Dialogo impossibile: il Segretario del Pd si dimette

Lo scontro interno in vista del Congresso. La mancata pacificazione tra le due anime interne del Pd. Il Segretario uscente si dimette per mandare un chiaro segnale di dissenso

Emiliano Papillo

Ipsa sua melior fama

Non ci sarà tregua, non ci sarà unità: nel Partito Democratico di Ferentino la crisi tracima dalla maggioranza che governa il Comune. Ora travolge anche la Sezione. Il Segretario Andrea Pro si è dimesso. Colpa del Congresso che tra una settimana eleggerà il suo successore: non sarà unitario, non comporrà la frattura tra l’ala del sindaco Antonio Pompeo e quella del suo predecessore Piergianni Fiorletta.

Una mancata pacificazione che Andrea Pro ha vissuto come un fallimento. Perché la volontà di arrivare ad una sintesi c’è: tanto nel Partito e tanto nel Comune. Ma è da una parte sola.

Alle origini della spaccatura

Andrea Pro

Da una parte c’è la maggioranza schiacciante del sindaco Antonio Pompeo (leader provinciale degli ex renziani di Base Riformista); dall’altra una minoranza interna costituita dagli elementi vicini all’ex primo cittadino Piergianni Fiorletta ed all’ex vicesindaco Luigi Vittori. In pratica il gruppo Ferentino Nel Cuore composto dai consiglieri Piergianni Fiorletta, Alessandro Rea, Giovanni Dell’Orco ed Angelo Picchi; dialogano con la componente maggioritaria Pensare Democratico, storicamente contrapposta a Pompeo ma con la quale c’è una tregua da circa un anno.

La rottura è maturata su due punti. Il primo: la scelta del successore di Antonio Pompeo quando si voterà nel 2023. Il sindaco e la sua maggioranza vogliono un nome di rinnovamento, l’ala di Ferentino nel Cuore vorrebbe riproporre Fiorletta. Il secondo elemento di rottura: Pompeo accusa Fiorletta ed i suoi d’avere tenuto una serie di incontri con i quali sottrargli il controllo della maggioranza interna.

In modo clamoroso i quattro di Ferentino nel Cuore non hanno partecipato alle votazioni dell’ultimo Consiglio comunale che ha approvato il bilancio di previsione 2022, la variante urbanistica. (Leggi qui In Consiglio va in scena la rottura finale tra Pompeo e Fiorletta).

Congresso senza sintesi

da sinistra: Domenico Alfieri, Luigi Vittori ed Alessandro Rea

Il Segretario Andrea Pro è cresciuto politicamente con Antonio Pompeo, negli ultimi tempi si è avvicinato in modo netto all’ex vicesindaco Luigi Vittori ed a Ferentino nel Cuore. Il suo mandato è scaduto da un anno ma a causa del Covid il congresso non si era svolto.

Il rinnovo dei quadri dirigenti era fissato a domani. Ma si è deciso di spostarlo sei giorni in avanti per un ultimo tentativo di trovare una sintesi. Il paradosso è che Ferentino nel Cuore sarebbe pronta a partecipare ad una lista unitaria, riconoscendo il Segretario indicato dalla maggioranza interna di Antonio Pompeo. Chiede che venga riconosciuto il suo ruolo di minoranza e quindi un adeguato numero di rappresentanti.

Antonio Pompeo non è convinto di questa soluzione; non si fida più. Preferirebbe una conta su due tesi contrapposte. Nella quale è certo di azzerare l’opposizione interna.

Nasce da qui la decisione del Segretario. Presa con amarezza. Lo spiega nel messaggio che accompagna le dimissioni.

Il messaggio d’addio

Andrea Pro

Sono stato eletto quattro anni fa. Fui eletto Segretario con l’idea di rinnovare il Pd di Ferentino, aprire una nuova fase che portava al rinnovamento e alla formazione di una nuova classe dirigente. Abbiamo vinto le elezioni. Abbiamo portato le nostre idee nelle piazze, nelle vie e nelle case della nostra città, provando a spiegare il nostro progetto che nulla aveva a che fare con la politica di chi fino a ieri affossava questa maggioranza ed oggi ne è un convinto tifoso.“.

È una critica ad una parte del mondo che oggi orbita intorno ad Antonio Pompeo ma quattro anni fa – quando Pro ha assunto la segreteria cittadina del Partito – era contro. Ma la critica più severa arriva nel passaggio successivo. Parla della necessità di coinvolgere la città, portare le idee nelle case e nelle contrade, discutere anche di chi fosse all’altezza di guidare la città alle prossime elezioni comunali: “purtroppo però tutto questo molto spesso non è stato possibile; pochi al comando di una città sempre più chiusa e non al passo con i tempi”.

Antonio Pompeo

Pro punta il dito contro la revoca del vicesindaco Luigi Vittori decisa da Pompeo; in risposta, Vittori si è dimesso da assessore chiamandosi fuori dall’esecutivo. Ma punta il dito anche contro la nomina ad assessore di Giuseppe Virgili, avversario di Pompeo nel 2018.

Mi hanno colpito le mosse politiche di questi mesi, l’accanimento nei confronti di amministratori che da sempre hanno sostenuto la maggioranza. Non si parla e non si ascolta più, questo non mi appartiene. Dunque non posso più continuare. Nell’ultimo periodo ho provato a spiegare, in qualsiasi sede, come scelte diverse avrebbero potuto contribuire ad un finale diverso. Ho sempre provato a confrontarmi anche quando ho trovato solo porte chiuse. Ho dovuto prendere atto che la mia linea è minoritaria, assumendone dunque le relative conseguenze”.

Il Congresso

Sabato 21 maggio ci sarà il congresso cittadino mentre lunedì 23 maggio dalle 17,30 è previsto il consiglio comunale. Tra i punti all’Ordine del Giorno c’è la sostituzione del consigliere dimissionario Giuseppe Iorio della Lista Pompeo con Annapaola Celardi prima dei non eletti nella stessa lista che esprime il presidente del consiglio comunale Claudio Pizzotti. (Leggi qui L’addio di Iorio, il presidente con la fascia).

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