Dimissioni sul tavolo, il sindaco tenta la mediazione

Ranaldi fa da pontiere. Ed organizza un confronto tra il sindaco di Cassino ed il consigliere De Sanctis che considera rotto il loro legame. Al termine, l'assessore Venturi firma le dimissioni. Che non vengono protocollate. Tutti gli scenari. E le linee del prossimo rimpasto. Al giro di boa

Alberto Simone

Il quarto potere logora chi lo ha dato per morto

Le dimissioni dell’assessore Emiliano Venturi sono sulla scrivania del sindaco di Cassino Enzo Salera. Sono in una in busta chiusa. All’interno c’è una lettera nella quale l’assessore spiega perché ritiene impossibile continuare la sua avventura nella giunta.

Nella mattinata di ieri l’assessore è arrivato in Municipio con il consigliere Renato De Sanctis. È stato il più votato nella sua lista che si opponeva a quella del sindaco, poi un’intesa al ballottaggio aveva fatto convergere i voti. Nel Consiglio comunale di due giorni fa Renato De Sanctis ha dichiarato chiusa quell’esperienza. (Leggi qui Il nodo Venturi, la mina De Sanctis: i problemi di Salera sono nelle sue file).

Gino il pontiere

Gino Ranaldi

A fare da pontiere con il sindaco ieri è stato il capogruppo del Pd Gino Ranaldi. Sa bene che per Renato De Sanctis non ci sono più i margini per portare avanti il patto programmatico. Troppe volte l’amministrazione – secondo lui – è venuta meno agli impegni.

Il sindaco invece ha evidenziato invece tante delibere, determine, azioni, iniziative che fanno parte di un percorso. E che lo portano invece a ritenere che i patti siano stati rispettati. A partire dall’ordinanza contro i distacchi dei contatori Acea: fatta per rispettare la linea decisa con De Sanctis ma che ha visto poi il Comune soccombere nei confronti di Acea. Quando si giunge alla rottura, ognuno del resto si aggrappa alle proprie ragioni.

Enzo Salera e Renato De Sanctis sono di carattere molto “sanguigno”: quando si appassionano ad una tesi la difendono in maniera ancora più accalorata. E ieri mattina, quando si sono confrontati nella stanza del sindaco, sono rimasti entrambi sulle proprie posizioni. Non si è registrato nessun passo avanti, nessun compromesso. Per questo Emiliano Venturi, capogruppo della lista “No Acea” di De Sanctis ma voluto in giunta da Enzo Salera, trovandosi tra due fuochi e in forte imbarazzo non ha potuto far altro che firmare le sue dimissioni. Quando però stava raggiungendo il protocollo per ufficializzare il suo gesto, è stato fermato. La lettera è ferma sulla scrivania di Enzo Salera.

Meglio decantare

Renato De Sanctis mentre lascia polemicamente l’Aula

Il sindaco intende temporeggiare. Nel weekend farà decantare la situazione: agli inizi della settimana prossima è previsto un vertice di maggioranza, dopodiché tornerà ad incontrarsi con Emiliano Venturi: a quel punto le dimissioni potrebbero davvero ufficializzarsi.

Ma il toto nomi per la successione è già partito. C’è chi vede i lati positivi della situazione: potrebbe essere l’occasione per aprire a quella parte del Centrosinistra che finora non è stata coinvolta nell’esecutivo anche perchè non ha sostenuto Salera alle scorse elezioni. I più ottimisti dicono che Luca Fardelli potrebbe fare il suo ingresso ufficiale in maggioranza e avere un suo riferimento. “Adesso non esageriamospiegano i fedelissimi del sindaco dinanzi a chi prospetta tale ipotesi.

Salera intende far decantare a lungo, anche se le dimissioni dovessero concretizzarsi:Non vedo la necessità di trovare subito un successore, potrei mantenere io le deleghe ad interim” è il ragionamento fatto in mattinata con i suoi.

Il tagliando al giro di boa

Emiliano Venturi è un assessore in quota al sindaco, quindi il suo successore potrà essere scelto senza per forza consultare i Partiti. Ma ci sarebbe un patto, all’interno della maggioranza, che prevedeva e prevede, al giro di boa, un rimpasto di giunta. Questo perchè al momento di dar vita all’esecutivo, dopo che Luigi Maccaro ha comunicato di essere lui l’assessore in quota Demos e non Francesca De Rosa, il Pd si è fatto carico di garantire la parità di genere indicando due donne.

Il Pd ora potrebbe chiedere di rivedere l’esecutivo in base a quel patto di inizio legislatura. Anche per questo, c’è da scommettere, le dimissioni di Venturi verranno accettate: resta una casella libera in quota al sindaco per indicare una donna e il Pd potrebbe indicare altri nomi senza creare problemi a Demos e alla lista “Salera sindaco”.

E chi sarebbero i nuovi nomi del Pd? Chi finisce sulla graticola? Gli indizi portano a Barbara Alifuoco ma queste tematiche un Partito come il Pd le dovrebbe affrontare prima internamente e poi in un confronto con l’amministrazione. I Dem sono però ancora commissariati e il congresso è nuovamente scomparso dal calendario. Un atteggiamento, questo, che innervosisce i militanti del Partito. “Continuando su questa linea di chiusura, Salera farà fare a Ranaldi (alle prossime elezioni provinciali ndr) la stessa fine che Letta ha fatto fare al Ddl Zan” la frase dal sen fuggito di un militante del Pd.

E anche i giovani dem iniziano ad alzare la voce: nelle prossime ore è atteso un comunicato unitario dopo l’incontro avuto di recente.

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