Depuratori, Palazzo Chigi evita il caos alle industrie ciociare

FROSINONE – 04 LUG – Un pasticcio all’italiana. Risolto all’italiana: con una toppa. E’ dovuto scendere in campo il consiglio dei ministri riunito ieri pomeriggio da Matteo Renzi per evitare la chiusura delle 300 industrie più grandi nella provincia di Frosinone.

Il caos lo aveva scatenato un decreto: quello che recepisce – e fa diventare legge italiana – la normativa europea sulle emissioni industriali. Indica una serie di prescrizioni. Alle quali però il Consorzio industriale non si è ancora uniformato, l’ufficio Ambiente dell’amministrazione provinciale ancora non ha risposto.
La conseguenza era che dal 7 luglio sarebbero stati dichiarati non in regola gli stabilimenti che scaricano nei depuratori di via Cese a Ceccano e di Molino Arso a Villa Santa Lucia. In pratica, 300 tra cui Fiat Chrysler, Klopman, Nestlè, Ex Squibb, Sanofi…

La giornata di ieri è stata caratterizzata da un fitto intreccio di telefonate. Nessuna dai toni molto calmi. Con Fiat che chiedeva spiegazioni e reclamava rassicurazioni sulla produzione di Giulia destinata ai mercati mondiali, il presidente degli industriali del Lazio Maurizio Stirpe che illustrava alla segreteria del ministro dell’Ambiente le conseguenze catastrofiche proprio dietro l’angolo, il presidente degli industriali ciociari Davide Papa che rimproverava – si fa per dire (gli strilli si sentivano in maniera chiara anche al piano di sotto) – all’amministrazione provinciale di non essere stata capace di affrontare il problema che lui aveva segnalato da novembre.

Alla fine è dovuto scendere in campo il Consiglio dei Ministri, ieri sera a palazzo Chigi. Il caos lo ha creato un decreto: il caos viene risolto per decreto.

Il Governo ha approvato un decreto con il quale ha sventato il rischio di chiusura dei depuratori (e, a cascata, delle industrie che conferiscono i loro scarichi). La proposta è stata avanzata dal ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti e del Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi. Il decreto legge dispone interventi urgenti in materia di continuità delle attività produttive in siti di interesse strategico nazionale.

Nel testo si dispone la riformulazione della disposizione transitoria sulle attività sottoposte ad Autorizzazione Integra-ta Ambientale. Dice il testo: le imprese che già operano nel pieno rispetto dei requisiti richiesti dalla direttiva Ue e che avrebbero rischiato di dover cessare le loro attività entro il 7 luglio prossimo in assenza del rilascio nei termini delle Aia regionali, potranno proseguire l’esercizio nelle more della definizione dei procedimenti autorizzativi da parte delle competenti autorità regionali.

Una toppa. Sufficiente per andare avanti.

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