Non c’è Pace per l’alleanza elettorale (di F. Ducato)

Malumori e scintille all'ipotesi di accordo tra Pd e ciò che resta di Progetto Anagni. Alle 21 si riunisce il tavolo. Entrambi avevano detto "mai con" l'altro.

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Se l’accordo tra Pd e Progetto Anagni ci sarà, sarà “un boccone amaro” per gli esponenti della lista civica. Non è possibile interpretare in altro modo i toni esagitati, qualcuno giura al limite della rabbia, che proprio questa mattina, a poche ore di distanza dal mega summit che stasera (ore 21, dopo il direttivo del Pd) dovrebbe decidere alleanze e candidato a sindaco in seno al centrosinistra, avrebbe usato in città l’ex assessore ai lavori pubblici del comune di Anagni Simone Pace, esponente appunto di Progetto Anagni.

Parole scappate durante un dialogo con alcuni esponenti del centrodestra cittadino. Un colloquio durante il quale Pace avrebbe ragionato a voce piuttosto alta sul fatto che lui, se avesse potuto, l’accordo con il Pd non lo avrebbe mai fatto.

Dopo tutto quello che è successo, dopo le polemiche che ci sono state, dopo quel che ci siamo detti, come si fa a metterci d’accordo con quelli là?”.

Ed invece sembra che le circostanze della politica abbiano riavvicinato chi sembrava molto lontano. Non più tardi di qualche settimana fa i vertici del Pd locale tuonavano “mai con Progetto Anagni!”.

Stasera invece, alle 21, quelli del “mai con” si siederanno al tavolo con quelli di Progetto Anagni.

Di tutto questo parlava stamattina Pace con alcuni uomini dello schieramento conservatore. Incolpando loro, sostanzialmente, di un atteggiamento troppo drastico, che avrebbe indotto la lista civica ad una scelta obbligata.

E’ colpa vostra! Siete voi che ci avere portato a fare questo passo! Siamo costretti a questa alleanza!”. Questo il senso delle parole dell’ex assessore.

Uno sfogo, certamente. Ma che fa capire almeno due cose.

1- Le trattative tra Progetto Anagni e centrodestra, al netto delle affermazioni ufficiali della coalizione di Daniele Natalia, ci sono state. Eccome se ci sono state.

2- L’accordo tra Pd e Progetto Anagni rischia di partire ancora peggio di quello stipulato nel 2014. Allora le schermaglie iniziarono a metà del primo piatto. Qui, a giudicare dai toni, sembrano essere arrivate prima dell’antipasto.

Di un pranzo che rischia di essere indigesto per molti.

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