Durigon fa la faccia feroce, ma l’isolazionismo della Lega è rischioso

Foto © Imagoeconomica

Il partito di Matteo Salvini ha cancellato la parola centrodestra e in provincia di Frosinone non riesce a fare il salto di qualità nei territori. Inoltre sono scomparsi dai radar Umberto Fusco, Maria Veronica Rossi e Kristalia Rachele Papaevangeliu. C’è Ottaviani, ma lui è un battitore libero.

Per Claudio Durigon, ex potentissimo sottosegretario al Lavoro e adesso deputato semplice delle Lega, la nomina di Paolo Gentiloni commissario europeo è come se Laura Boldrini fosse nominata da Matteo Salvini responsabile dell’immigrazione. Dopo aver annunciato per primo il Vietnam parlamentare della Lega, Durigon fa sentire la sua voce su un altro tema fondamentale. La Lega si sta preparando all’opposizione, da sola però.

Nell’intervista pubblicata questa mattina su Il Giornale diretto da Alessandro Sallusti, il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi dice che Salvini non parla più di centrodestra. Ha ragione Berlusconi, il Capitano va avanti per conto proprio. L’ha fatto al Governo con i Cinque Stelle, continua a farlo ora all’opposizione. C’è qualche convergenza con Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, c’è la volontà di annessione di Cambiamo di Giovanni Toti. E poi nulla.

Durigon, Gerardi e Zicchieri

Sul territorio la Lega ha fatto il boom alle Europee, ma poi l’azione quotidiana non si vede. Che fine ha fatto, per esempio, Maria Veronica Rossi, che ha preso una valanga di voti alle Europee? Perché neppure un ringraziamento a Kristalia Rachele Papaevangeliu, per un mese senatrice ma da una vita nella Lega? Che fine ha fatto, nel suo ruolo di referente delle province, il senatore Umberto Fusco?

Soprattutto: perché non c’è stato un minimo di dibattito sul dissenso interno che iniziava a montare di fronte agli atteggiamenti duceschi? È vero che da soli si va più veloci: ma ci si fa male in maniera catastrofica se si va a sbattere. (leggi qui «Qui comando io»: ed i leghisti si ribellano a Zicchieri). La soluzione individuata non è stato il confronto ma il repulisti. (leggi qui Ecco perché hanno fatto i due documenti a difesa di Zicchieri: servono ad uno scopo preciso).

Il Carroccio ora rischia di dover pagare quell’isolamento che lei stessa aveva costruito nei mesi scorsi quando era un Partito sulla cresta dell’onda e si avviava a sfiorare il 40% del consenso popolare. Un primo chiaro segnale d’allarme c’era stato alle scorse elezioni Provinciali: la Lega era rimasta fuori dal patto tra Fratelli d’Italia e Forza Italia che nel laboratorio di Frosinone avevano formato una lista unitaria. Grazie alla quale hanno eletto una massa enorme di consiglieri. Ancora peggio alle Comunali: nei Comuni nessun accordo al punto che su Cassino la Lega rischiava di non presentare la lista evitando il caos solo conl’intervento dell’allora vice coordinatore nazionale Enti Locali di Forza Italia Mario Abbruzzese.

Nicola Ottaviani: © Copyright Strani

La Lega non riesce in provincia di Frosinone a darsi un’organizzazione stabile, agile, riconosciuta, di raccordo con il territorio e di confronto con i parlamentari. Francesca Gerardi, onorevole e coordinatrice provinciale, è stata sollecitata su questo versante dal sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, che sembra però un corpo estraneo. (leggi qui I segnali di Nicola Ottaviani alla Lega)

Ottaviani parla di centrodestra nel Carroccio, quando nessun altro lo fa. Ma l’isolazionismo della Lega è un segnale di debolezza. Specialmente all’opposizione.

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