, anche se distanti tra loro politicamente.

Mezzogiorno di fuoco sul ritiro delle deleghe

Massimiliano Bruni con il sindaco Roberto De Donatis

Il faccia a faccia è iniziato verso mezzogiorno di mercoledì primo luglio. A chiederlo era stata la capogruppo Simona Castagna. Presenti anche Antonio Lecce e Massimiliano Bruni.

Quel confronto era necessario, fondamentale, strategico. Per due motivi. Il primo: il gruppo di Fratelli d’Italia era stato indispensabile per il successo di quattro anni fa e lo sarebbe anche in una riedizione della Piattaforma Civica. Il secondo: FdI ha svolto un ruolo di primo piano in questa amministrazione, fino alla rottura avvenuta nelle settimane scorse con il consigliere delegato ai Lavori Pubblici Massimiliano Bruni; il sindaco gli aveva contestato di lavorare per costruire un’alleanza di centrodestra da schierare alle prossime elezioni e quindi contro di lui. (leggi quiTerremoto in municipio a Sora: ritirate le deleghe a Bruni).

Lasciata decantare la situazione, Simona Castagna ha organizzato il confronto. Concentrato proprio sulle accuse che avevano portato il sindaco al ritiro delle deleghe.

Accuse infondate. Invece si

Simona Castagna

Accusa che FdI ha detto al sindaco di ritenere infondate e figlie del principio dei due pesi e delle due misure. Questo dopo le manovre di Lino Caschera per entrare nella Lega (leggi qui Ciacciarelli traghetta la Lega in maggioranza a Sora).

Inoltre dopo quelle del vicesindaco Fausto Baratta e dei consiglieri comunali Francesco De Gasperis e Floriana De Donatis. Per cosa? Per creare il gruppo di Forza Italia (leggi qui Tutti al bar Canarino, c’è Fazzone che cerca la sintesi).

La risposta del sindaco, molto chiara, non si è fatta attendere: «Non era una questione contro Bruni ma politica». In sostanza la differenza sta in un fatto. Che cioè mentre gli altri stanno lavorando a favore della coalizione di governo cittadino, Bruni invece sta lavorando per creare un’alternativa.

Al centro del confronto anche le dichiarazioni di Floriana De Donatis che non condivide alcune scelte di quest’Amministrazione. Dichiarazioni che il gruppo avrebbe ritenuto molto gravi. Il primo cittadino in questo caso si sarebbe limitato a dare ragione agli esponenti di Fratelli d’Italia. (leggi qui Soccorso azzurro a De Donatis: giovedì arriva Fazzone).

Coletta si schiera

NATALINO COLETTA

 Non è passata inosservata nemmeno la notizia secondo cui Natalino Coletta, così come dichiarato durante una riunione on line del direttivo Pd, è pronto a sostenere nuovamente il sindaco uscente. A patto però che nella coalizione non ci sia Fratelli d’Italia (leggi qui  Troppi cani sciolti. Si dimette il segretario del Pd).

Anche questa è stata ritenuta una dichiarazione molto grave. “Non posso rispondere per ciò che dichiara Coletta” ha liquidato il primo cittadino.

Su tutti i dettagli dell’incontro durato circa un ora non una parola esce dai protagonistio. Anzi, Massimiliano Bruni si cuce la bocca. Si limita a dichiarare aria fritta. «Si è parlato soprattutto di politica, sono emersi  aspetti che meritano una riflessione all’interno del Partito».

Forse non ha digerito che il sindaco gli stia sfilando di mano quel progetto politico di coalizione di centrodestra a cui lui stava lavorando da oltre un anno. Sul punto, Bruno si limita a dire che le sue posizioni «sono note da tempo».

Un candidato con Dna di centro destra

LUCA DI STEFANO

Ecco cosa sostiene da sempre Bruni: il garante del progetto deve essere un uomo che sia di centrodestra nel suo Dna. Un candidato cioè che dovrà portare Sora sui tavoli che contano.

E dovrà farlo per rimettere la città al centro della scena politica provinciale, regionale e nazionale. Quindi non può essere De Donatis. Anzi. Il sindaco ha proprio il problema del Dna politico che non è di destra.

Bruni torna ad invocare le primarie che aveva lanciato già lanciato lo scorso 31 gennaio sulle colonne di Alessioporcu.it come metodo per individuare il candidato di coalizione coinvolgendo i cittadini (leggi qui FdI: “Di Stefano o Porretta candidati? Buoni ma si riunisca il tavolo”) .

 Il caso ha voluto che in Municipio fosse presente anche il consigliere comunale di minoranza e capogruppo della Lega Luca Di Stefano. È stato proprio lui a sentire il sindaco mentre riferiva al gruppo di FdI che sta lavorando a un progetto personale. Un progetto che gli permetta di essere di nuovo sostenuto dal centrodestra senza doversi tesserare ad alcun Partito.

E non gli è sfuggita nemmeno la risposta di Bruni: «È pura follia soltanto pensare che possa essere tu il candidato del centrodestra senza nemmeno tesserarti. Io parlo di un progetto il cui garante non puoi essere tu. Perché hai una storia politica che rispetto ma che è in contraddizione con il progetto stesso. Lo renderebbe poco credibile».

