«Dove eravamo rimasti…» via al Coletta 2.1

La conferenza stampa di Damiano Coletta dopo la proclamazione a sindaco. Chiuso il capitolo delle elezioni bis. Appello alle opposizioni per governare la città. La prima seduta convocata strategicamente dopo il voto del 25 settembre

di ANDREA APRUZZESE e ALESSIO PORCU

Una frase semplice e micidiale. Pescata non a caso dall’archivio delle tragedie italiane, pronunciata dall’uomo simbolo della resurrezione dopo avere patito una lunga ingiustizia. «Dove eravamo rimasti…» esordì così Enzo Tortora, icona della tv nazionale appena restituito alla mitica trasmissione Portobello dopo anni trascorsi in carcere con l’accusa d’essere un trafficante di droga, accusato da un pentito che solo dopo i tribunali hanno riconosciuto tanto inaffidabile quanto instabile.

«Dove eravamo rimasti…» ha esordito questa sera Damiano Coletta, sindaco Progressista rieletto contro ogni pronostico alla guida della città capitale della Destra: quella Latina scelta da Giorgia Meloni per varcare il portone di Montecitorio cinque anni fa; concessa ora per un’elezione sicura a Chiara Colosimo, battagliero consigliere regionale del Lazio capace di sollevare un pandemonio nazionale sul caso dei concorsi di Allumiere.

Dove eravamo rimasti

Damiano Coletta (Foto © Andrea Apruzzese)

Dalle 18.53 Damiano Coletta è di nuovo sindaco di Latina, dopo la proclamazione da parte del presidente di Commissione Elettorale, fatta in Aula Consiliare. Una proclamazione lunga, perché sono stati illustrati tutti i motivi di rigetto delle istanze. La Commissione ha dovuto individuare una soluzione giuridica ad un caso unico finora in Italia. E allo stesso tempo ha dovuto spiegare nei dettagli l’architettura giuridica di quella soluzione. Che dice no alle istanze presentate da Vincenzo Zaccheo, Dino Iavarone, Gianluca Bono. (Leggi qui: Ore 18.53: Coletta proclamato sindaco senza stelle).

Al termine arrivano le dichiarazioni di Damiano Coletta, sindaco 2.1 di Latina. Che parte da «dove eravamo rimasti» la frase con cui Enzo Tortora ripartì in Portobello dopo le vicende giudiziarie, cancellando con un colpo solo tutte le polemiche, dando una lezione a chi pensava che avrebbe usato quello scenario per vendicarsi di chi subito lo aveva scaricato.

L’appello per Latina

(Foto © Andrea Apruzzese)

Il sindaco parte dal nuovo appello a tutte le forze politiche. Anche all’opposizione. Soprattutto all’opposizione «alla responsabilità per lavorare insieme per la città».

Per Damiano Coletta «ora è il momento di ripristinare i valori del rispetto e questo vale per tutti». Il neo sindaco ricorda quindi che «questa è una situazione (l’anatra zoppa: lui, sindaco Progressista; il Consiglio in maggioranza di destra ndr), simile alla precedente, ma con una differenza: nella precedente consiliatura abbiamo lavorato alacremente e ora ci sono progetti da portare avanti. I numeri vanno trovati, nel rispetto del voto degli elettori, la politica deve mettere da parte le bandiere e le divisioni, ora deve arrivare la fase operativa».

Coletta tocca quindi tutti i punti: dal Pnrr, ai rifiuti, al garage Ruspi, al Teatro. Poi, i tempi: il primo Consiglio comunale si svolgerà entro massimo il 28 settembre: «Dal momento della proclamazione, dieci giorni di tempo per convocarlo e altri dieci giorni per svolgerlo».

Tutto in una data

La proclamazione di Damiano Coletta

Si terrà quindi dopo il 25 settembre, ovvero dopo le elezioni politiche. Una scelta strategica. Perché quel voto potrebbe cambiare, e non poco, gli equilibri politici. Nazionali e locali. Perché cinque anni fa il centrodestra si presentò unito come oggi alle urne, poi si divise e la Lega salutò Fratelli d’Italia e Forza Italia per andare a costituire un governo con il Movimento 5 Stelle. Nessuno sa cosa accadrà oggi che c’è una guerra in corso, combattuta in parte con le bombe ed in parte con le sanzioni.

Il nuovo Governo, le nuove alleanze: contribuiranno a deidere il futuro di Latina. Dove il centrodestra ha i numeri per staccare la spina quando vuole. Ma anche le alleanze per le prossime elezioni Regionali diranno molto. Nicola Zingaretti e la sua seconda legislatura regionale insegnano che le amggioranze si costruiscono in Aula.

Infine, la giunta: «Ci sarà una nuova delega, per le connessioni periferia-centro». Sui nomi, precisa che «potrebbero esserci delle novità».

Dove eravamo rimasti… è solo un punto di partenza.

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