Deleghe e commissioni, l’architettura bipartisan della Provincia di Pompeo

Schema perfettamente bilanciato, all’interno del quale però alcune situazioni emergono: la legittimazione finale di Luigi Vacana, la variabile Gianluca Quadrini, il ruolo di Daniele Maura. Ma soprattutto l’avanzata di Alessandra Sardellitti, unica ad avere una delega operativa e una presidenza di commissione

Un’architettura politica perfettamente bilanciata, all’interno della quale ogni Partito o gruppo ha almeno un ruolo, sia esso di controllo, di garanzia oppure operativo. Era meno semplice di quello che si può pensare, considerando che il 31 ottobre 2018 Antonio Pompeo (titolare della seconda componente Pd sul territorio) è stato rieletto a valanga alla presidenza della Provincia. Mentre il 7 aprile 2019 i consiglieri del centrodestra sono stati di più rispetto a quelli del centrosinistra: 7-6.

Con la designazione dei presidenti delle Commissioni l’attuazione perfetta della logica che vuole la Provincia ente di secondo livello è compiuta. All’interno di quello che è stato già ribattezzato lo “schema Pompeo”, però alcune considerazioni politiche vanno fatte.

Intanto partendo dal centrodestra. L’attribuzione della delega alla presidenza del consiglio provinciale a Daniele Maura certifica alcune novità: intanto che il partito di Giorgia Meloni alla Provincia è il primo gruppo del centrodestra, con 3 consiglieri. E che quindi Pompeo guarda a Fratelli d’Italia come ad un interlocutore istituzionale. Questo consente al senatore Massimo Ruspandini di ampliare il proprio raggio di azione nell’operazione di radicamento sul territorio. 

Mentre la delega al controllo sulle Partecipate, sugli enti e sui Consorzi a Gianluca Quadrini ha fatto emergere la profonda e insanabile spaccatura all’interno di Forza Italia. Quadrini è il vicecoordinatore regionale del Partito, oltre che il consigliere provinciale più votato e il presidente di una Comunità Montana. Inoltre, fa riferimento diretto al senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone. Quadrini dimostra di avere una linea politica di controllo come opposizione ma pure di condivisione sul piano operativo-istituzionale.

Mentre l’altra metà del cielo di Forza Italia, quella di Mario Abbruzzese e Pasquale Ciacciarelli, è all’opposizione punto e basta. Infatti Gioacchino Ferdinandi ha rinunciato in partenza a poter presiedere una commissione. Quanto alla Lega, sia Igino Guglielmi (che però è del Polo Civico di Gianfranco Pizzutelli) che Andrea Campioni (fedelissimo del sindacodi Frosinone Nicola Ottaviani) sono presidenti di due commissioni.

Nel centrosinistra, è stato preso atto del ruolo di Luigi Vacana (Provincia in Comune): vicepresidente, con delega al Bilancio e alla Cultura. Il Pd è coinvolto in entrambe le sue anime, con deleghe operative. Germano Caperna e Alessandra Sardellitti fanno riferimento all’area di Pompeo, Massimiliano Quadrini e Vincenzo Savo a quella di De Angelis.
Ma, c’è un ma…

Il ma è Alessandra Sardellitti è l’unica ad avere una delega operativa e una funzione di controllo, come quella della presidenza della commissione sulle Partecipate. È evidente che Pompeo ha politicamente investito su di lei. Il che però non sarebbe bastato: la somma di delega e funzione indica che nonostante sia una “debuttante” in consiglio provinciale i suoi colleghi la vedono già come un punto di riferimento.

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