Le alleanze di Anagni: roba da mandare ai pazzi pure Bauman (di F. Ducato)

La società liquida, nella quale i punti di riferimento cambiano in continuazione? Il celebre sociologo Bauman la teorizzò e la analizzò. Ma se fosse passato ad Anagni avrebbe incontrato pure lui le sue difficoltà. Ecco perché

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Se Zygmunt Bauman fosse ancora vivo e venisse a fare una visitina ad Anagni, sorriderebbe divertito, tra una fumata di pipa e l’altra. Il sociologo polacco, morto lo scorso anno, che ha fondato la sua ricerca sul modello di “società liquida”, ovvero quella modernità in cui tutto cambia in continuazione e non ci sono più punti di riferimento fissi con i quali orientarsi, troverebbe conferme per la sua teoria nell’analisi di quanto sta accadendo in città.

 

Eravamo rimasti, qualche giorno fa, alla mistica della grosse koalition, con il progetto di un centrodestra allargato al Pd, alla ricerca di un consenso ampio per garantire alla città quella governabilità che manca da anni (e sotto sotto anche in funzione anti grillina). Un progetto che però, a quanto pare, sarebbe oramai sul punto di naufragare sotto i colpi delle polemiche cittadine e non solo. Anche vista la presenza nell’affaire di Franco Fiorito. Tanto che il centro destra si sarebbe rassegnato ad una coalizione più tradizionale, con a capo Daniele Natalia. La fine del sogno del grande centro sembrerebbe però aver portato conseguenze fino a pochi giorni fa imprevedibili. Una di queste sarebbe il riavvicinamento tra Pd ed Idea Anagni. Si, proprio la lista civica nata come espressione del nuovo, dello slancio oltre i confini tradizionali della politica, e finita a contrattare un accordo con Casapound.

Idea Anagni sarebbe ora sul punto di troncare con Casapound e di avvicinarsi al Pd.

 

Perché?

 

Tutto parte dall’ipotesi di grosse koalition tramontata. Con conseguente coalizione a trazione FI, con Natalia candidato. Un progetto per il quale gli esponenti della Lega hanno fatto fuoco e fiamme al solo pensiero di stare vicino a gente che puzza di prima Repubblica. Di qui la rottura. La Lega va da sola.

 

Anzi, proprio da sola no. Ad Anagni c’è, in effetti, una lista che ha, con la Lega, molti punti in comune, a partire dall’ispirazione sovranista e dal fastidio per gli stranieri. Di chi si tratta? Di Casapound, ovviamente.

Solo che, in caso di avvicinamento Lega – Casapound, a farsi da parte sarebbe Idea Anagni. Che potrebbe tollerare, anche per ragioni familiari, un rapporto con le tartarughe anagnine, ma non con i nipotini di Salvini in salsa ciociara.

Ma siccome Idea Anagni (nata come movimento di novità e di superamento della politica tradizionale) da sola non può stare, ecco il nuovo incastro: un avvicinamento con il Pd. Tentativo già fatto qualche mese fa, quando qualche occhio attento aveva visto Francesco Sordo sgattaiolare fuori dal Comune dopo un incontro con Antonio Necci.

 

Ora la storia potrebbe ripetersi.

 

Anche se, dicono i bene informati, a non essere d’accordo nel Pd, tanto che i compagni non vorrebbero farglielo sapere, sarebbe Maurizio Bondatti. Tra i pochi ancor ancora convinti della possibilità di portare avanti l’accordo impossibile con la destra locale in salsa rigorosamente civica.

 

Non c’è niente da fare.

A questi di Anagni Zygmunt Buman gli spiccia casa.

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