Angela, la ragazzina che aprì l’altra metà del cielo ad Arpino (di F. Dumano)

Foto: © Archivio Piero Albery

I diritti di gay, lesbiche, transgender e bisex: già negli Anni '70 c'era chi lottava per loro. La storia di Angela Mancini, la ragazzina che aprì l'altra metà del cielo ad una generazione

Fausta Dumano
Fausta Dumano

Scrittrice e insegnante detta "Insognata"

Correva (e come correva) il ’77 e il nostro Piero sempre con la macchinetta fotografica in mano ci permette di raccontarlo in tutte le sue sfaccettature. La location è sempre il salotto di Arpino. Piazza Municipio pullula di studenti: è sicuramente una delle giornate di lotta del movimento degli studenti. I Cortei terminavano nel salotto generalmente, in piazza aveva sede il Comune in quegli anni.

Fissa l’attenzione su una ragazzina, una giovane studentessa con i capelli a caschetto: è la ragazzina che guarda verso destra. Con lei c’è Angela Mancini di Isola del Liri, studentessa del Classico: parliamo di femminismo e movimento di liberazione della donna. A lei la mia generazione deve la scoperta del femminismo, di via del Governo Vecchio, la casa delle donne occupata.

Tu la guardi in foto così piccolina, mingherlina, ma già aveva scritto pagine importanti di quel film in bianco e nero che grazie agli scatti di Piero andiamo ricostruendo. Con i Decreti Delegati del ’75 nelle scuole arrivavano le assemblee di istituto. Lei riuscì a portare  in un’assemblea al liceo Classico Maria Antonietta Macciocchi, scrittrice, giornalista esponente prima del Partito Comunista e poi Radicale. Membro del parlamento italiano e poi Europeo.

Originaria di Isola del Liri, era docente universitaria. Fu certamente una giornata interessante in quel grigio liceo Classico. Con Angela in quegli anni ci si vedeva spesso nella casa del PDUP, il Partito di Unità Proletaria di Isola del  Liri, una sezione in quel tempo aperta a tutto ciò che si muoveva a sinistra del Partito Comunista. Con lei realizzammo il Collettivo Popolare della Donna con sede ad Isola.

Angela, logopedista nella vita quotidiana, è sempre stata impegnata politicamente, ricoprendo incarichi politici ed istituzionali. Anche lei finì in quel clima di repressione degli anni 70. (leggi qui Marco, gli scatti d’artista ed il terrore delle Brigate Rosse). La sua vicenda si risolse subito in una bolla di sapone… Nella perquisizione compiuta dalla polizia le venne  contestato un foglietto che recitava nell’incipit “Bisogna sovvertire il tiranno”: si trattava di una traduzione di una versione dal greco. La vicenda con il suo epilogo, che oggi potrebbe sembrare un racconto surrealista, finì sulle pagine di Quotidiano Donna, il primo e unico quotidiano interamente gestito dalle donne, stampato dal movimento femminista.

Oggi la Mancini è anche esponente del Collettivo Ugualmente di Frosinone, la prima e unica associazione sul territorio della provincia di Frosinone che si occupa in modo specifico di tematiche glbt, cioè relative a lesbiche – gay – bisessuali e transessuali, che ha come scopo principale la lotta contro la discriminazione e la tutela dei diritti di tutti e tutte. Tema questo che Angela già negli anni 70 aveva messo nella sua agenda politica.

In quegli anni le femministe venivano etichettate come ”puttane o lesbiche”. Lei con il suo look androgino da subito si è conquistata il diritto di parola ed è diventata una icona del movimento delle donne in provincia e non…

In rete è possibile ricostruire attraverso gli articoli il suo impegno… Una vita dedicata alla politica, a quel sogno di un altro mondo possibile. Impossibile parlare di quegli anni senza la ragazzina che aprì l’altra metà del cielo ad Arpino. Grazie Angela  per la storia di ieri e di oggi.

Crediti: Foto: © Archivio Piero Albery
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