Angela, il fascino ed il successo (di F. Dumano)

Foto: Archivio Piero Albery

Ci sono donne che sembrano avere stretto un patto con il tempo. Rimaste intatte nella loro bellezza giovanile anche se ora sono nonne. Donne che hanno sfidato il tempo e le convenzioni. Ottenendo il successo, da sole, in anni in cui non era così scontato. Come Angela...

Fausta Dumano

Scrittrice e insegnante detta "Insognata"

Ricordi in bianco e nero… La piazza è quella sulla quale si affaccia il palazzo del municipio. Eterna sede del pettegolezzo cittadino ma anche suo salotto. Questa volta i riflettori si accendono su una  donna: la donna  in pelliccia, la donna più sognata nell’immaginario del suo tempo. Angela Cossa era bella e lo è ancora.

Il tempo si è fermato sul suo volto e sul suo corpo, l’acqua di Fiuggi ha fatto un patto con monsieur le diable consegnandola al nostro secolo come nonna. Chi non è stato innamorato  di lei, chi almeno una volta, non ha sognato, fantasticato, sicuro state ricordando…

La bella Angela di stragi di cuori ne ha fatte, ma nello stesso tempo nel  mio immaginario come quello di molte ragazze della  mia generazione, ha rappresentato il simbolo della  donna libera, ma anche coraggiosa.

La ragazza con la valigia sempre in fuga da qualcuno, da qualcosa, che come l’araba fenice risorgeva  in ogni dove, sempre più bella e con un nuovo lavoro. A Roma professoressa, a Napoli impegnata nel mondo della moda, a Frosinone proprietaria di un locale molto frequentato ”Il Tempio’‘ poi nuovamente ad Arpino dove ha aperto diversi locali , nel campo della moda e dell’ artigianato artistico. Non è mai stata con le mani in mano, si è sempre misurata con se stessa attraverso un’attività.

Vedendola, avrebbe potuto fare l’attrice o la fotomodella. Anche i jeans più banali con la maglietta più ordinaria, indossati da lei si trasformavano  in un capo di alta moda. Ricordi in bianco e nero… ogni volta che l’ho vista sembrava uscita da una rivista patinata, sempre curata in ogni dettaglio.

Rampolla di una famiglia importante di Arpino, i Cossa, un palazzo da fiaba in via dell’Aquila Romana, una location scelta per girare alcuni film. Una tenuta in campagna, la famosa ”Reginella” per un periodo trasformata in trattoria dal padre, prof di Educazione Fisica in pensione, anticipatore degli agriturismi di oggi.

Angela Cossa aveva una mamma  bellissima, la signora Iris, morta precocemente. Oggi  Angela è mamma di Iris. E Nicholas, oggi è l’Angela. Ora è nonna ma non ha perso nulla del suo fascino. E non conta che sia mia cugina, la nipote più grande della famiglia, quindi la ”baby sitter” a cui venivano affidati i bambini. Ricordi in bianco e nero… la sua sfida al tempo non è stata solo per quell’aspetto che l’ha conservata, eterna, nel suo fascino di tanti anni fa. La vera sfida è stata quella alle convenzioni, dimostrando che una donna, a quell’epoca, era in grado di realizzare da sola iniziative di successo come è stato per il Tempio a  Frosinone. Un’intraprendenza che oggi, un paio di generazioni dopo, è difficile vedere.

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