Il doppio Scalia che arringa sulla Tribuna della Rai

Due volte in una settimana: il Partito Democratico ha designato il senatore Francesco Scalia ad andare negli studi della Rai e sostenere la posizione ufficiale del Pd sul referendum pro o contro le trivellazioni in mare. Non è un caso. E’ un segnale politico.

Bisogna tenere in considerazione un paio di elementi. Il primo: chi sceglie le persone da mandare in onda sulle reti nazionali a rappresentare il Partito? E’ la Segreteria Politica nazionale. Cioè la struttura che lavora a stretto contatto con Matteo Renzi e più ancora con Lorenzo Guerini il numero 2 del Pd. Che ha in grande considerazione il parlamentare di Ferentino. Il secondo elemento: in base a quali fattori viene scelto l’uomo da mandare in Tv? Non è una rotazione, non ci sono turni, non tocca una volta ciascuno.

Francesco Scalia rappresenta una garanzia per il Partito sotto il profilo della preparazione: è uno dei pochi senatori capace di leggere un testo di legge e comprenderlo; soprattutto è uno dei pochi capace di scriverlo e farlo in maniera giuridicamente inattaccabile. E’ finito nel mirino nazionale degli avversari politici per i suoi emendamenti sull’energia (leggi qui), sulle assicurazioni (leggi qui), sulle Poste (leggi qui) e non sono riusciti ad affondarlo.

I risultati dicono che televisivamente è lento ma è meglio per gli anziani che così capiscono di più, è chiaro quando spiega, coinvince.

Se era un test non lo ha fallito. Sia dal punto di vista televisivo che, soprattutto, politico.

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