«Non soddisfacente? Peggio: una vera schifezza» (di F.Ducato)

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Il sindaco di Anagni tra poche ore annuncerà le sue decisioni sul futuro dell'amministrazione. L'incontro di ieri in Regione: "Non soddisfacente? Macché: una vera schifezza»

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Altro che “insoddisfacente”. Per il sindaco di Anagni Fausto Bassetta, il colloquio di ieri con il plenipotenziario della sanità regionale targata Zingaretti, Alessio D’Amato, è stato “una vera schifezza”. Questo almeno è quanto che hanno sentito quelli che erano ieri pomeriggio in Piazza Cavour poco dopo le 18, quando lo hanno visto ritornare dal colloquio romano annunciato appena poche ore prima. (leggi qui ‘Bassetta in Regione: “Incontro non soddisfacente”)

Un colloquio che era stato descritto come il possibile punto di svolta nella intricata crisi di governo culminata venerdì scorso con le dimissioni durante il consiglio comunale.

L’idea era che Bassetta riuscisse ad ottenere delle rassicurazioni “pesanti” da D’Amato; per potere poi ritirare le dimissioni, e ritornare sulla plancia di comando con un peso (politico) maggiore.

Nulla di tutto ciò.

Bassetta appena uscito dall’auto, scuro in volto, si è avviato verso il palazzo comunale. Per parlare con la giunta.

Subito dopo, secondo le indiscrezioni, sarebbe iniziata una lunga riunione di maggioranza per decidere il da farsi. Ed in effetti, ieri sera era possibile vedere le luci della sede del Pd sono rimaste accese fino a tarda sera, con i dirigenti locali, segretario Sordo in testa, a discutere animatamente. Per il resto, riserbo più totale.

Sembra che nelle stesse ore, sia andata anche avanti la strategia del Pd regionale per convincere comunque Bassetta a ritornare sui suoi passi. Soprattutto Buschini, a quanto dicono, avrebbe tentato di tutto per evitare uno scioglimento che avrebbe un sapore sinistro, a pochi mesi dalle regionali.

Il problema è che, al momento, Bassetta è rimasto senza quei risultati concreti che aveva preteso per tornare indietro. Il problema non è politico: (leggi qui Nessuno telefona al colonnello) il sindaco non ha carriere da costruire all’ombra di Montecitorio o della Pisana; il problema è che lui è un ufficiale prestato alla politica e per metterlo in chiaro, in questi hanno, ha continuato ogni giorno ad andare in caserma per svolgere il suo lavoro. Il problema è allora se ritenga che la politica abbia leso la sua dignità ed abbia approfittato del suo buon nome.

Un affronto che gli risulterebbe insopportabile.

Se è così, tra qualche ora lo sapremo: con il Comunicato ufficiale nel quale annuncerà le sue decisioni.

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