I dieci punti della mappa di Zingaretti per governare il Lazio

I dieci punti della rotta messa a punto da Nicola Zingaretti per governare il Lazio. Dalla Sanità ai Rifiuti, dal Commercio alle riassetto delle Autonomie, passando per Bilancio, Turismo e Studio

Quelli che hanno seguito le trattative di Camp David tra israeliani e palestinesi la chiamano Road Map. Gli appassionati di escapologia l’hanno battezzata ‘la via della salvezza‘. Quella presentata questa mattina in Consiglio Regionale del Lazio è la rotta che consacra l’abilità politica di Nicola Zingaretti. Costeggia tutti i punti nei quali coincidono i programmi amministrativi delle forze presenti in Aula: alcune volte sarà necessario veleggiare sotto costa, altre sarà possibile andare in mare aperto. Ma in tutti i casi al timone ci sarà lui

 

Dalla Sanità ai Rifiuti, dal Commercio alle riassetto delle Autonomie, passando per Bilancio, Turismo e Studio. Sono questi i punti i coincidenza nei quali passerà la rotta dello Zingaretti II.  È il ‘patto’ di legislatura, articolato in dieci punti, illustrato dal presidente nel suo discorso di insediamento in Aula.

La proposta del Governatore prende le mosse da «un metodo per partire subito con un’agenda comune di obiettivi da raggiungere. Servono grandi riforme che richiedono un intervento veloce ed efficace. Siamo in un momento complesso per il Paese, c’è rischio di instabilità, ma anche per questo dobbiamo realizzare con velocità e concretezza gli obiettivi».

La traduzione è: sbrighiamoci, prima che tra Palazzo Madama e Montecitorio scoprano che non sono capaci di mettere su un governo; a quel punto potrebbe venirgli in mente di trascinare pure noi a nuove elezioni e ci ritroveremmo alle urne senza avere concluso nulla.

 

Il Governatore mette in evidenza che serve «uno sforzo per mettere giù un’agenda comune su grandi riforme su cui impegnarci da subito». Perché «le conquiste di questi anni hanno permesso di portare la Regione fuori dall’emergenza istituzionale ed economica ma oggi dobbiamo essere coscienti che ci muoviamo su un crinale sottile, i margini di manovra restano strettissimi e basta pochissimo per scivolare indietro».

Che tradotto significa: mi sono appena lasciato alle spalle cinque anni nei quali non è stato possibile programmare nessun grande intervento, perché la prima emergenza era il maxi debito da coprire nei conti della Sanità. Ora qualche margine lo abbiamo.

 

La rotta in dieci punti proposta da Zingaretti passa attraverso quel ‘crinale sottile’.

Il primo punto è l’approvazione del bilancio regionale. «Discutere il bilancio al termine della scorsa legislatura sarebbe stato scorretto, ora siamo all’avvio di una nuova stagione, quindi dobbiamo portare al piu’ presto in aula la manovra e poi valutare insieme se prima della pausa estiva presentare anche un collegato che tutti i gruppi potranno contribuire a valorizzare».

Il secondo atto è «l’approvazione del Piano sociale regionale al più presto, perché dobbiamo dare un segnale a chi ha bisogno e non ce la fa da solo».

Al terzo punto c’è l’approvazione del Piano territoriale paesaggistico del Lazio: «Per questo importantissimo passaggio che deve garantire principi di tutela e valorizzazione del patrimonio paesaggistico del Lazio abbiamo già alle spalle un lungo e complesso iter avviato nel corso della scorsa legislatura». Nella scorsa legislatura la presenza di una maggioranza e di un’opposizione ha creato una situazione di stallo. Adesso invece c’è una maggioranza che non ha i numeri per governare. E c’è un’opposizione che non ha nessun interesse ad unirsi e diventare maggioranza. Benefìci dell’anatra zoppa: « Adesso avere la possibilità di sviluppare un confronto senza maggioranze precostituite, forse, potra’ aiutare».

