La discarica di Lozza si farà: Monte Carnevale pronta a fine anno

FOTO © CARLO LANNUTTI / IMAGOECONOMICA

Nessuna valutazione di impatto ambientale e autorizzazione speed della Regione per il sito di fronte a Malagrotta. Ma suo suo via libera si intrecciano il caso dell'Ato Roma, la 'magia' del subato e i mal di pancia di mezza Pisana. Che non vuole 'Roma pattumiera provinciale'.

La discarica romana di Valter Lozza si farà. Il progetto proposto dalla New Green Roma salvo improbabili (al momento) colpi di scena, verrà realizzato: la discarica per i rifiuti di Roma si farà a Monte Carnevale. Appare ormai scritto il destino della ex cava che sorge di fronte alla storica discarica di Malagrotta: il gigantesco immondezzaio chiuso nel 2013 dopo l’intervento dell’Unione Europea. Era il più grande in tutto il continente: 240 ettari, venivano scaricati circa 5mila tonnellate di rifiuti ogni giorno. L’Europa intervenne contestando che parte di quelle immondizie finiva lì tal quale a come veniva gettato nei cassonetti, senza alcuna lavorazione.

VALTER LOZZA

Nulla a che vedere con il progetto di Lozza e della New Green Roma. Punta su tecnologie moderne, sperimentate e attuate già a Cerreto di Roccasecca nell’impianto Mad. A dicembre 2019 la Regione Lazio già autorizzato la società NGR a realizzare a Monte Carnevale un impianto di smaltimento di inerti e fanghi. Ma dopo l’individuazione di quell’area come idonea anche ai rifiuti urbani, le cose sono cambiate. (leggi qui I rifiuti di Roma nella nuova discarica di Lozza. E Raggi va due volte ko).

Dove sta scritto che l’immondezzaio della Capitale sorgerà lì? Nella determinazione con cui la Direzione Regionale Politiche Ambientali e Ciclo dei Rifiuti ha accolto l’istanza della NGR.

E la NGR è la società di proprietà in maggioranza della Mad di Roccasecca, che ha in portafogli l’impianto di via Cerreto in Ciociaria e di Fosso Crepacuore a Civitavecchia: due delle tre discariche in esercizio attualmente nel Lazio.

Via libera senza la via…

LA MAD A ROCCASECCA

Roccasecca si sta esaurendo. I volumi non ci sono più. Nei mesi scorsi è stata autorizzata la sopraelevazione di una collinetta fatta con i rifiuti, su uno degli invasi esauriti. Basterà ancora per pochi mesi. Poi la Ciociaria non avrà un posto dove smaltire le sue immondizie lavorate nello stabilimento pubblico Saf. Ma soprattutto non lo avrà Roma: fino ad oggi una parte delle sue immondizie è stata lavorata nell’impianto ciociaro e poi smaltita a Roccasecca.

C’è fretta. Molta fretta. Per questo NGR ha presentato un’istanza ora accolta dalla Direzione Politiche Ambientali della Regione.

L’istanza puntava a non sottoporre a Valutazione di Impatto Ambientale (è il documento indispensabile per poter avviare un’attività industriale) lo stralcio (da 75mila metri cubi) del più ampio progetto di discarica da 1,4 milioni di metri cubi. Studio che sarà oggetto di una richiesta di parere autorizzativo unico regionale.

«L’impianto è necessario per il fabbisogno di discarica di Roma Capitale. Al momento nella Regione Lazio vi è necessità di siti di discarica per rifiuti derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani». Questo si legge tra le conclusioni dell’atto. Un documento che, tra le altre cose, considera anche altri fattori. «L’impianto proposto è all’interno di un sito che ha già effettuato la valutazione di impatto ambientale».

Nessun vincolo paesaggistico

IL SITO MONTE CARNEVALE FOTO © CARLO LANNUTTI / IMAGOECONOMICA

Ma in punto di norma il documento va oltre. Spiana la strada, anzi un’autostrada.

C’è scritto che quel sito «È già autorizzato per una discarica di rifiuti inerti. L’area è priva di vincoli paesaggistici. L’area dell’impianto è stata individuata con delibera di Giunta Capitolina in data 31/12/2019».

Questo atto di per sé non costituisce un’autorizzazione. Non lo è: tanto che questa prima parte del progetto sarà oggetto di una conferenza dei servizi (cioè il tavolo con tutti gli enti che devono esprimere un parere sul’argomento). Si punta all’autorizzazione integrata ambientale. È l’altro documento indispensabile e definitivo per aprire.

Cosa si intende per ‘prima parte del progetto‘? Due lotti capaci di accogliere circa 67.500 tonnellate di rifiuti trattati, più o meno 500 al giorno, pari a un traffico medio annuo di 15/20 camion al giorno.

