De profundis per De Donatis: la piattaforma civica non c’è più

Foto © AG IchnusaPapers

Fratelli d'Italia costituisce il Gruppo consiliare. E manda sugli scogli la Piattaforma Civica. Il sindaco convoca una Conferenza nella notte. Ed annuncia che pretende un documento programmatico. Con un patto di fine consiliatura

Tazio Murari-Pizzi
Tazio Murari-Pizzi

Rem tene, verba sequentur

È finita. L’esperienza della Piattaforma Civica che ha eletto sindaco Roberto De Donatis obbligando i Partiti ad ammainare il loro simbolo è naufragata. Il primo cittadino di Sora ne prende atto. E per questo chiede un patto di consiliatura a ciò che rimane della sua maggioranza. Una tregua armata con la quale arrivare almeno a fine mandato.

Vuole capire chi sta con lui e chi no, il sindaco Roberto De Donatis. Vuole la firma sotto un documento programmatico e politico: la road map per raggiungere in tranquillità il 2021. Non vuole sottostare al ricatto dei Partiti. Esattamente il motivo che lo aveva spinto ad optare per la piattaforma civica nel 2016. 

Fratelli coltelli

Il Consiglio Comunale di Sora

La rotta verso gli scogli l’ha determinata l’annuncio fatto in Aula da Fratelli d’Italia. È dovuta uscire allo scoperto dopo le rivelazioni fatte da Alessioporcu.it: sta tenendo già le riunioni con cui costruire la coalizione di centrodestra con Lega e Cambiamo nel 2021. Addio Civici e tanti saluti a De Donatis. (leggi qui Divisi alle urne: la Lega ha il candidato. Fratelli d’Italia pure).

Ora, tanto per gradire, Fratelli d’Italia ha ufficializzato la creazione del suo Gruppo consiliare, a seguito dell’adesione del presidente dell’assise civica Antonio Lecce e della consigliera Simona Castagna. (leggi qui Fratelli d’Italia prepara il congedo per De Donatis)

La costituzione di un Gruppo politico in Aula rappresenta l’affondamento dei principi sui quali si teneva a galla la Piattaforma Civica.

Roberto De Donatis non ci sta a finire nel tritacarne dei Partiti. Non vuole essere tirato per la “giacchetta” mettendo a rischio la sua indipendenza e autonomia politica. 

Aveva chiesto a Fratelli d’Italia di rimanere civici in Consiglio comunale mantenendo il nome “Alleanza per Sora”. Invece no. “Hai fatto una st…upidaggine” ha detto sorridendo il sindaco al leader FdI Massimiliano Bruni, durante una sospensione tecnica dell’Assise.  

Conferenza stampa in notturna

Il sindaco Roberto De Donatis

La decisione di andare verso un documento programmatico ed un Patto di Fine Consiliatura è stato annunciato dal sindaco lunedì in tarda serata, dopo la fine del Consiglio comunale, in una conferenza stampa. I giornalisti sono stati avvisati con un messaggio inviato alle 18.25, quando i lavori in Aula erano iniziati da circa un’oretta. “Per comunicazioni del sindaco” il motivo della convocazione. 

L’assise è terminata alle 22.44. Poco dopo si è tenuto l’incontro. Nel frattempo la voce si è sparsa in un batter d’occhio e presto si è saputo anche il motivo: verifica della maggioranza e richiesta pubblica di sottoscrizione di un “contratto di governo”.

Acqua nella piattaforma

Il sindaco legge una dichiarazione. È l’inizio del de profundis.

A seguito della costituzione in Aula di un Gruppo politico composto da una delle formazioni di maggioranza, viene meno il concetto di Piattaforma Civica che era il presupposto del nostro progetto amministrativo. Di fatto la Piattaforma ora è un progetto messo fortemente in discussione“.

Fratelli d’Italia però ha detto in tutte le lingue che non verrà meno ai patti. Che manterrà la maggioranza in piedi fino alla fine della Consiliatura. Dopo si vedrà: se si riuscirà a trovare un candidato unitario tutto il centrodestra si aggregherà. Altrimenti si potrebbe tornare alla Piattaforma.

Significa, fiducia a tempo. Senza una prospettiva per il prossimo mandato, Roberto De Donatis sa benissimo di essere un ostaggio nelle mani dei Partiti.

