Dr. Sindaco e Mr. Segretario: la metamorfosi di Alfieri (che però nel Pd è in ottima compagnia)

Il triplo ruolo di Domenico Alfieri: Segretario di Partito, sindaco, consigliere provinciale. E spesso, in quei tre ruoli, non si trova nella stessa posizione. Sulla Saf, da sindaco sta su una posizione ma da Segretario è in un'altra. E non solo.

All’assemblea per l’approvazione del bilancio della Saf non si presentò, facendo sapere però nel momento cruciale che lui non avrebbe votato il bilancio. Domenico Alfieri non è soltanto il sindaco di Paliano. E’ anche consigliere provinciale ma soprattutto segretario “reggente” del Partito Democratico. Ogni sua parola ha un riflesso politico sul Partito.

Nelle scorse ore ha ribadito che è sua intenzione battersi fino in fondo per il Punto di primo intervento di Anagni, il cui destino rientra nella programmazione sanitaria regionale. Inevitabile la rotta di collisione con Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio.

 

Lasciamo stare le frasi fatte che si tratta di livelli differenti, che un conto è fare il sindaco e un altro discorso è ricoprire il ruolo di segretario del Partito. La realtà è che su tre tematiche fondamentali come l’acqua, i rifiuti e la sanità Domenico Alfieri si è trovato sull’altra parte della barricata rispetto a quella del Partito che ora rappresenta.

 

Naturalmente si capisce perfettamente che la fascia tricolore pesa più di qualunque altro tipo di incarico, però la discrasia resta. Perché nelle assemblee dei sindaci sul servizio idrico il centrodestra fu trainante per l’approvazione della delibera della risoluzione con il gestore (poi annullata dal Tar), mandando sotto la coalizione di centrosinistra che Antonio Pompeo guidò comunque.

Sulla Saf non sfugge a nessuno che Lucio Migliorelli è un esponente del Pd, vicinissimo politicamente a Francesco De Angelis e Mauro Buschini. Se il bilancio della Società non dovesse essere approvato, il Pd perderebbe la guida di un ente intermedio fondamentale, con riflessi anche regionali.

Sulla Sanità, infine, Nicola Zingaretti tutto si aspetta meno che fronteggiare le critiche del segretario reggente del Pd. Critiche non rivolte a lui personalmente, ma comunque politiche.

 

Il fatto è che non si tratta della prima situazione del genere. Sul servizio idrico, per esempio, il sindaco di Alatri Giuseppe Morini (pasdaran del capogruppo regionale Mauro Buschini) è costantemente stato in disaccordo con la linea degli altri primi cittadini del Pd. E non è successo niente.

Per quanto riguarda la Saf, il documento inviato alla Regione non è stato sottoscritto dai Comuni di Alatri (Giuseppe Morini) e Veroli (Simone Cretaro). Lo stesso Antonio Pompeo ha firmato come presidente della Provincia, non come sindaco di Ferentino.

 

Al Comune di Frosinone nel 2012 diversi esponenti del Pd (tra i quali Fabrizio Cristofari) non sostennero il candidato sindaco Michele Marini. Non è successo niente.

Nel 2017, sempre a Frosinone, diversi esponenti del Pd (tra i quali Michele Marini) non sostennero il candidato sindaco Fabrizio Cristofari. E non è successo niente.

Poi c’è chi si chiede ancora come mai il Pd sia passato dal 40% al 18% in due anni.

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