Il maestro Beniamino e l’edicola della cultura (di F. Dumano)

Il maestro che faceva il pendolare per assistere l'anziana zia. Appassionato di cultura, trasformò una semplice edicola in un piccolo centro letterario. Ma esercitava una rigorosa selezione. Ad esempio 'Porci con le ali' non lo portò mai.

Fausta Dumano
Fausta Dumano

Scrittrice e insegnante detta "Insognata"

Ricordi in bianco e nero… Questa volta nel salotto della piazza dei ricordi passa lui, il maestro Beniamino, con il cappello e gli occhiali con la catenina.

Il maestro… al tempo c’erano i maestri, poi nel sistema scolastico sono diventati una rarità. Il maestro Beniamino viveva nella Capitale, ma faceva spesso tappa ad Arpino, perché la zia Ada aveva la storica edicola nella piazza.

Ricordi in bianco e nero… nell’Arpino dei miei ricordi c’era solo l’edicola della signora Ada dove comprare i giornali e l’edicola era anche una libreria. Il maestro portava le novità letterarie dalla Capitale.

Nei suoi soggiorni arpinati viveva a casa della zia alla via vecchia. Si prendeva cura di quella signora e anche questo lo rendeva speciale per quell’epoca: in genere erano le figlie o le nipoti a prendersi cura degli ”anziani”.

Il suo pendolarismo romano cessò con l’andare in pensione, da allora divenne in pianta stabile il ”giornalaio”e la signorina Ada (un’ altra figura leggendaria nella storia della piazza di Arpino) si vedeva sempre di meno all’edicola.

Il maestro Beniamino era un uomo di cultura e così entrare nell’edicola era un immergersi all’interno di un mondo diverso: lui consigliava le letture, sulle quali esercitava però una selezione rigida e severa. Il famoso Porci con le ali, il libro di Lidia Ravera che ha segnato un’intera generazione, libro cult nel ’77, da lui non trovò mai cittadinanza.

Ricordi in bianco e nero… le letture “proibite” bisognava andare a Sora per trovarle. Erano nella libreria ”La locomotiva” punto di incontro e aggregazione. Oppure aspettare che gli studenti e le studentesse universitarie portassero in paese le novità da Roma.

Il maestro amava parlare molto della scuola che cambiava, gli stava sempre più stretta con il passare degli anni.

Ogni tanto veniva il figlio, Benedetto credo che si chiamasse, ma lui era ”turista”, non sentiva quel fascino della vita arpinate ed era solito dire che in paese si diventa vecchi prima…

L’ edicola fu poi venduta alla nuova proprietaria. Ma questa è un’altra storia…