Silvano, il sognatore che sussurrava s’agapo (di F. Dumano)

Il bel Silvano, del quale una generazione intera si è innamorata. E che sussurrava s'agapo, ti amo in greco. La triste storia di un incidente accaduto una mattina. Che mise fine ai sogni che sfondavano i soffitti

Fausta Dumano

Scrittrice e insegnante detta "Insognata"

​Ricordi in bianco e nero… lei oggi è una tranquilla prof.: Luciana Marzilli. Lui, state sicuramente ricordando, è stato il nostro sogno: chi della mia generazione non si è innamorata del bel Silvano Rea?

Silvano, ricordi in bianco e nero, è una di quelle amicizie che nascono nei paesi, per strada… Poi è diventato come tanti, uno studente di mia madre. Il papà in quegli anni aveva un bar al Ponte, lui arrivava nel salotto di Arpino con il suo motorino e attirava subito le attenzioni.

Da qualche parte aveva scoperto che Ugo Foscolo era il fidanzato di Italia, che sussurrava ”s’ agapo” ti amo in greco. E lui…pensava di essere il suo erede…..

Ogni volta che sono tornata ad Arpino mi sono fermata a parlare con il Bel s’ agapo, che ormai aveva occhi solo per la sua bella figlia.

Una mattina è inciampato in un maledetto burrone, il suo cellulare ha continuato a squillare: potenza delle vecchie batterie. Per alcuni giorni ho condiviso la sua foto su Facebook, la figlia lo cercava. Speravo che fosse partito per il Brasile, per l’Olanda, anche se a livello razionale sapevo che non sarebbe mai partito, senza avvisare la luce dei suoi occhi, la figlia.

Un maledetto burrone, invece di un mare di allegria e di felicità l’ha rapito.

Ritmi frenetici di questo tempo rallentano i rapporti umani, chissà se quella mattina un caffè insieme avrebbe evitato quell’ inciampo.

Ricordi in bianco e nero… ci univa al gonfalone il tifo per il Ponte, io veramente considerata l’ubicazione di casa di mia madre, avrei dovuto tifare per l’Arco, ma poiché l’estate il quartier generale era casa di mia nonna di ”pertinenza del Ponte” anche io sono diventata una fan del Ponte.

Ricordi in bianco e nero… avevamo tanti sogni, che sfondavano i soffitti, volevamo l’impossibile. Mi piace ricordarlo così come il gran sognatore che sussurrava ”S’agapo”.

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