E adesso niente più alibi per la classe imprenditoriale

Il Lazio in questi anni è diventato più attrattivo e maggiormente competitivo. Ora anche il sistema industriale deve battere un colpo e far vedere di che pasta è fatto.

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

La scelta di Fincantieri di scegliere il cassinate come sito produttivo rispetto ad altri territori rappresenta sicuramente un motivo di orgoglio che testimonia la ritrovata “attrattività” della Ciociaria. Il protocollo di intesa siglato tra la Regione Lazio e “Power4Future” apre potenziali praterie di sviluppo. (Leggi qui Perché P4F è l’operazione più importante dai tempi di Fiat).

Un’operazione che prevede un investimento di 26 milioni di euro che comporterà una ricaduta occupazione che potrebbe arrivare a 200 unità a regime. Non certo una rivoluzione, ma una svolta sì. Però la portata dell’operazione è un’altra: la creazione e la produzione delle batterie a litio che segneranno e accompagneranno la transizione dell’intero settore automotive verso l’elettrico e la mobilità sostenibile. Una trasformazione, questa sì, epocale. In grado di rappresentare un segnale forte pure per Stellantis.

Il cantiere Fincantieri di Sestri

Ma, come ha detto il presidente di Unindustria Angelo Camilli, «non ci dobbiamo nascondere le grandi criticità che trasformazioni epocali di questo genere da sempre comportano». Si tratta della più grande sfida degli ultimi decenni per il sistema industriale, economico e produttivo della provincia di Frosinone.

La domanda è: la classe dirigente imprenditoriale sarà all’altezza? Perché adesso davvero, con tutto quello che è stato messo nel motore di questa provincia, sarà impossibile continuare a nascondersi. Oppure sottolineare solo le responsabilità della classe dirigente politica. Responsabilità che, intendiamoci bene, ci sono state, ci sono e restano tutte. Ma ora anche il sistema industriale deve battere un colpo e far vedere di che pasta è fatto.

Basta con le litanie che in questo territorio non si va mai da nessuna parte perché non si riesce a fare squadra. È successo in passato, ma ora non potrà più rappresentare l’alibi. Adesso imprenditori e associazioni di categoria dimostrino di saper guidare la macchina nuova.

Dalla fiscalità di vantaggio ai “pesi massimi”

Qualche settimana fa il via libera del Senato alla “fiscalità di vantaggio”, che prevede una netta riduzione (30%) del costo del lavoro. Ossigeno puro per le imprese che vogliono investire in questo territorio. (Leggi qui Un tesoretto a De Angelis per tentare Stellantis).

Era dai tempi dell’ex Cassa per il Mezzogiorno che non si vedeva qualcosa di simile in Ciociaria. Un incentivo formidabile, che però dovrà essere utilizzato. Il problema è sempre quello di trasformare la potenza in atto. Di “scaricare a terra” le possibilità che ci sono, come ha detto Maurizio Stirpe, numero due di Confindustria. (Leggi qui Senza “scaricare a terra” resta tutto campato in aria).

Rispetto al recente passato ci sono due novità delle quali forse l’imprenditoria locale non ha colto la portata. La prima è rappresentata dalla Camera di Commercio del Basso Lazio, che riunisce Frosinone e Latina. L’ottavo ente del genere in Italia. Un “peso massimo”, come sta dimostrano il presidente Giovanni Acampora.

Francesco De Angelis

Poi c’è il Consorzio industriale regionale unico, guidato da Francesco De Angelis. Un altro ente “peso massimo”, che può cambiare i rapporti di forza nel Lazio. Considerando che il Basso Lazio detiene la stragrande maggioranza. Ma sia la Camera di Commercio che il Consorzio vanno cercati dal territorio e dall’imprenditoria locale. Vanno coinvolti e soprattutto “utilizzati”. Possono fare la differenza, ma il sistema economico e industriale del Basso Lazio ci deve credere.

Poi ci sono anche altre possibilità che in passato non esistevano. Le due fermate dell’Alta Velocità, per esempio. Bisognerebbe cercare di riuscire ad ottenere condizioni migliori in termini di fermate e di fasce orarie, ma in ogni caso ci sono. Così come si parla moltissimo della necessità di intercettare i finanziamenti e le risorse del Pnrr. Va bene, ma servono atti.

Ci sono altresì dei segnali di rinascita anche a Fiuggi. Le iniziative di questo ultimo periodo dimostrano che in città c’è una forte volontà di riprendersi la scena nazionale. E non soltanto nel settore del turismo termale o congressuale. Le premesse ci sono, ma vanno attuate. Messe in pratica. È una sfida per la classe imprenditoriale ma anche per le associazioni di categoria e le forze sociali. La scena devono riprendersela anche loro.

L’attacco hacker, il sistema fragile e le priorità del futuro

Nicola Zingaretti

Secondo gli esperti attacchi hacker come quelli che hanno colpito la Regione Lazio saranno sempre più all’ordine del giorno. La conseguenza è evidente: occorre alzare difese sempre più alte contro queste minacce.

Mario Caligiuri, presidente della Società Italiana di Intelligence e professore ordinario all’Università della Calabria, dove dirige il Master sull’Intelligence, ha fatto questa considerazione: «Ormai il 50% della popolazione mondiale è collegata a Internet ed entro il 2030 lo sarà il 100%: per questo il tema centrale dei prossimi anni sarà la sicurezza informatica e i governi dovranno sviluppare due distinte politiche per i cittadini e nelle loro versioni on line».

Ecco, quando si sente parlare di digitale e di sicurezza informatica si tende a pensare che tanto non potrà succedere a noi. Invece succede. Bisogna attrezzarsi e fare i conti sia con il presente che, soprattutto, con il futuro. E questo significa anche e soprattutto investimenti nelle infrastrutture materiale, dalla fibra ottica in su.

In provincia di Frosinone troppe aree non hanno collegamenti telematici all’altezza, in termini di rapidità e di efficienza. Ma oggi questi sistemi fanno la differenza esattamente come un’autostrada o una linea ferroviaria. Perché le aziende, i professionisti, la Pubblica amministrazione, gli studenti e i cittadini ne hanno bisogno. La Ciociaria sta tornando attrattiva e l’operazione di Fincantieri lo dimostra.

Se il territorio in questi anni è diventato più attrattivo e maggiormente competitivo lo si deve anche a scelte politiche come la fiscalità di vantaggio e l’incentivazione della mobilità sostenibile.

Perciò adesso imprenditori e associazioni di categoria non hanno più alibi.

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