E adesso la Saf spaventa Roma Capitale

L’approvazione del bilancio supera i confini provinciali e il tema finisce sulle pagine del quotidiano La Repubblica. Il nodo è l’aumento della tariffa per il trattamento dei rifiuti provenienti da Roma. La strategia dei sindaci ha funzionato, ma adesso…

L’approvazione del bilancio della Saf supera i confini provinciali e arriva fino a Roma. Sì, perché il trattamento dei rifiuti della Capitale diventa un caso, soprattutto in prospettiva.

Lo scrive la collega Cecilia Gentile sul quotidiano La Repubblica nell’edizione di domenica. Proprio nella cronaca di Roma. Ponendosi il problema di chi accetterà i rifiuti della Capitale visto che L’Aquila non rinnoverà il contratto, mentre la Saf è pronta a chiedere il 10% in più rispetto alle attuali tariffe.

 

Saf, adesso si paga

Entra nel dettaglio Cecilia Gentile e scrive:

“A completare il quadro, anche la Saf di Frosinone, che nel 2017 ha trattato per la capitale 60mila tonnellate di rifiuti, potrebbe sganciarsi e interrompere il suo contratto con Roma”.

 

Questo perché all’orizzonte, sottolinea il quotidiano romano, c’è un aumento del 10% che la Saf “ha intenzione di chiedere ad Ama, a partire da settembre”. Specificando:

“Si passerebbe dagli attuali 160 euro a tonnellata a 177, comprensivi dei benefit ambientali dovuti al Comune che ospita l’impianto… D’altra parte 46 sindaci su 92 hanno chiesto a furor di popolo che la Saf applicasse l’aumento a Roma, pena la mancata approvazione del bilancio. Prendere o lasciare: per Ama non ci sarà alcun margine di manovra”.

 

Frosinone pronta, Roma in ritardo

Per la verità l’aumento, rispetto alla tariffa applicata ai Comuni soci, è per tutti gli enti fuori Ambito che decidano di venire a trattare la loro immondizia presso l’impianto di Colfelice.

Ma questo significa che la strategia usata dai sindaci-soci della Saf ha avuto un impatto non soltanto sull’approvazione del bilancio ma anche nella percezione dell’intera situazione.

Perché, come evidenzia pure La Repubblica, gli Ambiti Territoriali Omogenei devono essere autosufficienti nella gestione dei rifiuti. Quello della provincia di Frosinone lo è, quello di Roma no.

 

C’è poi un altro aspetto evidenziato da Cecilia Gentile:

Paradossalmente, per il comportamento virtuoso dei comuni ciociari che hanno aumentato la percentuale di raccolta differenziata, sono diminuiti i rifiuti indifferenziati da trattare e l’impianto adesso risulta sovradimensionato, tanto che a settembre il presidente Lucio Migliorelli presenterà un piano per la riconversione di parte del Tmb in impianto di compostaggio o fabbrica di materiali”.

 

Ma il dato che emerge dalla lunga estate calda sul bilancio della Saf, è che per la prima volta si è capovolto il rapporto tra Frosinone e Roma. Perché è perfettamente normale che se la Capitale ha bisogno dell’impianto di Colfelice, allora ci siano dei “ritorni” per i Comuni della provincia di Frosinone.

Pagando meno nel caso di trattamento dell’immondizia della Capitale.

Adesso però l’aumento della tariffa spaventa Roma.

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