Di Stefano rompe il silenzio: ultimatum alla Lega

Se la Lega che è in maggioranza voterà il Bilancio, il capogruppo consiliare del Partito a Sora ne trarrà le conseguenze. Dopo il rinnovo del direttivo provinciale Luca Di Stefano rompe il silenzio. E manda un messaggio chiaro al Carroccio: così si va allo scontro

Tazio Murari-Pizzi
Tazio Murari-Pizzi

Rem tene, verba sequentur

È rimasto in silenzio per settimane. Molte settimane. Ha fatto l’uomo di Partito. Stava aspettando di capire cosa stesse accadendo dentro La Lega. Che l’aria stesse per cambiare Luca Di Stefano lo aveva compreso da tempo. Da prima che Pasquale Ciacciarelli, durante lo spoglio delle Regionali di settembre in Veneto – Campania – Toscana – Puglia, annunciasse in diretta su Teleuniverso il tesseramento al Carroccio del consigliere comunale di Sora Lino Caschera.

Un segnale chiaro. Perché Caschera da quattro anni governa con il sindaco Roberto De Donatis. Mentre lui, Luca Di Stefano, da quattro anni sta fieramente all’opposizione. (leggi qui Caos Lega: tessera a Caschera. Mezza al governo, mezza in minoranza).

Tutti figli della Piattaforma

Luca Di Stefano con Ernesto Tersigni

Lino Caschera invece sta in maggioranza dal 2016. Da quando Forza Italia, della quale faceva parte, sposò il progetto della Piattaforma civica. Era un progetto nato per sfruttare il vento dell’antipolitica: i Partiti ammainavano il loro simbolo e si presentavano dietro liste civiche, unite dal programma amministrativo del candidato Roberto De Donatis. Uno stratagemma che riuscì a mettere insieme il candidato sindaco Socialista, con Forza Italia, Fratelli d’Italia ed un pezzo del Partito Democratico. Un progetto con cui Roberto De Donatis vinse le elezioni.

Mentre lui, il capogruppo Luca di Stefano, era candidato sul fronte opposto. Con una lista dell’allora sindaco uscente Ernesto Tersigni. Da allora siede su uno degli scranni dell’opposizione. A destra del banco della presidenza. Quel banco che per coerenza è stato anche capace di rifiutare allorquando gli era stato offerto, insieme ad un assessorato esterno. Presidente d’Aula più assessore che avrebbe potuto indicare lui: se fosse passato in maggioranza.

Gli avevano anche confezionato il Gruppo: con lui sarebbero passati i Consiglieri Antonio Lecce e Simona Castagna, abbastanza per poter costituire una realtà consiliare forte ed autonoma. No grazie.

Altro giro, altra cordata

Francesco Zicchieri © Imagoeconomica, Livio Anticoli

Ma la politica degli anni Duemila non è come quella nella Prima Repubblica, ferma e immutevole. Questa cambia forma in continuazione: è liquida, talvolta anche gassosa. Non fa eccezione la Lega. Che dalla versione dura e Lumbard di Francesco Zicchieri ora prende le sembianze dialoganti e curiali di Nicola Ottaviani. Nominato l’altro giorno coordinatore provinciale. (leggi qui La Lega a Nicola Ottaviani. È lui il nuovo Coordinatore).

Un cambio di rotta che di fatto cambia gli equilibri politici del centrodestra anche a Sora. Mette in discussione le posizioni definite fino ad oggi. La Lega si ritrova in maggioranza con Lino Caschera. Ed i quattro anni di Luca Di Stefano all’opposizione? Materia per il nuovo Coordinatore Nicola Ottaviani, responsabilità del nuovo titolare dell’Organizzazione Pasquale Ciacciarelli. Peccato che Caschera sia un uomo nella sua segreteria. (leggi qui L’arrivo di Ottaviani stravolge la Lega a Sora).

Il destino di Luca Di Stefano

Nicola Ottaviani e Luca Di Stefano

E’ diplomatico e politicamente corretto. Come sempre. Luca Di Stefano si rimette alle decisioni del Partito. Quello stesso Partito che lunedì scorso, per bocca del coordinatore regionale Francesco Zicchieri, lo aveva indicato al senatore Claudio Fazzone. Per cosa? Come l’interlocutore di Sora per il tavolo del centrodestra che si deve tenere.

Forse a quel tavolo non si siederà mai. Oppure vi si siederà al fianco di Lino Caschera. Ma di sicuro, qualunque sia l’indicazione della Lega, Luca Di Stefano non voterà il Bilancio previsionale che sta per approdare in Consiglio. E se quella parte della Lega che sta in maggioranza lo farà, allora la Lega avrà fatto una scelta. Opposta alla sua posizione di sempre. E lui ne trarrà le conseguenze. Anche se non lo dice. Lo lascia intendere. Accusando Lino Caschera di opportunismo per interessi che esulano dal bene per la città di Sora.   

