Anagni e il Pd dopo la crisi… Saigon era Disneyland in confronto (di F.Ducato)

Il Pd si dichiara in maggioranza ma autonomo dopo la soluzione della crisi in Comune individuata dal sindaco Fausto Bassetta. Il quadro di una crisi che logorato tutti i gruppi.

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Ve lo ricordate l’inarrivabile Corrado Guzzanti che imita Francesco Rutelli candidato a premier alle elezioni del 2001? Quelle stravinte da Silvio Berlusconi, con il centro sinistra rassegnato a perdere? Guzzanti racchiude con una frase geniale la campagna elettorale di quel centro sinistra nei confronti di Silvio Berlusconi; morbida, accondiscendente, in fondo quasi contenta di farsi da parte. Ad un certo punto Guzzanti (con la voce di Alberto Sordi) dice; “Berlusconi.. .ricordati degli amici! Ricordati di chi ti ha voluto bene!” .

Oggi, ad Anagni, se il Pd del dopo crisi dovesse avere un volto, sarebbe quello di un Rutelli intristito e sconcertato. Che non si capacita di come, dopo tanti favori e tanta disponibilità, quello che pensava fosse un sindaco affidabile e riconoscente, sia diventato invece un freddo calcolatore.

Nel Pd devono aver pensato: “ma come, ti abbiamo inventato sindaco, sei stato eletto grazie a noi, siamo il primo partito in città, abbiamo ingoiato rospi e critiche; e tu ora fai tutto quello che dice Progetto Anagni?”.

 

Il testo integrale lo conoscono solo loro ed il sindaco. Ma nella lettera riservata inviata ieri dal Pd al primo cittadino, dopo la decisione di premiare Progetto Anagni con due assessorati, c’era questo sconcerto, questa rabbia, questo senso di fedeltà molto poco contraccambiata.

Di qui la decisione di continuare a stare sì in maggioranza. Ma, ecco, in modo critico. Votando i provvedimenti volta per volta. Come a dire; caro sindaco non ti crediamo più. Vogliamo vedere cosa vuoi fare. Non ti diamo più carta bianca.

 

Resta da capire cosa persegua il sindaco con questo atteggiamento. Minaccia di dimettersi per non cedere ai ricatti, e poi accetta le richieste di Progetto Anagni: chiede a La rete di rientrare, salvo poi metterla da parte all’ultimo minuto. Esclude Roberto Cicconi, ma chiede ad Anagni Democratica di restare, con tanto di carica di presidente del consiglio.

 

Lecito l’interrogativo: ma Bassetta chi è veramente? Un politico naif, che procede fregandosene delle regole elementari della politica locale? Oppure, al contrario, un raffinatissimo stratega che segue un suo piano ben preciso? E se sì, quale?
La rielezione sembra di no, visto che ora Bassetta sembra essersi giocato definitivamente il Pd cittadino. Progetto Anagni ha avuto due assessorati, ma molti nel gruppo sono ancora convinti che gran parte dell’azione di governo del colonnello sia da mettere da parte. Ed anche ieri sera nella riunione che Progetto Anagni ha dedicato all’analisi della situazione, i toni critici si sono sprecati.

 

L’aspetto più grave però, e non era difficile capirlo, è la forzata convivenza di forze che, per usare un eufemismo, si odiano. Un dettaglio su tutti. Ieri Felli ( ancora presidente del consiglio, per ora, prima che De Luca decida cosa fare da grande), ha mandato un messaggio nella chat di maggioranza dicendo che per sabato dovrebbe essere convocato un consiglio comunale urgente, e che sarebbe necessaria la presenza di tutti gli esponenti della coalizione. Un secondo dopo Bondatti ha detto “io non ci sono”. Tanto per far capire che aria tira in quella maggioranza.

 

Come scrivevano Gino & Michele in un libretto divertente di qualche anno fa
Saigon era Disneyland in confronto

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