Don Ermanno e Adrianone, le accuse corrono su Facebook

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Don Ermanno e Adrianone non vanno d’accordo. E per loro fortuna la Procura della Repubblica di Frosinone non legge sulle bacheche di Facebook. Altrimenti la prossima settimana li convocherebbe e li interrogherebbe, facendo un’aggiunta al fascicolo giudiziario nel quale ci sono già il nome del vice sindaco di Arnara ed ex consigliere regionale del Lazio Adriano Roma(come persona su cui fare verifiche) e quella del sacerdote don Ermanno D’Onofrio (come persona informata dei fatti) psicologo, psicoterapeuta, direttore del Consultorio familiare Anatolè di Frosinone, promotore del Giardino delle Rose Blu.

I fatti. La Procura della Repubblica di Frosinone ha un fascicolo aperto sui fondi utilizzati dal Comune di Arnara per realizzare la mensa sociale nel centro l’Arcobaleno. E’ una delle dodici denunce presentate a carico di Adriano Roma, molte delle quali archiviate, una già oggetto di processo ancora in corso durante il quale sono emersi clamorosi colpi di scena (leggi qui il precedente), altre ancora in fase di accertamento.

L’altro giorno il vice sindaco si è presentato all’interrogatorio, accompagnato dall’avvocato Giampiero Vellucci. Alla contestazione della Polizia Giudiziaria «Guardi, veramente qui a noi risulta che non c’è stata alcuna mensa sociale: voi cosa ci avete fatto con i soldi del finanziamento che avete ricevuto per realizzarla?». Adriano Roma risponde aprendo una cartellina ed esibendo: delibera di giunta comunale, contratto per la gestione della mensa, tutto regolarmente firmato e protocollato, già all’epoca dell’amministrazione precedente alla sua. Insomma sostiene, carte alla mano, la mensa c’era e c’è pure la firma del religioso che la gestiva ad attestare il tutto.

Terminato il confronto con gli inquirenti, l’ex coordinatore provinciale di Forza Italia, affida a Facebook le sue riflessioni. E sabato sera alle ore 18:37 scrive «La speranza che chi di dovere indaghi come si deve è soprattutto la mia e non solo la vostra. Del resto, nulla si ha da temere quando uno è a posto con la coscienza e può produrre le carte a sua discolpa, così come ho fatto io a proposito della mensa sociale “fantasma” che invece era tutt’altro che fantasma in quanto oggetto di Delibera di Giunta Comunale e di contratto successivo già all’epoca del sindaco Verrelli. Ovviamente mi sono state chieste carte e documenti regolarmente protocollati in tempi non sospetti e questo io ho fatto. Perchè avere paura o temere qualcosa se si è a posto con la propria coscienza e con i documenti?»

La risposta arriva nel giro di pochi minuti. Gliela scrive don Ermanno D’Onofrio, il parroco che gestiva la casa famiglia l’Arcobaleno ad Arnara. Una sola frase: «Comunque a l’Arcobaleno sono sicuro che mensa sociale non c’è mai stata».

Il vice sindaco replica. Il sacerdote ribatte: «Nessuna mezza frase… Semplicemente un dato di fatto: a l’Arcobaleno non c’è mai stata una mensa sociale!!!!!!». Compresi i sei punti esclamativi.

La cosa si fa interessante quando don Ermanno e Adrianone allargano il discorso. E si lanciano messaggi che eventualmente solo loro sono capaci di decifrare. Scrive il vice sindaco: «E per quanto concerne tutte queste mezze frasi che scrivi, vai diretto agli interlocutori che avevi. Perché con le mezze frasi potresti non far capire bene. Per ultimo la questione gemellaggio sarebbe da approfondire seriamente ma non in questa sede».

Che c’entra il ‘gemellaggio’? Il riferimento forse è alla missione in Croazia alla quale Roma diede un suo contributo. E’ il terribile ospedale pediatrico di Gornja Bistra che oggi è umanizzato dalla presenza di 5.700 volontari dell’associazione “Il giardino delle rose blu”. Circa dieci anni fa – si racconta – il vice sindaco comprò un camion di breccia per far sistemare la strada che conduceva agli alloggi dei volontari, costretti altrimenti a camminare nel fango.

Risponde don Ermanno D’Onofrio: «Sei stato il primo a partire per Gornja Bistra ed a comprare un camion di breccia per la casa dei volontari… E poi? Dimenticato tutto! Meno male che ad Arnara però c’è via Gornja Bistra dove ho felicemente abitato per anni… Tanti amici di là ora mi dicono che è la strada fantasma! Comunque a l’Arcobaleno sono sicuro che mensa sociale non c’è mai stata. Perché ho sentito vociferare anche su questo…»

Altri messaggi in codice. Ai quali Roma risponde: «Tempo fa ti ho inviato nuovamente il mio numero ma tutto è rimasto lettera morta. Mi piacerebbe scambiare due parole. Te lo reinvio sono testardo». Segue un numero di cellulare.

Chiude lo scambio di battute il commento di un utente: «.…e meno male che Papa Francesco mette in guardia le suore clarisse da Facebook. Qua siamo al lavatoio di Internet».

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