Dieci miliardi in bolle di sapone o per salvare Stellantis

Senza ricevuta di Ritorno. La raccomandata del direttore su un fatto del giorno. Il Governo mette 10 miliardi per salvare l'Automotive. Rischia di essere la chiusura della stalla quando i buoi sono scappati

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Dieci miliardi in dieci anni per cercare di salvare le fabbriche d’auto italiane. Se sarà la solita bolla di sapone con cui stupire gli italiani lasciandoli con nulla di concreto lo sapremo nelle prossime ore.

A Roma è convocata la riunione dei ministri sull’automotive. Vuole essere un segnale concreto del governo. Fino ad oggi ci hanno propinato solo inutili bolle di sapone: vuote come le chiacchiere fatte da tavoli nazionali e regionali che di concreto hanno proposto meno di niente. 

I fatti: quelli sono concreti. Stellantis a Cassino è ferma, Maserati Grecale continua a non vedere la luce mentre i suoi prototipi consumano le gomme andando su e giù per l’Italia da un anno. Una fabbrica dopo l’altra stanno collassando: le chisure di Bosch, Magneti Marelli, Gkn e decine di altre aziende in giro per l’Italia significano solo una cosa. Che una stagione è finita: noi non siamo più una patria dell’auto. (Leggi qui L’estinzione dell’Automotive iniziata sotto i nostri occhi).

Anni di bolle di sapone

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In questi anni, le bolle di sapone hanno nascosto Governi di diverso colore e estrazione che pensavano si trattasse di una crisi di mercato, temporanea. Invece era di sistema, epocale. Loro non lo avevano capito. Nei prossimi mesi le fabbriche di automobili sull’orlo della chiusura o di un forte ridimensionamento diventeranno centinaia.

Quei 10 miliardi serviranno a qualcosa se il Governo capirà che oggi è già domani: e domani le auto le faranno Google, Apple, Huawei e Xiaomi. Stellantis lo ha capito e per questo ha creato un’accademy con cui convertire centinaia di ingeneri meccanici.

Quei 10 miliardi avranno un senso se guarderanno in quella direzione. Se serviranno per mettere le pezze della cassa integrazione e dei Redditi di elemosina vari, che portano molti voti e nessuna produzione, saranno un nuovo spreco.

Lo sapremo presto. Con la differenza  che ora su questo territorio sappiamo bene cosa si rischia a fare le bolle di sapone mentre un comparto intero finisce in mano ai Francesi.

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