Lucio Dalla e gli universitari che vivevano a Roma (di F. Dumano)

Foto: copyright Archivio Piero Albery

Gli universitari che vivevano a Roma. E abitavano dalla Vecchia: con i suoi pavimenti a losanghe e le sedie che facevano da armadio. Uno in particolare, lo chiamavano Lucio Dalla. Ma solo perché strimpellava ed aveva i capelli lunghi

Fausta Dumano

Scrittrice e insegnante detta "Insognata"

​Incredibile l’archivio fotografico di Piero Albery per ricostruire il film in bianco e nero di quegli anni… La location è sempre piazza Municipio ad Arpino, il lato della statua di Gaio Mario, il lato del bar della famiglia Sera, il lato dove c’era, ricordi in bianco e nero, lo studio di mio padre.

 

Io ero ancora ragazzina quando loro già scrivevano pagine di storia. Fissa l’attenzione sul primo giovane a sinistra, veniva da Roma, era amico dell’altro, il Buttino. Erano ”universitari” lui lo chiamavamo Lucio Dalla, non perché avesse rassomiglianza ma perché si narrava che fossero amici. In comune con lui aveva la passione per la musica, strimpellava.

 

Al liceo, ricordi in bianco e nero, non c’erano i capelloni. Non che il nostro fosse un capellone ma il suo look era ”trasgressivo” in quegli anni. Il primo prof ”capellone” di Storia dellAarte del liceo classico è stato Luigi Scala, detto Giggiazzo, ma questa è un’altra storia.

 

Ricordi in bianco e nero… a furia di chiamarlo Lucio Dalla è rimasto Lucio Dalla: magari qualcuno gli restituirà il nome. Ricordi in bianco e nero, la mia generazione aveva una specie di ”culto” per Dalla, quello vero. Lui lo sapeva, lo percepiva e un po’ ci snobbava, il tutto per alimentare e accrescere l’alone misterioso. Noi sentivamo il vento del fascino di quella vita universitaria mentre consumavamo le nostre giornate.

 

Vivevano a Roma, dalla Vecchia, che affittava camere. In piazza ad Arpino si narravano le case romane, la vita da universitari.

Ricordi in bianco e nero… con una amica più grande, una volta ho dormito dalla Vecchia – un pavimento a losanghe, si dormiva per terra con i sacchi a pelo – sembravamo dei piccioni viaggiatori,

Le sedie fungevano da armadi aperti con magliette buttate una sull’altra. I letti erano fatti a metà, in cucina c’erano più macchinette da caffè che piatti. Un disordine sparso, ma la casa della Vecchia era un simbolo, ricordi in bianco e nero, il simbolo che fuori dalla piazza eri grande.

 

Anche la luna in quella casa aveva un fascino diverso. Ad Arpino ‘Lucio Dalla‘ salutava a malapena… Ricordi in bianco e nero, Lucio Dalla si sarà tagliato i capelli e magari non lo riconosci più…

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