E la moglie disse a Carlo Maria: «Le dimissioni sono irrevocabili»

I telegrammi del Conte della Selvotta sulla politica Cassinate. Le dimissioni del sindaco di Cassino Carlo Maria D'Alessandro sono irrevocabili. In famiglia sono stanchi di vedere l'ingegnere sempre più logorato dalla politica e dall'amministrazione. Scatta il diktat

Domenico Malatesta
Domenico Malatesta

Conte della Selvotta

Un ingente sciame di api invase il Foro di Cassino”. ANNO CCVIII a.C. Tito Livio Libro XXVII.
Cassino, 2018 d.C. Uno sciame di api invade l’Aula consiliare.
Montecassino, 2018 d.C. Uno sciame di api invade l’Albaneta.

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L’Urlo di Carlo Maria (copiato da Munch)

Sul fiordo nero-azzurro e sulla città (Oslo) c’erano sangue e lingue di fuoco. I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura. E sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura.» Parole di Edvard Munch (1895).

L’urlo è un celebre dipinto del pittore norvegese Edvard Munch. Questo dipinto è collocato nella Galleria nazionale di Oslo.

Sentivo che un grande urlo infinito (quello di Carlo Maria) pervadeva il mio corpo e la stanza del sindaco”.
Traduzione libera dalle parole di Francesca Calvani, consigliere comunale di Forza Italia (2018).

La forza e il coraggio di urlare di Francesca (in attesa)

L’urlo sparato a petto aperto da Carlo Maria D’Alessandro ha spaventato l’esile figura di Francesca Calvani, consigliere comunale di Forza Italia, ancora colorata di abbronzatura tirrenica.

Motivo dell’urlo: Francesca voleva spiegazioni tecniche sul bando delle strisce blu. Carlo Maria, però, non era nella giornata di dare risposte tecniche perché troppo preso da altre questioni comunali. (leggi qui Lite e dimissioni: «Carlo offendi la mia intelligenza» ecco perché D’Alessandro ha mollato).

L’ultimo caso (quello delle elezioni provinciali) e tutti i precedenti lo avevano scosso tanto da pensare alle dimissioni. E così è arrivato l’urlo liberatorio udito anche al palazzo 2 del Comune dove ha l’ufficio il vice sindaco Beniamino Papa.

Ed è stato panico. Francesca in crisi respiratoria e Carlo Maria in crisi ipertensiva. E i medici in soccorso degli urlatori.

L’eco dell’urlo è arrivato in tutte le stanze comunali e sentito finanche dal “cronista antico” Domenico Tortolano, dall’udito ridotto per via degli anni, che stava per lasciare il palazzo, data l’ora prossima al pranzo. Appuntamento al quale, a dispetto del fisico asciutto, giammai rinuncerebbe: il suo appetito è proverbiale.

E come per i fatti di cronaca c’è stato il capannello di gente. Sono arrivati assessori e consiglieri comunali e gli impiegati.

Poi la voce narrante (come a teatro perché è sembrata una sceneggiata): fermate il sindaco, sta per consegnare le dimissioni.

L’ex giocatore di basket Beniamino Papa ha provato a fermarlo sulle scale ma Carlo Maria, più imponente di stazza ed anche lui già giocatore di pallacanestro, lo ha driblato con destrezza.

Era una furia, era impossibile fermarlo” dirà ai cronisti il vice sindaco.

Carlo Maria, compiuto il suo dovere, per ordine perentorio della gentile consorte accorsa con la figlia a verificare le sue condizioni di salute, è tornato nella sua stanza dove ha raccolto le sue cose personali ed è andato via scortato dal vice segretario comunale.

Soccorso dal leghista nemico

In soccorso dei due pazienti è arrivato anche il nemico leghista, il medico Carmelo Palombo, il quale era stato cacciato il 26 aprile scorso da D’Alessandro quando era assessore e vice sindaco. Il medico voleva curare il sindaco ma era andato già via dopo le cure dei sanitari ospedalieri.

Ha potuto assistere solamente Francesca Calvani.

Telefoni muti

Telefoni staccati in casa D’Alessandro nella giornata di ieri e di oggi. Per ordine della moglie, docente e ingegnere. E al Conte della Selvotta hanno riferito di un altro severo ordine domestico: basta con il Comune. Ossia dimissioni irrevocabili. Ed è tornata in comune a ritirare “gli effetti personali” del marito.

M.A. nel panico

La notizia è arrivata anche all’ex commander M.A. il quale ha dato ordine di mandare una delegazione a casa D’Alessandro per convincerlo a ritirare le dimissioni alla scadenza dei 20 giorni.

La porta di casa D’Alessandro non si sarebbe aperta. E la delegazione guidata dall’ingegnere-docente Unicas Paola Verde è dovuta tornare indietro per “missione fallita”.

M.A. ha subito iniziato l’iter per cercare un nuovo candidato sindaco. “Io ho fatto vincere questa coalizione e lo farò ancora una volta se si andrà a nuove elezioni” ha detto a chi chiedeva il futuro.

Il Pd in trincea

Il Pd di Marino Fardelli si riunirà questa sera per analizzare la crisi del centrodestra e per preparare la strategia per l’eventuale prossima tornata elettorale.

Marino Fardelli dice: «Vicinanza umana dal Pd ma pensiamo sia giunto il momento delle dimissioni reali del sindaco. Le quali risolvono per ora e accentuano sotto un’altra angolatura una situazione amministrativa e politica a Cassino senza precedenti. Capiamo bene che questo è l’unico strumento per il primo cittadino per ricompattare la sua maggioranza oramai sgangherata e litigiosa ma la scorciatoia delle dimissioni rappresentano una liberazione da parte di un sindaco che non regge più al gravoso compito assegnatogli dai cittadini di Cassino».