Il diario del giorno (martedì 12 IX 2017)

MA DOV’ERA LEODORI?

«Ma chi ca… stava presiedendo il Consiglio Regionale?» Nicola Zingaretti arriva a Fiuggi e inizia il tour all’interno del PalaCongressi da 1800 posti che verrà ultimato subito dopo le prossime elezioni regionali. Sul telefonino arriva la notizia dello scivolone in Consiglio Regionale: l’aula ha appena silurato il suo assessore alla Cultura, Lidia Ravera. (leggi qui) Il governatore strabuzza gli occhi e passa il messaggio a Mauro Buschini che sta al suo fianco.

Il primo sospetto è quello dell’imboscata politica. Un segnale chiaro di sfiducia al governatore? Il messaggio politico che la poltrona scotta e deve farsi da parte? Macché!

Molto più semplicemente, stremato da 38 discussioni e votazioni su altrettanti Ordini del Giorno e con la prospettiva di doverne esaminare oltre 400 (leggi qui) al presidente del Consiglio Regionale Daniele Leodori accade d’avere bisogno di dover andare qualche minuto al bar per un caffè.

«Chi presiedeva il Consiglio al suo posto?» tuona una voce al telefono da Fiuggi.
A Roma rispondono: «Il vice presidente d’aula»
«Si, ma chi dei tanti?»
«Presiedeva Francesco Storace».

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TAJANI RIFIUTA L’AMARO CALICE

Alla fine ha trovato il coraggio di dire no a Silvio. Antonio Tajani ha rifiutato l’amaro calice che Silvio Berlusconi si apprestava a fargli bere: la designazione a premier per il centrodestra in caso di vittoria alle elezioni. Un premier in panchina: perché la prima scelta di Silvio è sempre e solo Silvio. Ma se la Corte Europea non dovesse fare in tempo, se non ci fosse via per ottenere la riabilitazione… Al presidente del Parlamento Ue sarebbe toccato bere l’amaro calice.

Invece Antonio ha detto no.

Lo ha fatto rispondendo alle domande a margine del suo intervento alla sessione plenaria del parlamento europeo, riunito a Strasburgo. Uno dei giornalisti presenti gli ha chiesto conto delle voci che ormai circolano con insistenza in Italia.

Il presidente ha risposto citando Tito Livio, lo storico romano che riferì come gli dei risposero al Senato, indeciso tra abbandonare Roma o resistere all’arrivo del nemico: proprio in quel momento dalla strada arrivò la voce imperiosa di un centurione che imponeva l’alt alla sua milizia e disponeva che ci si accampasse li: «Hic manebimus optime».

Anche Antonio, come il centurione, dice che sta benissimo dove si trova adesso. Ed ha aggiunto, a scanso di malintesi: »E ci resterò benissimo per i prossimi due anni nonostante quanto dice qualcuno».

 

 

TODINI GOVERNATORE? MEGLIO OTTAVIANI

L’imprenditore (famoso, dotato di carica presidenziale) tra un incontro e l’altro prende lo smartphone e legge il lancio di Alessiporcu.it: “Todini è l’anti Zingaretti di Silvio”. (leggi qui)

Laconico, guarda l’altro industriale che è appena entrato nella stanza e commenta: «Allora è meglio Nicola Ottaviani»

 

 

IL QUADRINI ABBRUZZESE

L’eroico presidente della Comunità Montana di Arte Gianluca Quadrini entra nella componente di Mario Abbruzzese in Forza Italia? Macché.

Nonostante convalescente dal (poco) grave incidente stradale nel quale è rimasto coinvolto ad un semaforo di Frosinone lunedì sera, è stato a L’Aquila presso il consiglio regionale per partecipare al vertice sull’inquinamento che ha determinato la morìa di pesci nel Fiume Liri.

Inizia a prendere le misure con il Consiglio Regionale… Abbruzzese. In realtà la vera sfida sarà quando (se) prenderà le misure elettorali al consigliere regionale (del Lazio) Mario Abbruzzese.

 

 

LE PULCI DI TRENTO
La prima forma di Politica di Ciociaria Oggi Corrado Trento fa le pulci ai politici ciociari. Nel numero in edicola tra qualche ora, rivela che più di seicento parlamentari, nelle prossime ore matureranno il diritto al vitalizio.

Nell’articolo ci sono nomi, cognomi ed importi.

Onorevoli pensioni.

 

 

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