La tentazione di Daniele: divide (l’assessorato) ed impera (di F. Ducato)

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Verso la soluzione del caso legato all'assessore da rimpiazzare. Si torna all'ipotesi del primo minuto. Scorporo della delega, Lavori Pubblici al sindaco. Per la tutela di tutti.

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Una scatola vuota. In cui manca il pezzo pregiato: i Lavori Pubblici. Che rimarrebbero nelle mani del primo cittadino. Rischia di essere ridotto a questo l’assessorato che verrà assegnato (non si sa ancora quando) ad Anagni al successore di Simone Pace.

In città si discute sul nome che dovrebbe arrivare al posto dell’ex esponente di Anagni domani, fattosi da parte al termine di una breve ma intensissima polemica. (leggi qui Il decreto che non è una condanna: le vie di Natalia per salvare (la) Pace in giunta)

I nomi che si fanno, oramai da un mese, sono di fatto sempre gli stessi: il primo è quello di Enzo Ciprani, ex dominus di Progetto Anagni, che dovrebbe rappresentare la scelta della continuità rispetto alla stagione di Pace. Un nome che però non è gradito. Non è un mistero in città a chi, nella stessa maggioranza, ritiene l’eventuale scelta di Ciprani una contraddizione rispetto alla volontà di cambiamento dichiarata a suo tempo dal sindaco Daniele Natalia.

L’altro nome sulla bocca di tutti è quello di Riccardo Ambrosetti. Che porterebbe con sé il peso di una lista, quella di Fratelli d’Italia, molto incisiva in Consiglio. Anche se esprime già in giunta l’assessore allo Sport Jessica Chiarelli. Senza contare che la Lega, con il vice sindaco Vittorio D’Ercole, da tempi non sospetti fa sapere di essere ben disposta ad ampliare le proprie responsabilità.

Una situazione ingarbugliata, che rischia di far restare tutto in fase di stallo. Cambiare significherebbe alterare delicati equilibri politici. E rimette tutto in ballo. Con esiti non prevedibili.

Di qui il progetto del sindaco. Progetto che negli ultimi giorni si sta delineando sempre più chiaramente, anche attraverso commenti e confidenze più o meno velate ai collaboratori più stretti. Il progetto è, sostanzialmente, quello di avocare a sé la delega più importanze dell’assessorato che fu di Pace. Ovvero quella ai Lavori Pubblici.

Nel cesto rimarrebbero altre deleghe, ovviamente, come Edilizia scolastica, Project financing, Industria, Reti infrastrutturali e Rapporti con il gestore idrico integrato. Ma è inutile negarlo; la delega più corposa del pacchetto è quella ai Lavori Pubblici. Che non verrebbe ceduta, ma rimarrebbe salda nelle mani del primo cittadino.

Perché Natalia farebbe una cosa del genere?

Un po’ lo ha detto lui scherzando, ma non troppo, in Comune, a più di qualcuno; “l’assessorato così funziona molto di più di quanto funzionasse prima”. Una battuta, sicuramente; che però rischia di nascondere un fondo di verità. L’altro aspetto ha a che fare invece con le visite che il Comune starebbe ricevendo, negli ultimi tempi, da parte di diversi esponenti delle forze dell’ordine. Qui si entra nei meandri delle supposizioni. Ma è certo che da questo punto di vista siano in corso attente verifiche sull’attività svolta: atti dovuti, trattandosi di materie spesso tenute a rendicontazione. Le verifiche stanno riguardando le attività svolte nel corso degli anni a cavallo tra le ultime due amministrazioni.

Situazioni del passato, si dirà. Ma che potrebbero mettere in imbarazzo il presente. Di qui la scelta del sindaco di avocare a sé il settore, per gestire meglio la situazione.

Resta da capire quanto e come il resto della maggioranza possa accettare questa decisione. Che, se venisse confermata, assomiglierebbe molto ad un atto di forza del sindaco. Il quale si confermerebbe l’uomo forte. Ma anche un uomo solo.

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