Le criticità

La sede della Giunta Regionale del Lazio Foto © Stefano Petroni

In sede di Conferenza dei Servizi saranno affrontate le criticità sollevate in particolare da Roma Capitale e ministero della Difesa. Infatti, sempre tra i ‘considerato’ si legge altro. Ad esempio che

  • «gli aspetti relativi alle servitù militari saranno oggetto della conferenza dei servizi per il rilascio dell’Aia. Questo in quanto elementi non ambientali».
  • «Gli aspetti relativi alla variante urbanistica saranno oggetto della conferenza dei servizi per il rilascio dell’Aia in quanto l’autorizzazione stessa costituisce variante urbanistica»
  • «Gli aspetti relativi ai vincoli aeroportuali saranno oggetto della conferenza dei servizi con la presenza di Enac e Adr». Anche questo con un ‘in quanto’. «Sono elementi non ambientali. Gli aspetti relativi alle emissioni odorigene saranno oggetto dell’Aia e del Piano di Monitoraggio e Controllo».

I nodi da sciogliere

 Tra le ragioni della mancata sottoposizione del progetto alla VIA è possibile nuovamente scorgere tra le righe una direzione ‘pro autorizzazione’.

Quali sono gli altri elementi. «La tipologia e l’attività dell’impianto, la natura dei rifiuti in ingresso. E ancora la estrema vicinanza con i principali impianti di trattamento dei rifiuti urbani del Comune di Roma Capitale. Inoltre il contesto ubicativo, il quadro programmatico, la valutazione che le eventuali criticità che possono comunque verificarsi sulle componenti ambientali coinvolte possono anche essere mitigabili».

L’esclusione dalla procedura di Via è stata vincolata dalla Regione a 17 prescrizioni generali. Di esse sei sono misure di monitoraggio e controllo.

Pronti a fine anno

IL SITO MONTE CARNEVALE FOTO © CARLO LANNUTTI / IMAGOECONOMICA

Intanto, i lavori nella cava per l’allestimento della discarica vanno avanti. Questo perché i presidi ambientali che NGR intende mettere in atto sono gli stessi contenuti nel progetto autorizzato a dicembre per la discarica di inerti.

Di fatto, una volta autorizzato l’impianto di smaltimento di Monte Carnevale sarebbe già pronto ad entrare in esercizio (come discarica di rifiuti urbani o di inerti), presumibilmente entro la fine dell’anno.

E non sarà solo la discarica di Roma. Perché la Giunta regionale il 31 dicembre scorso ha approvato un «atto di indirizzo alle modifiche della proposta di piano regionale dei rifiuti». Lo fece lo stesso giorno in cui Roma Capitale individuò l’area di Monte Carnevale. Sono modifiche relative al «superamento del sub ambito di Roma Capitale».

In sostanza? Tutto si basa sull’accordo che ha portato Roma Capitale a individuare prima della fine dell’anno il sito di discarica.

La Regione è tornata sui suoi passi: non ritiene più obbligatorio che Roma faccia Ato a se. Ancora più chiaro: Roma non è più obbligata a chiudere il ciclo dei rifiuti (con tutti gli impianti necessari) dentro i propri confini.

Storcono il naso in molti

Nicola Zingaretti

Un dietro front che però non trova l’appoggio di tante forze politiche in Consiglio regionale (dove sta per cominciare la discussione del piano in commissione Rifiuti). A cominciare dalla maggioranza, che è spaccata.

Hanno presentato emendamenti al piano i componenti della Lista Civica Zingaretti (Marta Bonafoni, Gino De Paolis e Gianluca Quadrana). Poi quelli di Italia Viva (Marietta Tidei ed Enrico Cavallari). Con loro il capogruppo di Leu (Daniele Ognibene). Inoltre il presidente della commissione Rifiuti, Marco Cacciatore e il capogruppo di FI, Giuseppe Simeone. Storce il naso anche il consigliere di Fratelli d’Italia, Giancarlo Righini.

Spingono tutti perché sia costituito l’Ato di Roma capitale. Tutti questi documenti sono stati subemendati dalla consigliera grillina Valentina Corrado, tra le più assidue sostenitrici nel suo gruppo della Giunta Raggi.

Attualmente il piano adottato dalla Giunta prevede un subAto, una formula giuridica ritenuta troppo debole se non addirittura nulla dagli “emendatori”. Questa posizione ha acceso una discussione molto vivace, in particolare tra un pezzo della maggioranza e l’assessore regionale ai Rifiuti, Massimiliano Valeriani.

Valeriani e il patto con Virginia

Virginia Raggi Foto © Sara Minelli / Imagoeconomica

Valeriani infatti non avrebbe intenzione di venire meno all’accordo con la Giunta Raggi. Giunta che (tra le altre cose) aveva chiesto alla Regione anche l’eliminazione del subAto di Roma. In cambio di cosa? Dell’individuazione di un sito di smaltimento. Ma senza un Ato ‘dedicato’ l’ambito ottimale della Capitale coinciderebbe con quello di tutta la Città Metropolitana. Con la conseguenza che a Monte Carnevale arriverebbero anche i rifiuti del resto della provincia.

Questo perché almeno nel breve periodo sarebbe l’unico impianto di smaltimento in esercizio. Una curiosa legge del contrappasso per la Citta’ Eterna.

Città che da ‘incapace’ a chiudere al suo interno il ciclo di gestione dei rifiuti vivrebbe un paradosso. Si ritroverebbe cioè a farsi carico pure di quelli prodotti da chi fino a ieri gridava “non vogliamo essere la pattumiera di Roma”.

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