Fabio Roiati la foglia di fico e la cena dove non lo hanno invitato (di F.Ducato)

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

 

di Franco DUCATO
Conte del Piglio (ma non) in Purezza

 

 

E alla fine si è stufato. Uno se la può raccontare come vuole. Ma la realtà nuda e cruda è che ad Anagni Fabio Roiati si è stufato di essere la foglia di fico della sua maggioranza sulla questione Sanità. Di essere mandato avanti a raccogliere schiaffi. Ed a rappresentare, con la sua faccia pulita, la sua correttezza esemplare e la sua competenza indiscussa, la faccia buona di una coalizione che, sulla Sanità, ha peccato quantomeno per ignavia.

Nella decisione del dottor Fabio Roiati di riconsegnare le deleghe sulla Sanità, annunciata per prima dalle colonne del quotidiano on line anagnia.com, c’è soprattutto un episodio che ha rappresentato la classica goccia che fa traboccare il vaso. La riunione di qualche giorno fa in un ristorante anagnino in cui, alla presenza dell’assessore Mauro Buschini, del sindaco Fausto Bassetta, del presidente provinciale del Partito Democratico Domenico Alfieri e di tanti altri esponenti politici locali, si è parlato del presidio ambientale che in città dovrebbe rappresentare il futuro della Sanità.

A quella riunione Fabio Roiati non c’era. Sembra non fosse stato invitato. E, chi era ed è vicino a lui, lo ha descritto davvero molto arrabbiato per essere stato, in quella circostanza, messo da parte. “Come, mi date una delega per la sanità, mi fate impegnare per questo, e poi quando si tratta di illustrare i risultati non vengo nemmeno avvertito?”. Questo il senso delle parole del consigliere comunale.

Ora. Ad Anagni, il problema è capire che cosa accadrà. A livello locale, non si può non sottolineare il fatto che in poche settimane due consiglieri comunali di maggioranza (Giuseppe De Luca e Roiati) abbiano restituito le proprie tessere (su Sanità e Protezione Civile). Se non è una crisi, è un segnale pesante di disagio.

Non a caso, un secondo dopo la riconsegna della delega, la lista Progetto Anagni ha diramato una nota in cui si chiede un deciso cambio di passo in materia di sanità. Parole probabilmente indirizzate alla Regione. Ma che più di qualcuno giura siano state pronunciate perché il Pd locale le ascolti per bene.

E a proposito di Pd locale ( ma anche regionale), è bene chiarire due dettagli:
1. Forse le cose andrebbero spiegate meglio
2. E la comunicazione andrebbe fatta in maniera più efficace.

Perché magari il presidio ambientale va bene, ed è un ottimo risultato. Ma se tu fai campagna elettorale giurando che si riapre il Pronto Soccorso, se annunci i posti letto e le assunzioni, e poi te ne esci con il Presidio Ambientale (quando a Sora si annuncia in pompa magna il nuovo ospedale) è chiaro che la sensazione della gente del posto è quella di essere stata abbandonata. E magari anche un po’ presa in giro. A quel punto è chiaro che, se sei Zingaretti, ad Anagni non ti fai più vedere.

Piero Marrazzo i suoi difetti li aveva tutti. Ma la faccia, in una infuocata assemblea pubblica ad Anagni in cui si era trovato di fronte alle truppe cammellate di Franco Fiorito e company a difendere la sua riforma, lui ce l’aveva messa.

Stai a vedere che dobbiamo rimpiangerlo.

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