De Angelis nella torre durante i giorni del caos

Francesco De Angelis è presidente del Consorzio Asi e per questo dice di essere incompatibile con il ruolo di consigliere comunale.
 (leggi qui) La mossa di arroccarsi nella torre (leggi qui De Angelis nella torre: «Non mi lascio trascinare») è un tentativo per essere messo sulla stessa linea degli altri big.

Il suo ragionamento. Francesco Scalia è di Ferentino e non si capisce per quale motivo dovrebbe candidarsi a Frosinone. Stesso principio per Nazzareno Pilozzi, che è di Acuto. Per Mauro Buschini (Alatri), Sara Battisti (Fiuggi), Marino Fardelli (Cassino). Ma pure per Simone Costanzo (Coreno Ausonio) e Domenico Alfieri (Paliano). Agli altri leader provinciali non è stato più chiesto di candidarsi al consiglio comunale di Frosinone, rischiando una figuraccia che comprometterebbe la loro immagine alla vigilia di una stagione politica decisiva. Allora – pensa De Angelis – perché dovrei andare io al massacro?

Che l’aut aut per la sua candidatura alle Comunali sia un tentativo per impallinarlo in vista degli appuntamenti con le prossime scelte per Camera e Senato è un sospetto. Che nel suo fronte hanno in molti. Per alcuni è una certezza.

Appare sempre più studiato il silenzio di Nicola Zingaretti . Si sta tenendo lontano da un terreno di gioco, quello del capoluogo, che assomiglia ad un suk arabo. Dove tutti strillano e nessuno guida. Negli anni in cui ha governato il Pds a Roma e nel Lazio ha dovuto affrontare beghe ben maggiori, con capitribù ben più sanguinari e truppe politiche ben più cattive. Ma su Frosinone tace. Il silenzio di Zingaretti davanti alla disintegrazione politica è legato la recente voto per il Congresso: la Ciociaria è un territorio renziano, lui è schierato con Orlando e solo una pattuglia di fedelissimi lo ha seguito. Quindi: arrangiatevi e autologoratevi. Poi alle Regionali passerò sulle macerie che avrete lasciato. E sarò legittimato a fare scelte inimmaginabili fino a ieri sulle candidature.

L’arrocco di De Angelis punta ora a far apparire dei bambinoni incapaci tutti quelli del Circolo Pd di Frosinone. Li fa passare per quelli che chiedono l’aiuto dei “grandi”. A candidarsi dovrebbero essere il segretario Norberto Venturi e il presidente Francesco Brighindi. I consiglieri comunali sono già candidati (Angelo Pizzutelli, Stefania Martini, Luigi Arduini). La senatrice Maria Spilabotte, oltre ad essere di Frosinone, è in una posizione blindata nei confronti di Matteo Renzi e può permettersi eccezioni non concesse ad altri.
 Possibile – è il messaggio che vuole far passare De Angelis – che però il circolo di Frosinone non ha 32 candidati all’altezza della situazione? Non riesca a far raggiungere al Pd 3.000-3.500 voti come una forza del genere dovrebbe avere?

Comunque la si voglia guardare, il prendere o lasciare messo in atto nelle ore scorse dal Pd di Frosinone (leggi qui la consegna della lista e l’aut aut)  fa emergere una debolezza enorme. E finisce con il danneggiare politicamente Fabrizio Cristofari. Il quale infatti a questo teatrino dell’assurdo non partecipa.
 Oppure chiamare in causa i big equivale a fuggire dalle proprie responsabilità sul territorio? In cinque anni il Pd di Frosinone non è stato capace neppure di provare a ricucire lo strappo tra Michele Marini e Domenico Marzi. Poi quello tra Marini e Cristofari, seminando la gramigna che oggi soffoca tutto. Adesso l’ennesimo caos sulla composizione della lista.

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