La doppia strategia di Bassetta & Beccidelli (di F.Ducato)

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Fausto Bassetta spariglia di nuovo le carte nella maggioranza di Anagni. Si smarca. Nello stesso momento il papà di Progetto Anagni, Domenico Beccidelli, raddoppia la marcatura. Il ruolo di Roiati.

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Lo hanno notato tutti. Alla conferenza stampa organizzata ieri da Domenico Beccidelli per presentare un nuovo movimento civico, c’era il sindaco Fausto Bassetta. E questo può essere considerato, con un po’ di generosità, un gesto di buona educazione.

L’imprenditore cittadino che apre ad un nuovo movimento, e chiama il sindaco che ha contribuito a far eleggere, con cui magari ha litigato, al quale rimprovera di non essere stato incisivo come tutti avrebbero sognato, ma che in fondo continua a non disistimare.

Ma c’era anche Fabio Roiati. E qui le cose diventano un po’ meno chiare. Perché, se c’è una cosa chiara che ha fatto Beccidelli alla conferenza stampa, è stata sparare a zero sui componenti del gruppo di Progetto Anagni. Che lui ha fondato, che ha ripudiato nel momento in cui ha barattato la sua posizione di leale critica interna alla maggioranza.

Li h definiti dei traditori pronti a vendersi per una poltrona. Ha detto, tra le altre cose:

Le idee camminano sulle gambe degli uomini. Ad Anagni hanno fallito gli uomini e non le idee che avevamo eletto per portarle avanti. Avevamo preso degli impegni con la città. Impegni precisi. Pochi ma semplici. Quel progetto, chiamato Progetto Anagni, è fallito. Non perché quelle idee fossero sbagliate. Ma perché le abbiamo affidate a persone che ad un certo punto hanno preferito percorrere altre strade. Sono stato il promotore, l’ispiratore ed il sostenitore di Progetto Anagni. Me ne sono dissociato un secondo dopo essermi reso conto che quel progetto stava camminando in una direzione diversa da quella che avevamo detto ai cittadini.

In questi giorni ho riflettuto. Cosa fare? Se le idee sono giuste bisogna continuare a portarle avanti. E se qualcosa non ha funzionato bisogna capire cosa e migliorarlo.

 

E Roiati? Cosa ha fatto? Nulla. Praticamente nulla. È rimasto lì ad ascoltare. Ha preso la parola per esprimere ancora una volta la sua idea sulla sanità locale, e poi è andato via.

Come interpretare quello che è accaduto?

Una lettura semplice potrebbe essere questa: Roiati fa parte di Progetto Anagni. Ma non ne condivide, non completamente almeno, le istanze filogovernative, e rimane legato alla visione più radicale dell’imprenditore anagnino.

Un’altra lettura, più maliziosa, potrebbe essere invece legata ad un altro evento verificatosi in serata. Ovvero, la cena organizzata in città dal sindaco Bassetta con il consigliere regionale Daniela Bianchi, (leggi qui) per incontrare alcune delle principali associazioni civiche cittadine.

Ed allora tutto potrebbe tornare. La conferenza stampa del Pd passata alla storia per l’espressione “mercato delle vacche”: la reazione sdegnata del sindaco che si dimette; il successivo rientro delle dimissioni, ma in un contesto di pace armata con il Pd (e non solo). Vista così, la decisione di invitare la Bianchi somiglia tanto, come detto, al tentativo di cercare una sponda diversa. Più lontana dalla politica tradizionale. Più vicina al mondo dell’associazionismo.

E Roiati potrebbe essere il trait d’union di questi mondi.

A perdere, in questo gioco, sarebbe il Pd. Che infatti ieri, sera durate la riunione di maggioranza convocata per fare il punto sul dopo crisi, non ha preso bene la decisione del sindaco.

Il tutto, in attesa del consiglio comunale previsto per mercoledì. Con l’elezione del neo presidente del consiglio (primo punto all’ordine del giorno) che incombe.

E che minaccia di mettere ancora più in vista contraddizioni e frizioni solo apparentemente sedate.

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