Una pausa del Consiglio Comunale del 18 novembre 2019 © Ag IchnusaPapers

Per questo dice «Nonostante le dichiarazioni che ho ascoltato recentemente, nelle quali Fratelli d’Italia fa riferimento alla fedeltà sul progetto amministrativo, non posso non prendere atto, in ragione anche di altre notizie che ho appreso dalla stampa che qualcosa è cambiato». Si riferisce alla cena a Ceccano per la lista e la candidatura a sindaco di Fratelli d’Italia rivelata da AlessioPorcu.it.  (leggi qui Divisi alle urne: la Lega ha il candidato. Fratelli d’Italia pure).

Ora conviene a tutti andare avanti. Si arriva fino a dove si può. «Nell’assetto della maggioranza, quello che prevale è l’interesse pubblico degli obiettivi programmatici che sono giunti, tra l’altro, in un momento apicale nel quale è necessario dare un seguito e soprattutto rendere concreti questi obiettivi».

Traduzione: fino ad oggi abbiamo lavorato, ci sono progetti fondamentali che stanno per vedere la realizzazione, come la scuola di Renzo Piano; andiamo avanti e facciamoli partire.

La verifica di maggioranza

Il rischio è di ritrovarsi senza numeri. Ricattato da tutti i consiglieri. perchè a quel punto ognuno sarà decisivo. Lo stesso logoramento subito dal suo collega di Cassino Carlo Maria D’Alessandro per mesi e mesi prima di franare in maniera definitiva.

Un logoramento al quale Roberto De Donatis dice no.

«Annuncio che nei prossimi giorni, nelle prossime ore, verrà formalmente effettuata una verifica di maggioranza, con la sottoscrizione di un documento politico e amministrativo che riguarda la fine di quest’esperienza consiliare». In realtà voleva dire il completamento.

Roberto De Donatis

A cosa serve questa verifica? Perché questo documento? In conferenza stampa Roberto De Donatis spiega «Da qui a quando espleteremo i tempi, i modi, le forme e soprattutto il rispetto degli obiettivi programmatici, sarà mia cura avere questa garanzia, sotto forma di un atto che riguarda un patto di fine consiliatura. Ritengo giusto esporlo anche alla stampa in un’ulteriore conferenza che faremo non appena questo documento sarà pronto ed eventualmente sottoscritto. Per me diventa fondamentale avere nero su bianco quello che è il contratto di governo da qui alla fine della consiliatura. Tutto qui. Questa era la comunicazione doverosa».

Bruni, niente ricatti 

Usciti dalla sala ci sono subito le reazioni. Getta acqua sul fuoco il consigliere comunale Massimiliano Bruni, vice capogruppo della nuova formazione. Giura che Fratelli d’Italia non chiederà nulla, ribadisce che rispetterà l’accordo della piattaforma civica.

Il sindaco non cerca rassicurazioni. Ora ha indicato la strada e quella sarà. «Non è questo il tema, è un fatto di correttezza dei rapporti». Fratelli d’Italia gli aveva assicurato che sarebbe rimasta sotto forma civica fino a fine consiliatura.

Eppure c’è il precedente di Forza Italia. Fece lo stesso: perché il sindaco se la prende tanto? «È vero che all’inizio del mio mandato si formò anche il gruppo politico consiliare di Forza Italia. E’ altrettanto vero, però, che quell’esperienza ha creato anche qualche fibrillazione all’interno della maggioranza e si è risolta poi come tutti sappiamo. Ossia con la componente di Forza Italia che si è andata a sedere in opposizione nella persona dell’avvocato Serena Petricca. E la conseguente scelta del consigliere Alessandro Mosticone di fare un percorso territoriale, pur avendo le sue sensibilità e la sua appartenenza politica».

Massimiliano Bruni, leader di Fratelli d’Italia a Sora

Insomma, voi vi fate i Gruppi, poi litigate, ed io perdo i pezzi. Da qui la convinzione assoluta del sindaco che per amministrare, i Partiti devono stare fuori dal palazzo comunale.

 «Perché è chiaro che se un progetto nasce civico è altrettanto chiaro che la sua virtù è proprio questa, quella di non avere nessun riferimento politico che possa condizionare le scelte di una piattaforma soprattutto sul programma amministrativo».  

Leggasi “non mi faccio ricattare dai Partiti” …

A cosa serve il documento?

De Donatis si fida ma non troppo.

«Prendo atto delle dichiarazioni di buoni propositi. E quindi dell’intenzione di concludere quest’esperienza amministrativa da parte di Fratelli d’Italia. Ma non posso non esprimere, con senso di responsabilità, la necessità di avere una blindatura del programma amministrativo e anche dell’assetto che io sto decidendo di attuare per il governo di questa città».

