Dopo il voto i 5 Stelle si frantumano. Cacciatore: “Basta scuse”. Lozzi: “Io al posto di Raggi”

Il pessimo risultato a Roma scuote il M5S. Marco Cacciatore (Regione Lazio) dice "Basta scuse". La presidente del VII Municipio vuole candidarsi al posto di Virginia aggi

Il Movimento 5 Stelle è esploso. Ad innescare la miccia è stato il pessimo risultato ottenuto domenica a Roma nelle elezioni per rimpiazzare il seggio alla Camera dei Deputati lasciato da Paolo Gentiloni. La critica a Virginia Raggi ora è a viso aperto e proviene dall’interno. La prima detonazione la provoca Marco Cacciatore, presidente di commissione grillino in Regione Lazio: dice che «il 5% rimediato alle urne non lascia più spazio a scuse»; la seconda è opera di Monica Lozzi presidente pentastellato del VII Municipio: annuncia con chiarezza che si candiderà al Campidoglio.

Il risultato

Roberto Gualtieri © Imagoeconomica, Paolo Cerroni

La vittoria di Roberto Gualtieri è netta e non lascia spazio per interpretazioni.  Il ministro schierato da Nicola Zingaretti ha preso il 62% sono 15 punti in più rispetto al precedente risultato ottenuto nel 2018 da Paolo Gentiloni. Il centrodestra con Maurizio Leo (Fratelli d’Italia) non è andato oltre il 26%. La candidata del M5S Rossella Rendina ha ottenuto appena il 4,3%, in una città governata dal suo Partito.

Cacciatore: niente scuse

Il primo a rompere gli indugi è Marco Cacciatore. È uno dei consiglieri regionali del Lazio più vicini alla capogruppo Roberta Lombardi. Fa parte di quelli fermamente all’opposizione ma attivi sulla linea del dialogo con il governo regionale su quei temi che sono materia condivisa.

«Va bene menzionare la bassissima affluenza, la domenica a piedi, la pioggia, il coronavirus e perfino la difficoltà di conquistare consensi in un collegio che comprende quartieri “bene” del centro della Capitale. Però il risultato, inferiore al 5% non lascia spazio, ancora una volta, a scuse” ha commentato il presidente della commissione Rifiuti.

Dice che gli elettori grillini se ne sono andati a causa dei continui no a tutto e delle contrapposizioni. «A Roma come a livello nazionale – spiega – i nostri voti ce li siamo persi sotto i colpi delle contraddizioni e violazioni del programma: intervenute a Roma così come al governo, soprattutto durante la fase di affiancamento alla Lega».

Marco Cacciatore © Imagoeconomica, Stefano Carofei

È un attacco frontale alla gestione di Luigi Di Maio, al suo appiattirsi sulle posizioni di Matteo Salvini. Un lento dissolversi che Beppe Grillo per primo aveva notato: avvertendo che il MoVimento si stava Salvinizzando. Ora Marco Cacciatore individua anche altri problemi: «Anche una gestione accentrata e a tratti personalizzata, che ha allontanato i portavoce dai territori e dai nostri cavalli di battaglia programmatici, non deve aver giovato, data la caduta verticale del nostro elettorato».

Chiede di «massimizzare i risultati politici. Il M5S è stato fino a oggi un meraviglioso esperimento politico – conclude Cacciatore – non si può gettare alle ortiche in questo modo».

Monica punta al Campidoglio

Rompe gli indugi Monica Lozzi, presidente del VII Municipio, l’Appio-Tuscolano. Al Corriere della Sera oggi ha ammesso che sta pensando ad una sua candidatura a posto di Virginia Raggi. Sciglierà la riserva dopo gli Stati Generali del MoVimento.

ha deciso di uscire proprio ora perché «Mi aspettavo un ragionamento complessivo su Roma, speravo che tutti ci mettessimo attorno a un tavolo per interrogarci e decidere». Invece «da un po’ di giorni qua ognuno va in ordine sparso, senza nessuna condivisione: Roberta Lombardi lancia l’idea di un accordo col Pd, Virginia Raggi interviene sulla sua ricandidatura. Allora anche io dico: qui potremmo avere un progetto da mettere sul tavolo».

Dice no ad un accordo M5S – Pd, teorizza un sindaco sostenuto da una lista civica sulla quale convergano gli elettori grillini e Dem.

Sono esplosi

Laura Corrotti © Imagoeconomica / Valerio Portelli

In serata, la sintesi viene tracciata dal consigliere regionale della Lega Laura Corrotti. Dice che il M5S «ormai è ai minimi termini e anche le percentuali delle suppletive confermano il suo declino elettorale nella Capitale».

Risultati che dividono il Movimento in tanti piccoli pezzi: «le voci dal Campidoglio avanzano l’idea di Un raggi bis, in Regione Lazio Roberta Lombardi teorizza un patto M5S – Pd, ora pure la presidente del VII Municipio si auto promuove candidata a sindaco. Chissà se magari pensa di adottare un cinghiale per sconfiggere l’emergenza così come ha fatto con i topi nel suo Municipio“.

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