Di Maio ha scelto nonno Libero, non Oronzo Canà

Il Movimento Cinque Stelle ha deciso di puntare su Lino Banfi per la rappresentanza dell’Italia all’Unesco, spiazzando ancora una volta chi fa finta di non vedere. D’altronde il fondatore dei pentastellati è un ex comico come Beppe Grillo. Non è questione che uno vale uno, ma che tutti possono fare tutto.

Luigi Di Maio ha indicato l’attore pugliese Lino Banfi come membro dell’assemblea della commissione nazionale italiana per l’Unesco.

Non ci interessano i luoghi comuni, le facile ironie e tutto il resto. D’altronde il fondatore del Movimento Cinque Stelle è un ex comico come Beppe Grillo. In realtà l’indicazione di Lino Banfi si inquadra perfettamente nella filosofia politica e nel credo pentastellato. Non è questione che uno vale uno, ma che tutti possono fare tutto. Soprattutto se popolari e benvoluti dal popolo sovrano.

I Cinque Stelle scelgono i candidati con meccanismi ormai consolidati, rivolgendosi al popolo del web. A loro non importa se uno viene indicato in un collegio blindato avendo ottenuto un’ottantina di voti tra gli iscritti. A loro non importa se il Movimento non elegge sindaci e consiglieri comunali in un territorio fatto di 91 Comuni come quello della provincia di Frosinone. Così come a loro non importa di prendere posizione su tematiche locali importanti e decisive, come possono essere le vicende dello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano o quello dell’Ilva di Patrica.

L’unica cosa che davvero interessa è la comunicazione: 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 su 365. In questa visione della politica i parlamentari e i consiglieri regionali sanno perfettamente di far parte di una squadra che ha una dimensione esclusivamente nazionale.

Certamente per una nomina all’Unesco magari erano in fila professori o comunque persone che avevano un curriculum di studi specifico. Luigi Di Maio invece ha scelto Lino Banfi. Anzi, nonno Libero. Nonno Libero, non Oronzo Canà. Per dare un messaggio nazionalpopolare forte. E c’è riuscito.

Lo stesso ragionamento su provvedimenti come il reddito di cittadinanza. Non è che i Cinque Stelle non siano consapevoli che per mettere in moto il meccanismo sarà necessario superare una serie enorme di ostacoli. Certamente intendono far partire il “reddito” prima delle Europee, ma ancora più importante è il messaggio che anche in questo caso hanno voluto far passare. Cioè: anche se con una riduzione di platea e di importo medio, noi abbiamo varato un provvedimento che avevamo annunciato in campagna elettorale, un provvedimento di sostegno al reddito di chi è completamente assente dai radar del mondo del lavoro.

Concentrarsi sulle critiche alla scelta di Lino Banfi, in un Movimento fondato da Beppe Grillo, è miope e controproducente.

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright