Dopo la batosta il Pd cerca di ripartire

Digerita la batosta elettorale che li ha confinati in minoranza, i consiglieri Dem devono decidere l'assetto della loro opposizione. I segnali attesi dall'Aula. E le possibili configurazioni. Sulle quali si baserà il futuro politico del Partito in città

Massimiliano Pistilli

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Ridotto ai minimi termini dopo dieci anni di governo cittadino. Ma non condannato ad avere un ruolo marginale. Lo ha dimostrato la vicenda della sofferta elezione del Presidente del Consiglio Comunale di Alatri da parte della maggioranza di centrodestra: un’elezione passata per un soffio (un solo voto) eleggendo la persona di Sandro Vinci. È proprio quel margine così risicato, è quella spaccatura così evidente, a dire al Partito Democratico che seppure ridotto ai minimi termini non è condannato ad essere marginale.

Resta da stabilire, in fretta, quale dovrà essere però la nuova impronta da dare al suo nuovo ruolo di Partito di opposizione. E non sarà facile. (Leggi qui Cianfrocca debutta con i franchi tiratori sulla via della Presidenza).

Il perfetto mix

Fabio Di Fabio e Matteo Recchia

Due consiglieri eletti: l’esperto e eterno Fabio Di Fabio e il giovane Matteo Recchia. (Leggi qui Fabio Di Fabio, l’unico superstite dell’era Morini).

Al battesimo della nuova amministrazione in sala erano presenti ilSsegretario provinciale Luca Fantini e il segretario cittadino del circolo Alessandro Torre che subito è entrato a gamba tesa dopo l’elezione di Vinci. «Speriamo che l’evidente frazionamento della maggioranza non pregiudichi l’azione amministrativa necessaria alla gestione la città. Come Pd vigileremo sul corretto funzionamento della macchina amministrativa. È essenziale ripartire da energie fresche e proposte innovative. Lo faremo tornando per strada e nelle contrade, con l’obiettivo di ricostruire il rapporto con i cittadini». 

La sfida dei democrat

La seduta del Consiglio Comunale di Alatri

Fabio Di Fabio insieme ai colleghi della minoranza aveva fiutato la divisione della maggioranza. E subito, mettendo da parte le scorie elettorali, ha trovato un accordo con il Polo Civico e lo stesso consigliere leghista non allineato Gianluca Borrelli.

Il colpaccio della presidenza è sfuggito per poco. «La maggioranza è incorsa in una falsa partenza, non riuscendo a raggiungere gli undici voti a sua disposizione nell’elezione del Presidente del Consiglio, e palesando così una divisione prima ancora di cominciare ad amministrare» punta subito l’indice contro il centrodestra.

«Le frizioni interne alla maggioranza ci preoccupano – hanno sottolineato a caldo i due consiglieri dem Di Fabio e Recchial’amministrazione Cianfrocca, scelta dagli elettori solo un mese fa, difficilmente riuscirà a fare bene, per la città e per l’amministrazione, se non sarà coesa.

I due segnali attesi

Il sindaco Cianfrocca con la sua giunta

Il vero segnale da cogliere però arriverà nei prossimi giorni. Uno dal centrodestra al governo ed uno dal Pd in opposizione. La maggioranza farà capire quanto è coesa sui temi amministrativi: quelli sulle cariche sono solo scaramucce e piccoli petardi, le bombe se esplodono vengono innescate su temi ben più consistenti. E lì si vedrà la tenuta dell’alleanza, la capacità del sindaco Cianfrocca di mediare e governare la sua stessa maggioranza.

Il segnale del Pd sarà sull’assetto del suo Gruppo, se sarà a trazione Di Fabio o sarà più a trazione Recchia; se il Partito sarà riuscito a tarare l’equilibrio necessario per ritrovarsi in Aula una pattuglia pronta a cogliere ogni piccola crepa per poi infilarsi. Come fatto nel caso dell’elezione del Presidente del Consiglio Comunale.

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