Barbara Di Rollo: «Candidato unitario? Si può fare. Fuori le garanzie»

Barbara Di Rollo mette i puntini sulle 'i' della manovra intessuta dal segretario Pd di Cassino Marino Fardelli? Manca una garanzia di governo collegiale. Solo a quel punto si può parlare di candidato unitario

È stata candidata sindaco subito dopo la caduta della seconda amministrazione estrazione Scittarelli. E per un soffio ha mancato il ballottaggio. Ha continuato a fare politica. Il Pd l’aveva messa nell’elenco dei papabili presidenti della Sam: ma sul suo nome si rischiava la frattura. Ora che la frattura è sul nome del candidato sindaco di Cassino, Barbara Di Rollo spunta tra i possibili nomi di convergenza.

Centrosinistra diviso alle urne: facciamo il bis di tre anni fa, quando regalaste la città al centrodestra?

Sono sicura che il centrosinistra a Cassino andrà unito, e che anche chi può avere legittime ambizioni personali, farà un passo di lato, e favorirà un percorso unitario.

Il problema è di metodo o di principio?

Di metodo, in politica le posizioni di principio vanno messe da parte. Se c’è buona volontà e si naviga tutti insieme, nella stessa direzione, ogni metodo è percorribile, ma non ci devono mai essere posizionamenti prestabiliti durante una discussione e la costruzione di un progetto.

Barbara Di Rollo potrebbe essere un nome di convergenza?

Sono una donna di squadra, in questa fase sono pronta a dare il mio supporto in qualunque ruolo, pur di andare uniti. Se tutti faranno questo ragionamento, sono sicura che la strada sarà in discesa. Non sono mai stata una che se non fà il capitano, si porta via la palla o abbandona la nave, so essere anche marinaio, e l’ho dimostrato.

Come se ne esce?

Non ci possono essere imposizioni, non è il momento degli accordi sottobanco e delle fughe in avanti, la città ha bisogno di una squadra, non di singoli giocatori che non si passano la palla.

Traduzione: Caro segretario cittadino del Pd Marino Fardelli, caro ex sindaco ed aspirante candidato Giuseppe Golini Petrarcone e, in parte, cara Sarah Grieco: non vi fate passare in mente di fare fughe in avanti; piuttosto sedetevi ad un tavolo con noi, forniteci le garanzie che governeremo tutti insieme, in maniera collegiale, esattamente come Zingaretti ha indicato ed ha dimostrato in Regione Lazio che si può fare. Il nostro debbio è che Peppino Petrarcone voglia governare alla ‘Peppino Petrarcone‘ e cioè con il suo cerchio magico. Noi così non ci stiamo * Fine della traduzione.

Alla prima riunione, in cui si discusse di primarie, lei era l’unica big assente: impegni di lavoro?

No, problemi di salute.

Come giudica il lavoro di cucitura che sta tentando il segretario Fardelli?

Il segretario giustamente deve avere un ruolo superpartes e lavorare ad una coalizione unita, arrivare all’appuntamento elettorale divisi, sarebbe un fallimento per tutto il centrosinistra, quindi anche il suo. Sono sicura che farà di tutto per evitarlo.

Traduzione: Caro Marino Fardelli, ricordati che sei il Segretario e devi tutelare anche noi. Perché se tuteli solo il tuo antico amico Peppino Petrarcone questa volta fai saltare il banco, noi non veniamo con te. E tu ti assumi tutta la responsabilità di averci tenuto fuori da una squadra nella quale siamo disposti ad entrare. Ma solo in presenza di garanzie. Che ad oggi non ci hai esibito.

Tutti uniti nel nome di Zingaretti: e se dovesse arrivare una telefonata del Segretario nazionale?

Se dovesse arrivare una telefonata ne sarei orgogliosa. Ma conoscendolo, il presidente chiamerebbe per invitarci a fare squadra, per invitarci a replicare sul territorio il suo modello di politica inclusiva che si è rivelato vincente sia per la riconferma alla presidenza della Regione, sia per la conquista della Segreteria nazionale. Di certo non entrerebbe nel merito.

Zingaretti è il mio punto di riferimento privilegiato. Ecco perché sono stata al suo fianco già dalla sua prima candidatura alla presidenza del Lazio. Sono in piena sintonia con la sua impostazione di pensiero e con il suo metodo di lavoro.

Sono sicura che il centrosinistra può vincere anche a Cassino, ma è necessario ripartire anche qui dal modello Zingaretti. Che poggia sui principi di unità, condivisione e inclusione.

Traduzione non necessaria: a buon intenditore poche parole.

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