Delrio stronca Zingaretti: ma Renzi ha la metà del consenso

Il ministro che ha riformato le Province condivide la stroncatura fatta ieri sera da Matteo Renzi su Nicola Zingaretti. Ma il governatore del Lazio ha il doppio del gradimento dell'ex premier

Graziano Delrio mette le testa fuori dal bunker del Giglio Magico. Lancia una dichiarazione: che è una stroncatura di Nicola Zingaretti. I sondaggisti ora accenderanno i loro sensori e inizieranno ad intercettare le reazioni, verificheranno se l’ex ministro può essere competitivo nella corsa per la Segreteria Nazionale del Partito.

Il sondaggio diffuso lunedì dall’istituto Izi dice che il governatore del Lazio ‘buca’ nell’elettorato di sinistra (leggi qui L’anatra zoppa e Zingaretti volano: sondaggio choc per i renziani). Lo stile pacato, le parole senza odio né rancore, lo hanno collocato in vetta al gradimento per la Segreteria: 28,6%

Detto così è una bella percentuale. Ma la dimensione la fornisce il secondo posto: c’è Matteo Renzi ed è appena al 15%, cioè appena più della metà dei voti del Governatore. Seguono Carlo Calenda al 13,1% e Pierluigi Bersani al 12%. Il segretario in carica Maurizio Martina sta al 10%.

Graziano Delrio oggi condivide la stroncatura di Nicola Zingaretti fatta ieri da Matteo Renzi, per il quale il governatore del Lazio é «molto ambiguo» in merito a un’alleanza coi Cinque Stelle. «Io credo – sostiene il papà della riforma delle Province – che il confronto debba avvenire su grandi temi. E poi anche sulle alleanze. Sulle prospettive».

Per il capogruppo del Pd nell’attuale alleanza di governo «forze contrapposte che hanno sempre detto che non sarebbero mai andate l’una insieme all’altra, per il potere hanno fatto un’alleanza e hanno determinato la nascita di un governo. È evidente che nessuno da solo può pensare di governare. Devo dire che non é nemmeno troppo chiaro da parte dei candidati quali siano le prospettive».

Delrio è il nome sul quale i renziani continuano a spingere. L’ex premier ieri a Otto e Mezzo ancora una volta ha detto che lui non si ricandiderà. Indisponibile anche l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti. Nemmeno Delrio finora si è detto disponibile. L’area è senza ordini: è saltata la convention di Salsomaggiore che doveva bruciare sul tempo la grande iniziativa convocata da Nicola Zingaretti, non c’è stata alcuna riunione operativa nella quale dettare la linea.

Ora c’è la dichiarazione di Delrio: potrebbe essere un tentativo per fiutare l’aria.