E Fiorito si fermò a mangiare dal Gallo (di F.Ducato)

Alla stessa sala. Per caso. Franco Fiorito ed i suoi successori in municipio. Cronaca di un pranzo (a distanza) non annunciato

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Magari sarà stata una coincidenza. Ma ieri, ad Anagni, nel ristorante del Gallo in pieno  centro cittadino, si sono incontrati il passato e (forse) il futuro della politica anagnina.

E sì, perché a mangiare assieme, anche se a pochi centimetri di distanza (uno in un tavolo e gli altri in quello accanto) si sono incrociati due opposti della militanza cittadina. Da una parte l’ex federale della Ciociaria, l’uomo che ha spazzato via la vecchia politica locale, prima di essere spazzato dal ciclone del Laziogate ( e dalla condanna a 3 anni confermata in appello pochi giorni fa). L’uomo che ha fatto arrivare i Pooh ( ma anche Battiato) ad Anagni; il padrino ( in senso buono) della destra locale e non solo; insomma, Franco Fiorito.

E dall’altra parte? La coppia celebre della nuova (?) stagione democristiana locale: il gran tessitore della futura maggioranza assieme al probabile candidato a sindaco di quella coalizione: il regista e la prima punta del grande centro; il direttore ed il primo violino della nuova orchestra politica cittadina. Insomma, gli esponenti di Progetto Anagni Enzo Ciprani e Giuseppe Felli.

Dicono le cronache che l’incontro è stato piuttosto cordiale, tendente al freddo.

Facile da capire; Fiorito in città, a livello ufficiale, è ancora un paria; la sua condanna in secondo grado lo rende ancora politicamente difficile da frequentare. E se in privato sono stati (e sono ) tanti quelli che lo chiamano e gli parlano, in pubblico è tutt’altra storia. Di qui i saluti e poi ognuno al proprio tavolo.

La convivenza (forzata) è durata una mezzora; giusto il tempo che fiorito assaggiasse un antipasto di salumi e non solo, il mitico Timballo alla Bonifacio VIII fatto con fettuccine in crosta di prosciutto, una portata di carne di maiale tenerissimo, zuppa inglese, il tutto accompagnato da cesanese Hernicus delle cantine Coletti Conti.

Poi Ciprani e Felli si sono alzati, hanno salutato, e se ne sono andati. E, come per magia, è arrivato al ristorante il deus ex machina di Progetto Anagni, prima che lo stesso decidesse di soffocare nella cula il bambino degenere. Il Briatore della Ciociaria, il self made man della Valle del Sacco; l’uomo che ha fatto delle pale (degli elicotteri) un business senza frontiere. Insomma , Domenico Beccidelli. Che, a differenza dei suoi (ex) compagni di azione politica, con Fiorito si è salutato e si è seduto al tavolo per una chiacchierata, prima di avviarsi all’assemblea provinciale di Federlazio.

Dopo i saluti, Fiorito non è rimasto da solo. Ha parlato al telefono. Raccontano, tra le altre, di una lunga telefonata con l’ex assessore regionale Donato Robilotta. Prima del caffè e del digestivo.

Obbligatorio, viste le abitudini (alimentari) del personaggio.

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