Dove vuole arrivare Nicola Ottaviani

Foto: Alessioporcu.it, riproduzione concessa con citazione

Dove vuole arrivare Nicola Ottaviani? Il suo piano per 'superare Forza Italia' e ripartire 'dai principi fondanti del '94 ' in realtà ha uno scopo preciso. Che non è la costituzione di un nuovo Partito. Ma...

Il vero obiettivo politico di Nicola Ottaviani non è quello di fondare un Partito. Ma di sfondare il cerchio magico che circonda e avvolge Silvio Berlusconi. C’è questo dietro all’operazione diventata evidente a tutti sabato sera quando il sindaco di Frosinone è salito sul palco della festa regionale della Lega a Latina. (leggi qui Nicola Ottaviani sale sul palco della Lega: per mandare in soffitta Forza Italia)

 

Il Partito impossibile

Il Movimento dei Sindaci al quale Ottaviani intende dare vita, non può approdare ad una realtà strutturata su tutto il territorio nazionale. Con sezioni comunali, coordinamenti provinciali, un segretario politico. Innanzitutto perché è roba che appartiene al passato: non rispecchia la società liquida di oggi. Senza considerare poi che organizzare in modo serio un Partito ha dei costi che solo il Silvio Berlusconi nel ’94 si è potuto permettere. E Nicola Ottaviani, con tutto il dovuto rispetto, non può contare sulle stesse sostanze.

Soprattutto c’è un limite oggettivo: i sindaci di oggi rischiano di non essere più in carica tra un paio d’anni. Chi può garantire che verranno rieletti? E che manterranno quindi la stessa capacità di oggi d’incidere sull’elettorato?

 

Via le soubrette da Forza Italia

Allora cosa vuole fare Nicola Ottaviani, se non intende realizzare un Partito vero? Dove vuole arrivare il sindaco di Frosinone?

Il progetto non dichiarato è quello di iniziare a plasmare la Forza Italia del futuro. Facendo saltare i padrini ed i mammasantissima che fino ad oggi hanno impedito ogni cambiamento. Dichiarando guerra a quel cerchio magico che a Palazzo Grazioli si accontenta di vivere con ciò che resta delle rendite politiche di un passato che è finito. E che in Forza Italia sono destinate a declinare in modo progressivo con il calare delle energie di Berlusconi, proporzionalmente all’aumentare della sua età.

 

Gli obiettivi della strategia Ottaviani sono i Brunetta, i Micciché, i Gelmini… Sono «le soubrette della politica», come le ha definite sabato sera a Latina. (leggi qui Nicola Ottaviani sale sul palco della Lega: per mandare in soffitta Forza Italia) Cioè quelli che hanno soffocato Forza Italia con i loro slogan, la loro bella presenza televisiva, dimenticando poi che ci sono i problemi concreti del Paese da risolvere.

L’inizio della fine di Forza Italia sta tutto lì. Con l’avvento delle soubrette della politica sugli schermi dei talk show. Mentre il Paese aspettava risultati e non spettacolo. Men che meno l’avanspettacolo di terza serie che alcuni politici hanno riservato al pubblico pagante.

 

La breccia nel cerchio magico

Puntare sui sindaci significa puntare a scavare una breccia nel cerchio magico. E una volta all’interno, mandare a casa le soubrette per rimpiazzarle con chi ha ancora un contatto con il Paese reale.

Non è un caso che l’ossatura politica del progetto di Ottaviani si basi in larghissima parte sugli stessi principi liberali sui quali Berlusconi fondò Forza Italia nel ’94. Ripartendo dalla rivoluzione interrotta di un Partito rimasto sempre ‘azienda’. E, di conseguenza, proprietà privata del suo fondatore.

E se l’attacco dovesse essere respinto? Se il Partito dovesse epurare il sindaco di Frosinone? La Lega ringrazierebbe a mani giunte per il regalo, oltretutto infiocchettato con le stigmate del martirio politico, immolato sull’altare del rinnovamento.

 

Il bivio di Tajani

L’epilogo si conoscerà tra qualche giorno. Se Nicola Ottaviani verrà abbandonato nel silenzio, significherà che gli anticorpi del cerchio magico hanno difeso ancora una volta il loro totem. Nulla cambierà ancora una volta. E quella di Ottaviani sarà una voce nel deserto.

Se riuscirà ad aprire un dibattito, significherà che la breccia ha iniziato ad essere scavata. Avviando quel progetto di superamento di Forza Italia dal suo interno che è il vero scopo. Iniettando il virus delle primarie per selezionare la classe dirigente, premiando il merito, mettendo fine agli amici paracadutati e nominati.

Molto dipenderà da cosa deciderà di fare Antonio Tajani.

 

 

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright