Draghi mette fine all’assedio intorno a Durigon

Il premier chiude la questione Durigon innescata dalla frase 'fuori onda' registrata e poi trasmessa da Fanpage. Non esistono generali che indaghino sui fondi della Lega. Perché i generali, notoriamente, non si occupano di indagini.

Mario Draghi mette fine all’assedio intorno a Claudio Durigon: lo fa intervenendo alla Camera dei Deputati e rispondendo al Question Time. Una delle domande esige chiarimenti sulla frase registrata di nascosto all’uomo diventato poi sottosegretario all’Economia nonché coordinatore della Lega nel Lazio. Una registrazione fatta da Fanpage che l’ha resa nota al grande pubblico. In quella registrazione il parlamentare pontino dice di non essere preoccupatop delle indagini sui finanziamenti alla Lega: “Quello che indaga della Guardia di Finanza, il generale lo abbiamo messo noi…“. (Leggi qui Fanpage silura Durigon: M5S “Dimissioni”. Lui: “10 querele”).

La risposta del premier

La locandina del servizio di Fanpage

La risposta di Mario Draghi lascia pochi spazi alle interpretazioni. “La Procura di Milano il 29 aprile ha confermato piena fiducia ai militari della Guardia di Finanza, evidenziandone la professionalità, il rigore e la tempestività negli accertamenti loro delegati“. Sono direttamente i magistrati per i quali i finanzieri indagano a dire che non c’è un filo di credibilità in quella frase catturata fuori onda a Claudio Durigon.

Inoltre “i reparti della Guardia di Finanza che hanno svolto le attività investigative” in questione “sono comandati da ufficiali con il grado di colonnello, nessun ufficiale generale ha svolto ruoli direttivi nelle investigazioni oggetto dell’interrogazione“.

Non c’è nessun generale: se l’è inventato Claudio Durigon; se lo abbia fatto per burlarsi degli interlocutori, se l’abbia fatto per millantare onnipotenza, non è tema sul quale si spinge l’interrogazione. Semplicemente non c’è nessun generale nominato dalla Lega ad indagare sulla Lega.

Peraltro -ha proseguito il premier- si evidenzia che tali ufficiali non rivestono qualifiche di Polizia giudiziaria, pertanto non possono ricoprire un ruolo di diretto intervento nell’ambito delle indagini eseguite di iniziativa o su delega del’autorità giudiziaria“. Lo spettro della supercazzola inizia a prendere corpo: un generale non poteva esistere perché i generali non si occupano di indagini ricorda Mario Draghi. ecco cosa significa “non rivestono qualifiche di Polizia Giudiziaria”.

Durigon si dimetta perché ha detto una fesseria

Il post del M5S

Non demorde il deputato Andrea Colletti del gruppo ‘L’alternativa c’è’ . Dopo l’esposizione del Presidente del Consiuglio dei Ministri ribatte. E dice “In quale Paese civile un sottosegretario, un rappresentante di governo, potrebbe dire di controllare un generale della Gdf per le indagini che coinvolgono il proprio stesso Partito? In quale Paese un sottosegretario rimarrebbe al proprio posto nonostante tutto quello che è successo? Che grado di complicità ha lei e il suo governo nel non dire nulla per oltre una settimana sul tema?“.

Per Colletti “anche se quella di Durigon fosse una mera millanteria quanto sarebbe politicamente ugualmente grave? In un Paese serio un Presidente del Consiglio dopo un’ora dalla messa in onda del servizio di Fanpage avrebbe imposto le immediate dimissioni del sottosegretario. Presidente Draghi, Durigon ha giurato nelle sue mani. Non in quelle di qualcun altro. È lei quello che ne ha la responsabilità politica, non la Lega”.

Mario Draghi non ha dedicato altro tempo al caso. Fine della questione.

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