I dieci piccoli indiani della Pro Loco (di F.Ducato)

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

 

di Franco DUCATO
Conte del Piglio (ma non) in Purezza

 

 

È come nei “Dieci Piccoli Indiani” di Agatha Christie. Lì i protagonisti si trovano insieme per sbaglio, e cominciano a morire uno alla volta, non si sa bene perché né per colpa di chi.

Ad Anagni, per le polemiche relative alla Pro Loco, non muore (per fortuna) nessuno; ma i protagonisti escono di scena uno alla volta, come tessere di un domino avvelenato.

Pensate a Enzo Ciprani. Il vate di Progetto Anagni, il gastronomo della politica locale che, sicuro del risultato, elabora una campagna elettorale pancia a terra, da presidente in pectore, chiedendo voti pure ai piccioni che passano sulla Cattedrale; viene eletto trionfalmente (al secondo posto tra gli eletti), e che fa? Alla prima riunione viene fatto fuori, e tanti saluti alla carica. E, en passant, anche (per ora…) alle ambizioni di una candidatura a sindaco nel dopo Fausto Bassetta.

Oppure a Francesco Sordo, segretario del Pd cittadino, spedito in Pro Loco con il compito dichiarato di controllare e riferire. E che succede? Via anche lui. “Anche perché, col turismo, soprattutto con la Cultura– dicono in città- non ha mai avuto molto a che fare”.

O ancora a Simona Pampanelli, vicesindaco ed assessore alla Cultura. Una che potrebbe avere qualcosa da dire sulla vicenda. Non pervenuta. Non una novità, in effetti; basta pensare alla vicenda delle scuole medie.

Dite che il colpevole è Peppino Scandorcia? Il neo presidente della Pro Loco, nonché presidente degli ultimi 3 secoli? Quello che pappa e ciccia con Daniele Natalia e tutto il centrodestra di fioritiana memoria? Quello che ha indotto i nazisti dell’Illinois (gli uomini di Casapound) ad occupare la Pro Loco per protesta? Quello eletto presidente brandendo un regolamento in vigore sì, ma che non veniva riesumato dai tempi del codice di Hammurabi? Forse sì. Ma anche lui rischierebbe, ora, di uscire di scena, per un possibile ricorso che potrebbe mandare di nuovo tutto a ramengo.

Devo ricordami di rileggermi il libro di Agatha Christie. Chissà se, dal romanzo, riesco a capire pure come va a finire qui.

E, magari, vedo pure come si traduce in inglese l’espressione “assalto alla diligenza”.

 

 

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