Quindi entrano i Partiti negli equilibri di maggioranza oppure no? 

«No! È entrato un Partito che era già presente, di fatto. Però con una componente che si chiamava Alleanza per Sora. Adesso si chiama Fratelli d’Italia. Questo in politica non è solo forma ma è anche sostanza. Siccome ho la responsabilità di amministrare la città di Sora, ho il dovere di sottoporre ai consiglieri che comunque hanno garantito la loro fedeltà al progetto, un documento politico-programmatico di fine consiliatura che sia la stella cometa di tutta l’attività amministrativa da qui alla fine».

Queste settimane saranno di consultazioni?
Roberto De Donatis

«Assolutamente no. Il documento è talmente semplice. È il programma che ci siamo dati, gli obiettivi che ormai già sono tutti in campo. Potrei snocciolarli tutti: abbiamo circa 20 milioni i di euro di finanziamenti da spendere. Ne abbiamo di obiettivi da raggiungere! Se riuscissimo a spendere anche solo la metà di quello che lo Stato, la Regione e gli enti sovra-comunali ci hanno dato, già sarebbe una grande soddisfazione. E una grande eredità da lasciare alle prossime amministrazioni».

Dunque non è un problema di patti da rispettare. Il punto è che qualunque cosa faccia il gruppo di Fratelli d’Italia diventa un problema dell’Amministrazione. Per questo il sindaco aveva caldamente consigliato a Bruni di mantenere in assise il gruppo civico. 

I segnali dal Consiglio

Segnali chiari che qualcosa stava per accadere si sono tuttavia già letti durante il Consiglio comunale.

All’inizio dei lavori, verso le 17.30, il presidente Antonio Lecce ha letto una nota che annuncia la costituzione del gruppo Fratelli d’Italia formato da Massimiliano Bruni, Simona Castagna e Antonio Lecce. Cioè lui stesso. Ha annunciato anche che il capogruppo consiliare è Castagna, Bruni è il vice.

Per lasciare spazio di crescere a tutti” ha detto poi Bruni a microfoni spenti. 

Nel frattempo in aula  risaltano subito all’occhio molti spazi vuoti fra gli scranni dei consiglieri: fra gli altri sono assenti Alessandro Mosticone e Francesco De Gasperis. Un dettaglio apparentemente insignificante, a meno che non lo si legga alla luce di alcune voci che circolano insistentemente. Ossia: starebbero per formare un gruppo consiliare proprio con De Gasperis.

Forza Italia? Non è dato sapere, non c’è la prova anche se gli indizi non mancano.

Scontro Pintori – Bruni

Nel frattempo si registra un acceso ma garbato scontro politico fra il consigliere pentastellato Fabrizio Pintori – di minoranza – e Massimiliano Bruni. Accade mentre si parla della sede Inps che si trasferirà a Isola del Liri e dei rimedi da adottare per evitarlo.

Il consigliere M5S Fabrizio Pintori

Bruni attacca Pintori facendogli notare che per l’Inps sta raccogliendo firme “contro se stesso” visto che al governo ci sono i pentastellati e hanno pure un consigliere regionale. Pintori dice che prima di addossare colpe aspetta di leggere le carte che gli arriveranno dagli accessi agli atti.

Per inciso: la discussione è scaturita da una mozione presentata dalle consigliere comunali Serena Petricca e Maria Paola D’Orazio per salvare la sede Inps.

Le stoccate di Bruni non sono mancate nemmeno per la D’Orazio per via del Pd a cui lei appartiene, che è al governo con i grillini. 

Ed è proprio da questo episodio che nel suo intervento durante il Consiglio il sindaco prende spunto per lanciare qualche frecciatina, quasi a voler anticipare il tema della conferenza stampa. 

«Ecco – dice il sindaco – perché avevo voluto la piattaforma civica nel 2016: per evitare litigi come quelli di stasera, durante cui ci si accusa reciprocamente a causa delle appartenenze politiche».

Bruni incassa il colpo in silenzio. Non vuole creare lo scontro con il sindaco. Anche lui vuole arrivare a fine mandato. Il confronto avviene dopo, nei corridoi, con tanto di sorrisi. Il sindaco gli dice a chiare note che sarebbe stato meglio non costituire il gruppo politico perché la sua amministrazione si regge su un accordo civico. Quello del 2016.