Democrat, volano gli stracci in direzione (di C. Trento)

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Analisi del voto, nella direzione provinciale del Pd volano gli stracci. Durissimo botta e risposta tra il segretario Simone Costanzo e il senatore Francesco Scalia. E il con-gresso slitta ancora una volta.

La cronaca del dibattito, svoltosi presso il ristorante Memmina, in una sala stracolma. Per Simone Costanzo il Pd ha comunque vinto la tornata amministrativa, con quattro sindaci eletti (Guarcino, Patrica, Fontana Liri, Belmonte Castello). Riconoscendo però l’affermazione del centrodestra a Ceccano, Pontecorvo e Piedimonte. Poi Costanzo ha attaccato Scalia. Così: «Il senatore non ha partecipato a manifestazioni pubbliche a sostegno dei nostri candidati a sindaco a Ceccano e Pontecorvo, preferisce la politica dei due forni e tiene un comportamento politico ambiguo pur essendo stato eletto con i voti di tutti noi. Registro che c’è una quota parte del partito che lavora e si muove “contro”il partito. Lo ha fatto in diversi Comuni, lo ha fatto all’Asi, scegliendo di sostenere uomini di centrodestra invece di De Angelis. Malgrado tutto questo l’unità resta il no-stro obiettivo».

Poi Costanzo ha aggiunto che il congresso straordinario della federazione non si farà («non ci sono le condizioni») e che alla prossima riunione della direzione comunicherà la composizione della nuova segreteria. Quindi ha concluso: «Alla Provincia bene il gruppo unico, ma lavoriamo per riunire il centrosinistra ed escludere FI. Alcuni circoli, tra i quali Ceccano e Pontecorvo, saranno commissariati. Io vado avanti con umiltà e a testa alta».

Il senatore Francesco Scalia ha replicato colpo su colpo. Rilevando: «A Pontecorvo il partito non stava nella lista, per questo non ho partecipato ad iniziative pubbliche. La verità è che la segreteria del partito non considera il mio ruolo in provincia, per loro c’è una sola senatrice. A Ceccano ho partecipato a iniziative pubbliche e ho sostenuto Compagnoni. In realtà lì si sono spaccati i Socialisti, ma noi non lo abbiamo detto per timore reverenziale. Come centrosinistra abbiamo ottenuto il 30%, ci rendiamo conto? Non ho partecipato alle riunioni nelle quali si è deciso di sfiduciare il Sindaco e di commissariare il circolo del partito. E cosa ho detto? Che l’ex segretario Lucio Migliorelli si è dimesso per molto meno: è la verità. Oggi sento che il congresso non si farà, tradendo un deliberato della direzione. Attenzione però: il partito c’è lì fuori e sindaci e amministratori si ribelleranno a questa decisione. Chi ha paura di celebrare il congres-so».

Poi è intervenuto Francesco De Angelis, attuale presidente del Consorzio Asi e tra i leader del Pd. Ha affermato: «Siamo tutti responsabili: evitiamo di tirarci per la giac-chetta, altrimenti ci facciamo male. Il voto delle comunali ha evidenziato diversi pro-blemi, non solo in provincia ma in tutta Italia. La sbornia è finita: non c’è solo il Pd. E se il centrodestra tiene in Italia, in provincia vince. Perché da noi politicamente ha vinto il centrodestra: a Ceccano, Pontecorvo,Piedimonte, nei tre centri più grandi. E atten-zione il prossimo anno a Cassino e Sora. Torniamo con i piedi per terra, non siamo in Emilia o in Toscana».

Ha proseguito De Angelis: «Ricostruiamo il nostro campo politico. Perché signori, il Pd vota per il Pd e FI per FI. Evitiamo di restare soli: ricordate il 33% di Veltroni? Primo partito, ma hanno vinto gli altri. Il tema del contendere non è Scalia-De Angelis, il tema è il Pd. A Ceccano abbiamo perso perché non abbiamo intercettato noi la voglia di cambiamento. La domanda è: siamo un partito. Se sì, allora discutiamo e decidiamo, ma poi la scelta diventa di tutti. Basta con la logica del “tana libera tutti”, di chi fa quello che vuole senza tenere conto del partito».

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