Il duello al sole nell’area di Scalia

La dura presa di posizione del presidente provinciale del Partito Democratico Domenico Alfieri (leggi qui)  e le recenti dichiarazioni del consigliere regionale Marino Fardelli rientrano in un duello al sole interno alla componente politica del senatore Francesco Scalia.

Domenico Alfieri fa parte della componente di Francesco Scalia. Ma anche il presidente della Provincia Antonio Pompeo è membro della stessa area. E tra Alfieri e Pompeo c’è una radicale differenza di vedute politiche. Il primo viene da una cultura politica di sinistra, pragmatico: non sopporta la convivenza con Forza Italia nel governo della Provincia da quando gli azzurri hanno iniziato ad avere una posizione sempre più distante su temi strategici (su tutti, la votazione dei sindaci per Acea). Il secondo viene da una cultura politica cattolica, formazione dc forzanovista: tenta la mediazione fino alla fine, solo grazie a questa indole è stato possibile tenere insieme per due anni Pd e Forza Italia nello stesso governo.

La distanza politica tra i due, in questo momento, non potrebbe essere maggiore. Alfieri spinge da mesi per mettere fine ai rapporti con le truppe di Mario Abbruzzese, Pompeo fa di tutto per evitare tensioni con gli alleati.

A rendere più ampie le distanze è il clima di sospetto. Tra poco sarà il momento di individuare i candidati della componente in vista delle Regionali e sia Pompeo che Alfieri aspirano a rappresentare la componente nella sfida per le Regionali.

Sul fronte del presidente della Provincia sospettano che Alfieri voglia mettere Pompeo sulla graticola, spingerlo a rompere con Forza Italia per farlo governare i prossimi due anni stando a capo di una maggioranza che, verosimilmente, sarà di centrodestra (considerando che ora Forza Italia ha quasi tutti i sindaci nelle città più grandi). Sul fronte del presidente del Partito sospettano che Pompeo non voglia rompere con Forza Italia per navigare tranquillo fino alle elezioni, non accorgendosi che così viene logorato lo stesso e trascina sulla graticola l’intero Pd: infatti, ad ogni confronto sui grandi temi è il Partito (e non solo Pompeo) a ritrovarsi in minoranza.

In questo scenario si inserisce anche la figura del consigliere regionale Marino Fardelli. Anche lui fa parte della componente Scalia ed alle scoirse elezioni comunali di Cassino ha preteso precise garanzie elettorali per ritirare la sua candidatura a sindaco ed appoggiare Giuseppe Golini Petrarcone.

Dei tre, ne resterà solo uno. A meno che Francesco Scalia non riesca ad imporre una sintesi politica.

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