E il Pd si smarrisce alla ricerca del Presidente (di F.Ducato)

Il Pd non trova la quadra sul nome del Presidente del Consiglio Comunale. Conseguenza: domani andrà in scena il 'Tutti contro tutti'

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Una timida puntualizzazione ed una sommessa preghiera. Qui, davvero, si vorrebbe fare della sana, buona, vecchia, analisi politica. Qualcosa che non assomigli ad un tiro al bersaglio, per di più ai danni di un bersaglio che al momento sembra così fermo ed indifeso che anche mio nonno con l’alzheimer saprebbe fare centro.

Il buon Manzoni del resto insegnava che, nei confronti dei potenti, bisogna essere
vergin di servo encomio e di codardo oltraggio”. Insomma; non slinguazzare un potente quando è davvero tale; ma nemmeno bastonarlo quando è a terra e non si può rialzare. Non si fa. Non è bello. Non è leale.

 

Ma così è troppo. Ditelo, voi del Pd di Anagni, che lo fate apposta.

 

Come è noto, mercoledì prossimo (cioè domani) è previsto un nuovo consiglio comunale. Che già si annuncia epico. Perché al primo punto è prevista la nomina del presidente del consiglio comunale. Su questo, venerdì scorso, si sono riuniti gli esponenti della maggioranza anagnina. Ora; la logica, ed anche l’intelligenza, avrebbero voluto che ci si presentasse alla riunione, se non con un nome acquisito da tutti, almeno con uno schema di massima. Una rosa ristretta di nomi su cui confrontarsi. Per poi arrivare, alla fine, ad una condivisione di fondo che permettesse di presentarsi in consiglio tutti (o quasi) d’accordo.

 

Ed invece no. All’inizio della riunione, gli esponenti del Pd si alzano, e con voce stentorea, dichiarano che «è meglio rinviare la discussione sul nuovo presidente perché non c’è ancora un accordo preciso».

E lì uno si aspetta che la maggioranza coesa e compatta dia un segnale del tipo; ma non se ne parla proprio, bisogna arrivare ad una convergenza. Invece no. Il punto viene lasciato cadere e non se ne parla più.

Ovviamente, un minuto dopo inizia il valzer delle telefonate e degli incontri riservati. Per arrivare ad una quadra che, al momento, non c’è.

 

Conseguenza: domani pomeriggio, dalle 16.30 in poi, nella Sala della Ragione, sul punto relativo alla nomina (?) del presidente del consiglio, andrà in scena il tutti contro tutti.

 

Con Egidio Proietti del Pd che vaga da giorni come un’anima in pena per chiedere voti; con Aberto Floridi su cui potrebbero convergere parecchie preferenze: con Giovannelli Protani che si chiede spaurito (e chiede agli altri) «ma davvero volete farlo fare a me?». Con la minoranza che medita uno scherzo mica da ridere, per far spuntare (magari dopo la terza votazione) il nome di Simone Ambrosetti.

Insomma; il caos. Che, salvo miracoli, si tradurrà nell’ennesima figuraccia.

 

Quem Iuppiter vult perdere, dementat prius”; ovvero “Giove toglie prima il senno a colui che vuol mandare in rovina”.

Poi dicono che il latino non serve.

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