Dopo tre anni il centrodestra di Ferentino si riunisce

Tre anni dopo la sconfitta elettorale il centrodestra di Ferentino torna a riunirsi. Per preparare le elezioni del 2023. Tutti presenti. Ma senza fretta e senza voglia di bruciare nomi

Emiliano Papillo

Ipsa sua melior fama

Ci sono voluti tre anni. Tre anni per metabolizzare, capire cosa fosse accaduto, riuscire a superarlo. Dopo tre anni di silenzi e distacco iI centrodestra di Ferentino é tornato a riunirsi lasciandosi alle spalle le elezioni comunali del 2018 quando fu sonoramente sconfitto dalla coalizione di centrosinistra capeggiata da Antonio Pompeo.

Non vuole ripetere gli errori del passato e stavolta punta a giocare d’anticipo. L’obiettivo é arrivare compatto all’appuntamento elettorale del 2023 alla luce del fatto che l’attuale sindaco Antonio Pompeo terminerà i due mandati consecutivi e non potrà più ricandidarsi alla guida della città. 

La roccaforte di Ferentino

Franco Collalti

Non sarà facile espugnare una delle ultime roccaforti del centrosinistra in Ciociaria. A Ferentino l’ultima vittoria della coalizione di centrodestra risale esattamente a 20 anni fa quanto si impose Roberto Valeri. Un’esperienza però durata pochi mesi e dal 2003 prima con Piergianni Fiorletta e poi con Antonio Pompeo il centrosinistra guida ininterrottamente la città ernica.

A fare il punto sulle strade da percorrere per stringere d’assedio il centrosinistra erano presenti l’altra sera tutte le voci del centrodestra. C’era l’avvocato Patrizio Coppotelli a capo delegazione della Lega, l’avvocato Franco Collalti con la delegazione dei Fratelli d’Italia, l’ex presidente della Provincia Giuseppe Patrizi che è responsabile provinciale Enti Locali di Forza Italia. E ancora Arcangelo Iori con la delegazione della Destra Sociale, Valerio Fontecchia con Lega Giovani e Claudia Angelisanti di Gioventù’ nazionale.

Il Centrodestra intende mettere al centro del progetto Ferentino.

Obiettivo unità

Giuseppe Patrizi

L’obiettivo è quello di arrivare con largo anticipo ad una candidatura unitaria e condivisa. Evitando gli errori registrati alle Comunali di Roma che hanno fatto imbestialire Matteo Salvini. Il Capitano nei giorni scorsi ha tracciato la rotta, riconoscendo valida la soluzione proposta per mesi dal coordinatore provinciale di Frosinone Nicola Ottaviani.

In pratica? Confronto tra gli alleati, sintesi su un nome condiviso. Se la sintesi non c’è, almeno sei mesi prima del voto devono celebrarsi le Primarie di coalizione.

Il primo tavolo del centrodestra dopo tre anni ha messo in evidenza però un’altra priorità: il progetto politico alternativo. Un progetto – è stato evidenziato – che dovrà essere unico, concreto e dinamico. “Per dare le attenzioni e le risposte che i cittadini si aspettano”.

Il tavolo non dovrà essere solo politico ma anche Civico. Propone un’apertura “a tutte le realtà politiche, civiche, associative e di singoli Cittadini, anteponendo l’interesse pubblico per la crescita e lo sviluppo di tutta la Città, dalle periferie al centro, e non viceversa”.

Niente nomi per ora

Antonio Pompeo

Niente nomi per ora. Il centrodestra vuole evitare frizioni e scintille. Sa di avere tempo. E che l’onere della prima mossa spetta al centrosinistra. Che si sta già muovendo: nei giorni scorsi cinque liste civiche si sono federate costituendo lo zoccolo duro sul quale costruire la successione al sindaco Pompeo. Inoltre è già partito il dibattito tra favorevoli e contrari ad un possibile ritorno del già sindaco Fiorletta.

Per questo il centrodestra sa di poter aspettare. Intanto costruisce l’alleanza. E nel frattempo studia le mosse. Per non arrivare tardi al 2023.

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