Dissidenti compatti, De Donatis deve trattare

Primo faccia a faccia dopo la crisi aperta dalle dimissioni del sindaco di Sora. Il governo istituzionale non va bene. De Gasperis incontra il primo cittadino anche a nome degli altri due consiglieri De Donatis e Mosticone: vogliono un confronto con lui. Che è disposto a ridare tutte le deleghe. Mosticone fa dimettere il suo assessore.

Maurizio Patrizi
Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

La via istituzionale per risolvere la crisi a Sora non porta lontano. I tre Consiglieri dissidenti che hanno fatto mancare la maggioranza vogliono parlare con il sindaco. Lo ha detto il consigliere Francesco De Gasperis al sindaco Roberto De Donatis.

L’incontro per tentare di far rientrare le dimissioni del primo cittadino, potrebbe arrivare addirittura la settimana prossima. Allungando i tempi di quella che doveva essere una crisi lampo. Che si fa sempre più in salita: intorno alle 13 di oggi ha inviato una Pec con le sue dimissioni l’assessore Daniele Tersigni. È espressione di Reset, il Gruppo del dissidente Alessandro Mosticone: chiaro il messaggio politico, non ci sono margini per trattare. (leggi qui Dimissioni e quattro pagine per uscire dalla crisi a Sora).

Nessun aiuto arriverà dalla minoranza. L’unica via per uscire dalla crisi è la trattativa con i consiglieri Floriana De Donatis, Francesco De Gasperis e Alessandro Mosticone. (Leggi qui Coalizione, falsa partenza. Mosticone ago della bilancia).

L’ambasciatore De Gasperis

Francesco De Gasperis

È entrato nella stanza del sindaco alle 18.07 di mercoledì 24 il consigliere di maggioranza Francesco De Gasperis, cinque giorni dopo il fatidico Consiglio comunale in cui era mancato il numero legale, con la conseguenza che il sindaco De Donatis aveva annunciato le sue dimissioni (leggi qui Il sindaco: “Mi dimetto”. Anzi no, “lo faccio lunedì”).

Ci è rimasto una ventina di minuti. Poche parole. Chiare e dirette. De Gasperis ha fatto notare al primo cittadino che “non erano necessarie le dimissioni. Sarebbe bastato convocare una riunione di maggioranza e tutto si sarebbe risolto in quarantotto ore”.

Ma soprattutto De Gasperis ha spiegato al sindaco che lui era lì anche in nome e per conto di Floriana De Donatis e Alessandro Mosticone. Gli hanno dato mandato di riferire che “vogliono essere ricevuti tutti e tre insieme”.

Fate saper quando” avrebbe risposto il sindaco. “Riferisco agli altri e ti faccio sapere”. Questo in sintesi il contenuto del colloquio. Del faccia a faccia probabilmente si parlerà la settimana prossima.   

Fallito il tentativo di Lecce

Antonio Lecce (Foto: IchnusaPapers)

Come si è arrivati all’incontro fra De Gasperis e il sindaco?

La decisione il primo cittadino l’ha presa martedì sera, quando il presidente d’Aula gli ha riferito che era andato a vuoto il suo invito ai tre consiglieri dissidenti per ricomporre la crisi. (leggi qui “Una giunta di larghe intese” Appello di Lecce al Consiglio).

Mosticone non risponde. Luca Di Stefano non risponde. Valter Tersigni e Antonio Farina hanno fatto un’apertura ma non sui quattro punti” proposti dal sindaco. Che sono la Ex Tomassi, la scuola Renzo Piano, Rione Napoli e la questione del Cimitero. De Donatis e De Gasperis hanno invece risposto che aspettano una chiamata dal sindaco.

Secondo qualcuno si tratta della stessa strategia proposta dal Consigliere di opposizione Luca Di Stefano sul gruppo WathsApp dell’opposizione (in cui non c’è il consigliere Pd Maria Paola D’Orazio). Lo stesso in cui sempre Di Stefano aveva proposto di andare tutti insieme da Lecce. Senza però ricevere risposta.

Secondo altri è soltanto una coincidenza.  

Sindaco disposto a ridare le deleghe

Roberto De Donatis

Sta di fatto che il primo cittadino dimissionario ha detto al presidente Antonio Lecce che ci avrebbe pensato lui ad allacciare i contatti con i dissidenti. Di fatto, riprendendo in mano direttamente la gestione della crisi.