Per l’esponente della Lega la conferma sarebbe arrivata poco dopo. Quando è uscito Roberto De Donatis gli ha domandato, in maniera provocatoria: «Quindi ti appresti a prendere di nuovo in giro i cittadini  facendoti candidare dal centrodestra?».

«Di Centrodestra-sinistra» ha risposto De Donatis con un sorriso.

Lo scontro Di Stefano-Caschera

Lino Caschera © AG IchnusaPapers

In municipio c’è stato anche un altro confronto. Non previsto. Tra il capogruppo leghista Luca Di Stefano ed il capogruppo Lino Caschera dell’ala ex Forza Italia che sta con il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli ed è pronta a seguirlo sul Carroccio. Di Stefano nei mesi scorsi ha messo da subito in chiaro le cose: se vogliono entrare sono i benvenuti ma devono seguirmi all’opposizione; significherebbe la caduta immediata dell’amministrazione De Donatis.

Luca Di Stefano e Lino caschera si erano addirittura visti giovedì scorso, prima del convegno della Lega a Frosinone. E i toni erano stati pure accomodanti. Poi avevano addirittura condiviso il viaggio. Poi, una volta arrivati lì l’atteggiamento era già cambiato. (leggi qui Crisi di rigetto nella Lega di Sora. Caschera: “Se sono di peso tolgo il disturbo”).

Mercoledì primo luglio il nuovo scontro in Municipio. Caschera e Di Stefano si sono visti nella stanzetta di fronte all’aula consiliare del Municipio. Quella a disposizione per le riunioni dei consiglieri.

«Avresti dovuto smentire il post del direttivo Lega Sora fatto da Gianni Iacobelli», gli ha rimproverato Lino Caschera. Ha incolpato Luca Di Stefano di averlo isolato durante la conferenza all’Astor Hotel.

Pronta la risposta di Di Stefano: «Non smentisco nessuno del mio direttivo. Siamo abituati alla coerenza e non cambiamo Partito cinque volte in un anno». E a proposito del convegno. «Ho parlato con persone che conosco da due anni. Se la tua corrente si è isolata non colpa mia».

Poco dopo in aula consiliare Caschera è tornato alla carica: «Non ti preoccupare! Decido io quando entrare nella Lega. Non decidono gli altri per me». Ribadendo un concetto già espresso. (leggi qui Crisi di rigetto nella Lega di Sora. Caschera: “Se sono di peso tolgo il disturbo”).

Intanto Mario colpisce ancora

Mario Abbruzzese Foto © Daniele Scudieri / Imagoeconomica

Una telefonata per consigliargli di restare nel Partito, anche se non sarà candidato sindaco di Sora. Perché per lui ci sarà la candidatura alle elezioni regionali. La avrebbe fatta Mario Abbruzzese a Luca Di Stefano nei giorni scorsi. Un retroscena questo che confermerebbe il vero ruolo dell’ex presidente del Consiglio regionale di Forza Italia. Ex presidente che starebbe ora mettendo in atto quello che Alessioporcu.it ha definito il fenomeno di abbruzzesizzazione della Lega. (leggi qui Ora chiamatela Forza Lega: è arrivato pure Magliocchetti).

«Sei un bravo ragazzo ma la Lega non ti candiderà mai a sindaco perché punta su De Donatis. Non uscire dal Partito perché ti garantiremo la candidatura alle Regionali». Suona più o meno così il contenuto della telefonata. Ma la strategia in atto prevedrebbe delle contromisure ben differenti.

Cosa bolle in pentola e chi tiene il paiolo

Massimo Ruspandini

Insieme a Gianluca Quadrini ci sarebbe anche Pasquale Ciacciarelli a spingere per candidare Roberto De Donatis a sindaco del centrodestra.

A sostenerlo ci saranno ormai quasi certamente, oltre a Natalino Coletta anche Maria Paola D’Orazio e Massimiliano Iula. Lo schema dovrebbe essere lo stesso del 2016 e coinciderebbe con la battuta che de Donatis ha fatto a Di Stefano circa la coalizione di “Centrodestra-sinistra”.

Uno schema che non piace a Fratelli d’Italia. Anche se il senatore Massimo Ruspandini ha sempre espresso un personale apprezzamento per l’attuale sindaco di Sora. L’obiettivo del vice coordinatore regionale Gianluca Quadrini sarebbe quello di convincere il senatore Claudio Fazzone a mettere da parte il commissario cittadino Vittorio Di Carlo. A rafforzare la maggioranza di De Donatis ci sarebbero già dei consiglieri dell’opposizione pronti a fare il salto.

Qualora andasse in porto questo progetto si aprirebbe anche la strada verso l’assessorato per Natalino Coletta.

Tutto questo potrebbe provocare quello a cui Vittorio Di Carlo ambisce da tempo. Creare un unico blocco più o meno compatibile da contrapporre a quello uscente nella prossima campagna elettorale.

L’intento originario sarebbe stato quello di farlo con i simboli di Forza Italia e Lega. A questo punto potrebbero essere costretti ad andare avanti ammainando i simboli di Partito. Come avvenne con la prima Piattaforma Civica quattro anni fa..