Quarto punto, il Testo unico del Commercio, evoluzione di quello che venne messo a punto dieci anni fa da Francesco De Angelis quando era assessore alle Piccole e Medie Imprese e Commercio. Un Testo Unico «sollecitato da tutti i gruppi politici. Una riforma fondamentale che deve semplificare la vita delle imprese e tutelare la dignita’ del lavoro e favorire la rete distributiva. Deve essere anche un testo fondamentale per riaccendere i centri storici dei nostri Comuni. Anche in questo caso c’e’ una proposta gia’ pronta che potra’ essere arricchita dal Consiglio».

Al quinto punto c’è il lavoro messo a punto da Mauro Buschini quando era assessore regionale ai Rifiuti. «Si tratta di uno snodo fondamentale per garantire ai cittadini di Roma e del Lazio una politica nuova e innovativa. Dobbiamo voltare pagina e improntare un nuovo modello di gestione dei rifiuti puntando ad almeno il 70% di raccolta differenziata in tutto il territorio regionale. Stiamo collaborando con la citta’ metropolitana di Roma per fare in modo che ci offra i testi che aspettiamo e portarli poi in Consiglio regionale».

Sesto punto, il riordino del sistema delle autonomie: «Occorre valorizzare pienamente il ruolo dei comuni e incentivare i processi autonomi lasciando alla Regione quelli di programmazione e legislazione. L’esito referendario ha lasciato questo modello a metà strada. Penso alle province. Cosi’ non hanno senso: o si superano o si trasformano in strumenti intermedi di governance. Cosi’ sono ambigue perche’ non hanno poteri ne’ risorse. Dovremo affrontare anche il tema di Roma Capitale e della sua autonomia, dandole nuove e piu’ forti competenze amministrative».

Il settimo punto è la legge sul diritto alla conoscenza e la riforma di Laziodisu «un altro pilastro su cui dovrà basarsi l’azione amministrativa. Dobbiamo mettere al centro i giovani».

Ottavo punto, «anche questo richiesto dalle opposizioni – ha sottolineato Zingaretti – il piano triennale del turismo 2018-2020. Siamo in ritardo, dobbiamo correre. Propongo di lanciare, non solo come Giunta ma anche come Consiglio regionale, gli ‘Stati Generali del Turismo‘ che possono porre le basi per il futuro».

Il nono punto è l’accelerazione della realizzazione degli investimenti finanziari per le infrastrutture delle opere pubbliche: «Non si tratta di una legge ma credo che sia giusto che la commissione consiliare venga informata della potente massa di risorse che a questo punto e’ destinata agli investimenti per le opere pubbliche».

Al decimo punto c’è la Sanità. Zingaretti, ha parlato della necessità di “costruire insieme il nuovo modello di difesa alla salute del Lazio. Nel corso della scorsa legislatura abbiamo vinto la partita finanziaria e quella dei livelli di assistenza. Lo strumento di programmazione piu’ importante, adesso, saranno i nuovi programmi operativi che struttureranno il modello sanitario del futuro. Innanzitutto ascolteremo i candidati presidenti miei concorrenti per ripensare il modello sanitario regionale. Anche qui propongo di fare gli Stati generali della sanita’. Queste sono le dieci sfide che bisogna che il consiglio regionale colga».

 

Zingaretti ha infine affrontato il tema della rinascita dei territori colpiti dal sisma, al quale, «non a caso abbiamo voluto dedicare la prima riunione della nuova Giunta regionale», ricordando che «abbiamo assicurato, con 330 milioni di euro già finanziati, l’avvio della ricostruzione pubblica nel cratere, per la ricostruzione innanzitutto dei Comuni più colpiti dal sisma, che sono già stati finanziati con oltre 129 milioni di euro, di cui, unica regione tra quelle colpite, 57 milioni destinati agli stessi per le opere di urbanizzazione». 

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