Lo ha fatto, contattando però soltanto il consigliere De Gasperis. Gli ha inviato un messaggio mercoledì mattina. E si sono incontrati poi verso le 18. Fonti attendibili riferiscono addirittura di un sindaco che sarebbe disposto anche a ridare tutte le deleghe, insomma a rimettere le cose come stavano pur di evitare il commissariamento.

Ci parlo io” avrebbe detto. Anche perché urge un Consiglio comunale per la Ex Tomassi e per la scuola di Renzo Piano: per la prima il privato avrebbe chiesto di cominciare il cantiere; e anche per la seconda l’iter è arrivato a conclusione.  

Rimpasto di Giunta necessario

Cosa i tre consiglieri possano chiedere al sindaco durante l’incontro non è ancora dato sapere. È certo tuttavia che qualcosa chiederanno. E da questo dipenderà il rientro della crisi. Perché se fossero bastati i quattro punti programmatici non avrebbero chiesto di voler parlare col primo cittadino.

E se non si conoscono ancora le richieste, sono tuttavia note le contestazioni più volte mosse. In primo luogo sulla Giunta. Ritirando soltanto le deleghe il sindaco ha lasciato intendere che gli assessori rimarranno gli stessi. Ma è noto, per esempio, che Floriana De Donatis non abbia mai digerito che il suo gruppo consiliare non abbia alcun assessore mentre Patto Democratico, con meno voti, di assessori ne esprime due.

Floriana De Donatis © AG IchnusaPapers

Per questo è probabile che la prima richiesta possa essere proprio un rimpasto di Giunta. Ci sarebbero almeno due assessori da sostituire.

Un’altra richiesta potrebbe riguardare il cambio di metodo: riunioni di maggioranza in cui discutere prima i punti del Consiglio, con intenzione di voto già durante la riunione di maggioranza: come garanzia reciproca fra tutti i gruppi consiliari ormai in guerra fra loro per la campagna elettorale.

È quello che volevano già e per cui hanno fatto mancare il numero legale.  

Ma le consultazioni continuano

Intanto il presidente Lecce sempre nella giornata di mercoledì ha ricevuto i tre gruppi di maggioranza. Anche per rispetto verso l’impegno preso.

 Fratelli d’Italia ha chiesto di allegare al verbale dell’incontro un documento: favorevole ai quattro punti proposti dal sindaco, con un distinguo, deciso la sera precedente dal Direttivo e già anticipato da Alessioporcu.it. In pratica: si può fare purché si resti nel perimetro della maggioranza uscita dalle urne nel 2016. (leggi qui Coalizione, falsa partenza. Mosticone ago della bilancia).

In pratica “se entra il Pd ce ne andiamo noi”. Distinguo superfluo fra l’altro, visto che i Dem hanno già detto No.

Lino Caschera e Filippo Porretta

Per la Lega vanno bene i punti indicati dal sindaco ma occorre anche dare priorità alle persone che sono finite in uno stato di difficoltà e bisogno a causa della pandemia”, come spiega il cordinatore Filippo Porretta.

Gli incontri, iniziati alle 16.30 con FdI, si sono conclusi con il capogruppo di Patto democratico, Bruno Caldaroni: anche lui ha sposato in pieno la proposta  

Lo sdegno del presidente

È amareggiato il presidente del Consiglio comunale di Sora Antonio Lecce nei confronti dei consiglieri De Donatis, Mosticone e De Gasperis che non hanno voluto parlare con lui.

Mosticone lasciando cadere nel vuoto l’invito. Come anche Luca Di Stefano che non risposto al telefono. E gli altri due per avere educatamente risposto e declinato l’invito chiedendo di essere contattati dal sindaco.

Alessandro Mosticone

Un atto irrispettoso verso il ruolo istituzionale che ricopro – ha sbottato – e anche verso i consiglieri di opposizione che invece, pur manifestando contrarietà al progetto, hanno comunque apprezzato l’iniziativa, soprattutto in ragione di questa emergenza pandemica”.  

Resta il fatto che i tre consiglieri si sono compattati e ora avranno quel faccia a faccia che avevano già chiesto al sindaco prima del Consiglio. E sicuramente faranno sentire il loro peso nella eventuale soluzione della crisi.