La Lega si affida a Nicola Ottaviani: cambia tutto?

«Faccio i migliori auguri di buon lavoro al neo coordinatore provinciale Nicola Ottaviani. Sicuramente saprà fare bene nel Partito. Al contempo però prendo atto che per l’ennesima volta grandi centri come Sora, Alatri e Anagni sono stati penalizzati. A farla da padrone ci sono sempre Frosinone e Cassino. Comunque spero che dopo due anni di continui cambiamenti al vertice, adesso con Ottaviani si possa avere un lungo periodo di stabilità».

La nomina di Ciacciarelli a responsabile Organizzazione ha di fatto legittimato anche il consigliere di maggioranza Lino Caschera. Cosa farà adesso Luca Di Stefano?

«Sicuramente c’è un problema tangibile da non sottovalutare. C’è una parte della Lega che voterà il bilancio con il consigliere Caschera. A cui fa riferimento anche l’assessore ai Servizi sociali Veronica Di Ruscio. Poi c’è il capogruppo consiliare Luca Di Stefano che sta in opposizione e che non lo voterà».

Ha rifiutato la Presidenza del Consiglio Comunale ed un assessorato: al suo posto, a distanza di tempo, è la Lega ad avere accettato di entrare in maggioranza. Di Stefano ha perso un’occasione?
Simona Castagna

«Il mio percorso è sempre stato caratterizzato dalla coerenza. Politica e amministrativa. E i fatti lo dimostrano. Già nel 2018 io coerentemente decisi di restare al mio posto: all’opposizione. Questo quando il Partito mi aveva chiesto di sostenere l’attuale maggioranza in cambio della presidenza del Consiglio e di un assessore esterno. Per rispetto dei miei elettori e di tutti i cittadini che con il loro voto avevano determinato quel risultato ho detto no. Pochi mesi dopo sono entrati in FdI gli stessi esponenti della maggioranza che volevano entrare in Lega. Con l’obiettivo di costituire un gruppo consiliare a tre. (Antonio Lecce e Simona Castagna – ndr.

Alla luce delle nuove vicende ha comunque intenzione di restare nel Partito?

«Sicuramente la questione merita un’attenta valutazione. Se il Partito sarà a favore del bilancio di questa amministrazione vorrà dire che avrà fatto una scelta».

Per coerenza potrebbe lasciare la Lega?

«Ho sempre creduto sin dall’inizio in questo progetto. Ci ho creduto dimostrandolo nel tempo sia al Partito che alla città. A differenza di chi si accosta ora per motivi che probabilmente hanno poco a che fare con la città di Sora. Io come sempre da quando sono entrato in politica non metterò mai in secondo piano Sora per anteporre miei motivi personali. Anzi, ho iniziato questo percorso proprio per amore di Sora».

Zicchieri lunedì scorso ha indicato lei al senatore Fazzone come interlocutore per l’imminente tavolo di centrodestra. E lo ha fatto poche ore prima di nominare il coordinatore provinciale. Pensa che la decisione sia ancora valida?
Claudio Fazzone

«Ringrazio Francesco Zicchieri per la serietà che ha dimostrato nei miei confronti negli anni. Come sempre aspetterò indicazioni dal Partito. Partito che sicuramente saprà individuare la soluzione migliore».

L’onorevole Zicchieri nella telefonata di lunedì si era riservato anche di comunicare altri nomi che dovranno partecipare al tavolo di centrodestra. Nomi che tuttavia non ha ancora indicato. Secondo lei che segnale è?

«Si tratta sicuramente della componente di Mario Abruzzese e Pasquale Ciacciarelli. Visto che, come riportato da alessioporcu.it, a cui ormai non si può nascondere nulla, Abruzzese stesso tempo fa mi ha telefonato».

Il ruolo ambiguo di Mario

Non va oltre il consigliere Luca Di Stefano. Ma lascia intendere. Mario Abruzzese non è nella Lega: è il coordinatore regionale di un altro Partito, Cambiamo con Toti. Ma poco tempo fa a Cassino ha organizzato una cena a cui era presente anche Nicola Ottaviani. E nella quale si anticipava esattamente ciò che alla fine dell’estate è accaduto. (leggi qui La cena segreta per il ritorno di Abbruzzese: a settembre nella Lega).

In quella telefonata a Luca Di Stefano, anche essa svelata da alessioporcu.it l’ex presidente del Consiglio regionale del Lazio raccomandava al Consigliere di tenere duro e di non abbandonare il Partito. (leggi qui De Donatis senza tessera punta a farsi rieleggere dal Centrodestra). Lui, coordinatore di Cambiamo, sapeva alla lettera cosa sarebbe accaduto nella Lega. Veggente.

Chissà se Luca Di Stefano seguirà ancora quel consiglio.