I debiti di D’Alessandro? «Venti milioni di troppo»

DOMENICO TORTOLANO
per IL MESSAGGERO

La minoranza Pd al consiglio comunale di Cassino passa al contrattacco dopo l’operazione verità sui debiti fatta dal sindaco Carlo Maria D’Alessandro. Il quale sostiene di aver ereditato una esposizione debitoria per circa 69 milioni e 580 mila euro e perciò il comune sarebbe in predissesto.

D’Alesssandro ha ipotizzato il pagamento di una parte dei debiti durante il suo mandato, entro il 2021 per il 56 per cento. Ossia 38 milioni di euro ed il resto dal 2022 al 2026. Per la minoranza questi dati non corrispondono alla realtà e in una conferenza convocata per domani mattina verranno contestati. E ieri hanno fornito un’anticipazione della loro contabilità.

Nei conteggi di D’Alessandro ci sarebbero 20 milioni di troppo. Mentre il durante il mandato di Petrarcone sarebbero stati pagati debiti per 40 milioni di euro.

L’ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone e l’ex assessore al bilancio Enzo Salera con i grafici dimostreranno, con le ricevute dei versamenti, le somme pagate. La chiameranno “Operazione falsità”.

 

DATI CONTESTATI – Per Salera il 56 per cento dei pagamenti non è ipotizzabile e dice:«Riusciranno a pagare meno della metà ed il resto nei successivi cinque anni». ossia non 38 milioni di euro ma la metà. Petrarcone e Salera stanno riesaminando documenti contabili, certificati della cassa depositi e prestiti, i certificati dei Boc (con questi l’ex giunta Scittarelli ottenne un prestito obbligazionario di 10 milioni di euro), e i mandati di pagamento emessi dal comune di Cassino dal 20 giugno 2011 al 20 giugno 2016. E inoltre le delibere di riconoscimento dei debiti fuori bilancio ed altro.

«Il sindaco – osserva Salera – con quelle tabelle ha gettato fumo negli occhi, noi dimostreremo, invece, di aver pagato effettivamente i debiti, mentre loro ipotizzano i pagamenti che potranno essere riscontrati solo a fine mandato».

Per la minoranza Pd nel dossier di D’Alessandro sarebbero stati inseriti dati inesatti con somme già pagate dalla giunta Petrarcone nel 2016 e cifre che non andavano sommate e che hanno fatto gonfiare il debito. Quindi si profila un altro scontro tra maggioranza e minoranza sullo scabroso caso dei debiti che secondo l’assessore alle finanze Ulderico Schimperna deriverebbero dalle amministrazioni precedenti al 1990 quando le normative erano diverse da quelle attuali, ora più rigide e con i comuni con le casse in rosso.

Il giorno dopo è in programma il consiglio comunale per approvare la salvaguardia degli equilibri di bilancio e il riconoscimento di debiti fuori bilancio per un totale di cinque milioni di euro.

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